La testimonianza di Blume: “Dove il loro copione si è allacciato con il nostro? Qual è l’anello debole?”

Rispetto alla complementarietà delle vittime con np…

Io penso che sempre ci sia, a vari livelli, ognuno il suo. E’ vero che questi np spesso non è che ce li siamo andati a cercare, sono piovuti nella nostra vita anche casualmente. Ma, come giustamente ribatte Claudileia, non a caso non abbiamo voltato le spalle subito, siamo entrati nella relazione, siamo rimasti invischiati ben oltre i primi segnali di psicopatia, e fatichiamo a uscirne anche dopo la fine della relazione.

Gli np hanno trovato un varco in noi, dal quale sono entrati invadendo la nostra mente. Hanno agito sulle nostre debolezze. Hanno riempito i nostri vuoti, oltre a riempire il loro abisso. Questa è la complementarietà. La responsabilità materiale degli abusi resta tutta a carico loro, certo, ma se non capiamo il nostro meccanismo psicologico che ha permesso loro di operare in tal modo, non ne usciamo e, anzi, rischiamo di rimandare tutto al prossimo squilibrato. Di loro, si può dire che sappiamo abbastanza: tutto sommato, sono abbastanza lineari, agiscono in modo stereotipato, le loro dinamiche si ripetono sempre identiche, sono addirittura prevedibili. Forse, però, è noi stessi che dobbiamo capire un po’ meglio.

Io, personalmente, preferisco di gran lunga rappresentarmi come una complementare anziché una vittima. Perché, se pure vittima sono stata (dei suoi atti abusanti), resta il fatto che ho permesso a me stessa di rimanere invischiata in un rapporto malsano.

Se io fossi solo una vittima, una volta riconosciutolo per quello che è, dovrei potermene distaccare con maggiore facilità. Se questo non accade, non è per qualcosa che riguarda lui, ma me stessa. Quello che bisogna chiedersi è dunque dove il loro copione si è allacciato con il nostro, qual è l’anello debole. Senza questa riflessione, non possiamo veramente salvarci. Possiamo liberarci dallo np storicamente incarnato in quello del momento, ma rischiamo di incontrarne altri e di rimanerne affascinati di nuovo.

Per quanto mi riguarda, mi riconosco in ciò che dice Claudileia di se stessa, parlando di ciò che l’ha attratta nell’individuo senza scrupoli: “IL MIO BISOGNO DI ACCETTAZIONE INCONDIZIONATA. Il mio stesso livello di narcisismo che, provenendo da una famiglia altamente disfunzionale mi ha indotto a cercare di colmare i miei vuoti cercando esternamente la soluzione del salvatore”. Aggiungo anche che, nel mio caso, si tratta di conquistare un uomo difficile, addirittura impossibile, salvandolo dalla sua anaffettività e costringendolo ad amarmi. Si tratta di scrivere un finale diverso a una triste storia, quella delle disfunzioni familiari.

La realtà è che dentro di me continuano ad abitare i fantasmi interiorizzati delle figure disfunzionali di attaccamento primario, mio padre in primo luogo (anaffettivo e non disponibile ad amore incondizionato neanche verso i figli, con tratti fortemente narcisistici sebbene non maligno, ma comunque devastante), che mi hanno fatto introiettare modalità di relazione profondamente inquinate (e largamente inconsce) con gli uomini: sfiducia, intima vergogna di non essere amabile, necessità di farmi accettare incondizionatamente proprio da chi non vuole amarmi perché ha un cuore debole, necessità di rispecchiarmi in un individuo che si presenta come eccezionale… Attraverso queste fessure si è infiltrato in me np.

In questo senso sono una complementare. Conosco persone che, dopo essere state vittime di un abusante, non appena si sono accorte di chi fosse hanno voltato le spalle e rapidamente si sono riappropriate della propria esistenza, puntando a uomini differenti. Se per me la via di uscita non è altrettanto rapida, non è un caso. Se nella mia vita si sono presentati vari squilibrati, non è un caso. Se non mi sento attratta da uomini più “normali”, non è un caso.
Riconoscendoci come complementari, non si tratta di alleviare le loro responsabilità, ma di riflettere su quello che ha reso possibile in noi l’abuso e, oltre questo, un attaccamento che continua anche dopo aver chiuso la relazione (se no, non staremmo qui a parlarne).

Io sono, oggi, andata avanti nel percorso di distacco da np. L’aver interrotto i contatti (anche se purtroppo mi capita di vederlo, perché, nonostante i miei sforzi per evitarlo, capita di incontrarci in luoghi sociali) mi ha aiutata, come il non parlare troppo di lui, concentrarmi su altro. Sto facendo una psicoterapia. Piano piano, sebbene molto cautamente, mi sto riaprendo all’universo maschile.Vado avanti in un percorso di consapevolezza.

Mi sento un po’ svuotata emotivamente, come un drogato che non abbia la sua dose quotidiana di adrenalina, ma so che si tratta di un viaggio dentro me stessa che – spero – mi porterà verso una luce diversa da quell’artefatto scintillio che gli np sanno creare intorno e dentro di noi.

Spero che la mia testa e la mia pancia si riconcilino.

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200 pensieri su “La testimonianza di Blume: “Dove il loro copione si è allacciato con il nostro? Qual è l’anello debole?”

  1. Buonasera a tutti.
    Anche io mi riconosco più o meno nella stessa situazione di Silvia. Non ho ancora raggiunto il punto di non ritorno con np (ma nella mia vita li ho conosciuti), ma non ne favorisco il ritorno, neanche in occasione delle sue più o meno sporadiche comparsate, e il fatto che sia occupato in altro mi dà sempre sollievo. Continuo a dirgli, se capita, quello che penso di lui. Lui regge bene, ma io registro una netta riduzione della sua capacità di agire su di me risvegliandomi l’energia di cui mi sento in genere carente e che è sempre stata una forte sirena di attrazione, su di me. In qualche modo, mi ha anche scocciato, fa sempre le stesse cose: non riesce più a sorprendermi completamente e pure io sono una che si annoia (anche io ipercinetica mentale).
    Ma soprattutto sto imparando, sto capendo che nella mia vita non posso e non voglio stare seriamente con questi soggetti qui. E’ proprio un processo interiore, il mio, che sento che avanza. Se esiste l’Anima, se esiste l’Amore, debbono tendere alla concordia e, nelle relazioni con gli altri, portare ad armonie che costruiscono modelli di stare insieme sempre più cooperativi, sempre più intelligenti, sempre più complessi. Con chi coltiva solo l’Ego, si possono creare solo distonie, dissonanze, quindi paura (della sofferenza, dell’abbandono,etc.) che viene sfruttata per dominare da chi concepisce le relazioni solo come di potere, come fanno i np.
    Mi sono serviti molto i video delle lezioni/conferenze di Mauro Scardovelli, su Anima ed Ego, sulle dipendenze affettive, sulle costellazioni familiari, che consiglio di ascoltare. Un approccio sensato e intelligente tra il giuridico-il terapeutico-il filosofico e il mistico, con osservazioni ragionevoli, in un linguaggio comprensibile.

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    1. Ti mando un saluto e un abbraccio cara Blume. Non commento ma leggo. Condivido il tuo percorso, ovvero non volere situazioni in cui le energie sono dilapidate in inutili schemi. Se cercano, hanno solo bisogno di nutrimento. Se li si cerca, manteniamo in vita il circuito disfunzionale che è tutto a loro vantaggio. Anche se ancora non siamo pronte a chiudere del tutto, questi piccoli tasselli di comprensione vanno ad aggiungersi alla consapevolezza. Sto bene senza sentirlo, nonostante si affacci ancora talvolta nei pensieri. Ti abbraccio

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    2. Scardovelli!! ascoltato qualche mese fa, piaciuto molto il suo modo di far capire come una ferita narcisistica l’abbiamo tutti, come con ironia e profondità riesce a “umanizzare” tutto il discorso sull’ego, l’eccesso e le paure. Leggere voi, invece, mi sta aiutando da un altro punto di vista..sinceramente ero così schifata per la storia dei disturbi sessuali che pensavo davvero non sarei caduta al momento del ripescaggio. Sbagliando. La discussione fortissima di domenica scorsa è servita a capire come in questi mesi delle cose sono solo peggiorate. E leggendovi mi sento un po’ più umana per avere ancora difficoltà a staccare di netto. Ormai riconosco le provocazioni (gesti che lo scorso anno mi mettevano in difficoltà, perché sembravano fatti per “fare qualcosa” ma erano provocazioni. Spesso liti dell’ultimo minuto che guarda “caso” facevano saltare il programma insieme. I famosi future faking. Peggio ancora il discorso della gelosia. Lo so che la triangolazione è normale (ripensando anche a un paio di relazioni che ho avuto in precedenza con soggetti che presentavano comportamenti tipidi dei narc – ma allora non sapevo niente di queste cose), con questo è ..sadismo. Perché in alcuni casi è davvero palese il meccanismo. Gli è stato messo davanti anche dal suo psi. E questo è forse il peggioramento degli ultimi mesi…ho trovato una persona ancora più arrogante, più capace di autogiustificarsi tutto, promettere per “far vedere”- smentire le promesse e autogiustificarsi. E in questo momento, pur cercando di mettere i famosi confini (per la serie “raccontatela, non ho energie per un ridistacco o altre lotte. Però c’è la consapevolezza che un rapporto “normale” è altro. Ogni volta che succede qualosa è come avere una sorta di doppio schermo mentale e sapere che la normalità non è quella. Ed essere stanca di giustificare, accettare giustificazioni assurde, negoziare tempi e orari, soprattutto visto quello che ho rischiato a dicembre tra lavoro e casa. Almeno ora non mi precipito più fuori ai suoi orari o finte proposte (dico finte, perché basate sui suoi interessi, orari, tempi e sempre in futuri …a rischio liti continue per promesse). I fatti sono quelli di una persona che è respingente. E no, non reagisce per nulla bene se è messo davanti al fatto che quello che dice e quello che fa sono discordanti. E andare dallo psicologo è servito praticamente a rafforzare questa visione di sé come buono, “non arrogante”. Anche quando è palese che non essere arroganti è molto, ma molto diverso dall’essere assenti emotivamente o più semplicemente già “oltre”. So che non si può costruire niente su questa cosa, è come se però avessi ancora bisogno di “digerire” tutto questo “respingimento” continuo (da parte di una persona rispuntata per “riprovarci”).

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  2. Cara Eva, sì, fanno sempre le stesse cose… Che palle, dai!
    Anche se non è facile tagliare di netto, di fronte a questo ripetersi perenne delle medesime dinamiche a un certo punto siamo stufi pure noi che siamo stati capaci di sopportare l’insopportabile!
    E’ come dici tu: la cosa va digerita, ma, per quanto lenta possa essere la nostra digestione di ruminanti, a un certo punto si crea un distacco anche da parte nostra di fronte a tanta ottusità del loro Ego.
    Voglio avere intorno persone dalle quali io non debba difendermi sempre e comunque, anche quando non sto facendo nulla di male, solo per il fatto che esisto e non mi va di essere schiacciata, ho diritto ad essere riconosciuta e amata per le qualità che ho, per quello che sono. Non sono perfetta né posso esserlo, ho difetti, ma ho anche cose da dare, ho empatia, cervello, so essere collaborativa, so valorizzare l’uomo che mi sta accanto, non pianto questioni inutili e non mi piace creare sofferenza intorno a me. Se questo per np non va bene, come dire, sono arrivata al punto psicologico ed emotivo (non più solo di saperlo razionalmente) di sentire che è un problema suo.
    Il processo è in questo senso attivato, ho smesso di essere ansiosa per il fatto che devo assolutamente liberarmi totalmente del pensiero di lui, nel pensiero c’è ancora e si affaccia, vabbè, pazienza, andrà via, per il momento cerco di vederlo il meno possibile e di circondarmi di persone positive, che stimo e che mi stimano, alla fine della giornata mi interrogo e mi dico: sto bene. E’ quello che conta di più.
    E’ vero che mi sento un po’ piatta (uno dei problemi, come sappiamo, è che np ci mettono in moto energie di cui siamo carenti), però anche che noia stare appresso a questi np che tutto quello di positivo che fanno è venderti lucciole per lanterne, sollevarti in alto per poi buttarti giù più rovinosamente, sempre chiusi nel loro egoismo, non disposti a dare nulla di sé, sempre pieni di rancore e invidia (che non ammettono), sempre anti-etici, sempre tesi a scaricare sugli altri le loro frustrazioni… E che palle!!!

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    1. Un sorriso per il “che palle”….e per tutto quello che dici di te. Hai i tuoi difetti, come io c’ho i miei, come X c’avrà i suoi, ma la cattiveria, la capacità di trasformare quei difetti in capi di accusa o, peggio, scavarci dentro e mostrarli agli altri come “oh, vedete, è così”…è loro. La vita piatta e l’adrenalina, personalmente mi basta quella del precariato lavorativo e il doverne uscire, ora inizio a capire lo stress in più (stress e non adrenalina positiva) con lui. E, forse, il bello della vita “piatta” è poter decidere anche e quando andare in cerca di adrenalina positiva (un viaggio, anche fuori porta, un ballo, un qualcosa di bello, soprattutto non bello per loro).
      Sull’accettarsi, sto provando a lavorarci da sola…ma forse proprio il suo aver fatto cenno alle mie insicurezze, riportate alla flying monkeys come prova di gelosia, ha risvegliato qualcosa: so che so distinguere il sentirmi gelosa dal sentirmi a disagio per il tipico flirtare dei narc. E, soprattutto, ti capisco quando dici di non voler stare sempre sulla difensiva, perché è come si sta con loro. L’ansia..ecco, questo è quello che mi stupisce che, invece, l’ansia io l’ho. Ora. Mentre nei mesi passati molto meno, per paradosso. Ma anche (e l’ho detto anche a lui) la tua stessa consapevolezza che non ho firmato un patto con il diavolo per stare male in eterno, con chi ha bisogno di farsi spiegare due concetti come rispetto e presenza. E corollari vari. Quello che davvero è “basta” sono le motivazioni date dopo ogni schifezza fatta. Mi rendo conto, però, che più sono netta su queste cose, più gli sto causando agitazione, più è agitato più è distruttivo (e peggio è per me). Magari a breve sparirà, perché è inconcepibile per lui che non sia tornata mansueta come lo scorso anno, ma mi auguro più che altro di arrivare a quel punto da dire basta, al più presto possibile, io stessa. Tanto, davvero, nel nostro caso manca anche l’intesa fisica. C’è solo quello che condividiamo per le attività di formazione.

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  3. Ma tanto l’intesa fisica, pure quando c’è (nel mio caso, ad esempio, molto forte), devono frantumare pure quella, quindi… Quando qualcosa va bene, non c’è niente da fare, debbono farla andare male per forza, non sia mai che si trovino in pace e bene con qualcuno! Riguardo all’ansia, è normale averla, soprattutto quando si allontanano verso altre mete umane. Ma io ho sempre avuto più che altro l’ansia di dovermela far passare a tutti i costi, questa fissazione per np. Perché è né più né meno una fissazione pure la nostra, eh! Fissazione di cambiarli, vendicarci, farci riconoscere, “vincere”… A un certo punto, sono solo esseri poveri di spirito e di coraggio. Non meritano nemmeno la sfida che noi, generosamente, voglio dire con grande profusione di energie, mettiamo in campo.
    Anche io spero che pure il suo interesse nei miei confronti si abbassi. Però non possiamo far conto su questo, almeno non in senso definitivo. Perché loro vanno e come vanno tornano pure, come niente fosse, pure se è passato un anno. Inoltre, quando sono in assenza di rifornimenti narcisistici e non ne vedono all’orizzonte, sempre tornano da qualcuna delle ex, perché da soli non sanno stare proprio: la loro patologia si esprime nel campo delle relazioni, non dimentichiamocelo, non sono autistici che si isolano dal mondo, debbono sempre rispecchiarsi in qualcuno. Nella mia vicenda, poi, in questi casi torna proprio da me, perché anche lui ha un incastro con me, per via delle mie caratteristiche: proprio perché non mi sono mai piegata e l’ho sfidato. Ricordati che più non ti pieghi, più ti trattano male, sì, ma più entrano in fissazione e solo rimandano il momento di riprovarci. L’interesse lo perdono di più per le persone che riescono a distruggere totalmente.

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  4. Ancora una cosa, Eva, sulla gelosia: capisco bene quando dici che il suo aver fatto leva sulle tue incertezze attribuendoti gelosia tramite scimmia volante, questo tasto specifico che ha pigiato ha come risvegliato qualcosa in te: sì, ha generato una falsa credenza, come direbbe Scardovelli. Il suo Ego fa leva sul tuo Ego ferito (che è una paura: per insicurezza aver paura, ad es., che è davvero come dice lui, che sei davvero gelosa, sei spinta a dubitare di te stessa), e finisci per provare davvero quella gelosia che forse all’inizio non provavi o non avresti provato senza la sua sollecitazione.
    Sono abilissimi, in questo: ti fanno credere che quella sofferenza è tua, ma NON E’ COSI’: è una FALSA CREDENZA che instillano in te facendo leva sulle tue insicurezze (il tuo Ego, appunto, la parte più bassa della tua anima).
    Lasciamo stare poi il fatto che questa sofferenza è in realtà la loro (anche se è vero, ma un salto logico troppo forte per la mia razionalità: semplicemente non capisco come possa essere una loro sofferenza se non soffrono materialmente e fanno soffrire gli altri, non riesco ad arrivare a concepire questo concetto: forse espellono come scorie, qualcosa di loro che arriva a noi a pioggia, sì, ma loro non sentono nulla: siamo fuori dalla sfera della sofferenza, secondo me), dico lasciamo stare questo fatto, MA QUESTA SOFFERENZA SENZ’ALTRO NON E’ LA NOSTRA (MENTRE A NOI SEMBRA CHE LO SIA): questo lo capisco ormai bene (e l’ho capito ancora meglio tramite Mauro Scardovelli).
    Cioè, lo schema è pressappoco questo: np ci inducono sentimenti che non abbiamo, semplicemente affermando che è così e basta e diffondendo questa voce. Poi agiamo per questa via anche noi, che ci agitiamo di fronte all’ingiustizia del vederci attribuiti una identità che non abbiamo e dei sentimenti che non avremmo (tipo la gelosia in certi casi, dai: dopo la centesima volta che li vediamo nelle braccia altrui, ancora siamo gelose come la prima volta?Magari no, o non proprio…).
    SONO LORO INVECE A INSCENARE LA NOSTRA GELOSIA: ci accusano di esserlo, ne fanno una cosa pubblica, coinvolgono altri e scimmie volanti, diffondono questa falsità come fosse vera, ci “smerdano” in sostanza, perché poi gli altri attribuiranno le nostre fragilità, magari di altra natura (es. siamo in una fase di perplessità, ci rode per altro…), solo a questo, perché il regista del dramma è np. Si creerà nell’aria una falsa verità (nel luogo di lavoro per te, nelle sale da ballo per me…)
    In realtà, sono loro ad evocare una realtà che non si materializzerebbe, quindi non esisterebbe, se loro non sapessero come pigiare sulle nostre debolezze, attivare cioè il nostro Ego ferito.
    Funziona allora così: con una FALSA AUTORITA’, cioè attraverso il loro Ego stronzo e prepotente e che non si vergogna di niente, np pretendono da noi, e di fatto ottengono, che noi assorbiamo FALSE CREDENZE (le loro fantasie, le loro false attribuzioni a noi di identità,pensieri e sentimenti), ed effettivamente noi, in misura più o meno forte, le facciamo nostre, finiamo per crederci anche noi o perlomeno a comportarci come se fosse vero. In questo modo principalmente esercitano il controllo umano, gli np. Funziona così. Questo vuol dire entrare nel loro giardino incantato, come dice Claudileia.

    Un abbraccio
    Ho scritto di getto e non posso rileggere, spero di essere stata chiara.

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  5. Quello che voglio dire è che, attraverso il loro comportamento determinato a evocare la realtà più funzionale per loro (che tu sia gelosa, ad es.), manipolativo quindi, cioè comportandosi e parlandoci come noi fossimo davvero gelosi e proclamandolo agli altri come una verità incontrovertibile, attraverso questo meccanismo noi, pur se anche reagiamo contro questa menzogna, siamo portati a identificarci con quel sentimento, e lo proviamo veramente almeno un po’, perché anche noi, pure se non ci crediamo, reagiamo e ci comportiamo con loro come se lo fossimo (incazzate,ad es.). E’ come una falsa verità che si auto-accredita da sola. Attraverso questo meccanismo, ci incastrano. Finiamo per essere davvero più insicure, anche più gelose, e finiamo per autoconvincerci che, per questo, li amiamo!, mentre potrebbe non essere affatto così se non ci manipolassero, se non scrivessero da soli, solo loro, l’intero copione.
    E’ il loro modo di tenere tutto sotto controllo, solo così si rassicurano di esser vivi.

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    1. Ciao ragazze, continuo questo mio periodo riflessivo e vi leggo anche se commento meno. E’ bello leggere i vostri percorsi, la vostra voglia di respingere quella che veramente, si può definire, come ha ben detto Blume, una grandissima rottura di balle.
      Io mi sono imposta come sapete di non parlare o scrivere più ogni santo giorno di np e devo dire che la cosa mi sta aiutando molto a prendere le distanze da tutto, anche se non è semplice come ben sapete.
      Poi vi leggo e mi viene torna di scrivere 🙂
      Allora, facciamo un piccolo resoconto: a distanza di quasi un mese dal distacco con np2 mi sento serena.
      Non so se questo è dovuto alla mia maturazione nei confronti di tali soggetti (con il primo soffrivo terribilmente i distacchi e vivevo tremende crisi abbandoniche quando spariva) o se sia dovuto solo al fatto che in fondo np2 non ha chiuso del tutto ma ha solo manifestato un suo momento di difficoltà per cui ora è meglio per lui “sospendere” i nostri incontri.
      Cioè, mi sta venendo il dubbio di essere tutto sommato tranquilla solo perchè lui non è sparito nel nulla all’improvviso come faceva il primo np e non mi ha svalutata
      pesantemente, anzi in questo frangente si è mostrato perfino gentile e “umano”.
      Di fatto mi abilmente “scaffalata” per tempi migliori ed ora come se fossi in una specie di limbo. Io per non farmi vedere una che sta lì ad aspettare gli avevo augurato di passare una buona estate e che eventualmente ci saremmo risentiti più avanti e lui mi aveva pure ringraziata di questo. Poi però a metà di questo primo mese di “pausa estiva” una sera il cucù gliel’ho fatto io per sapere come stava. In realtà l’ho fatto essenzialmente per una mia necessità, se vogliamo molto narcisistica, di capire se tutto quel discorso sul suo momento di crisi era solo per chiudere elegantemente e dedicarsi “ad altro” senza rotture di scatole o se ancora mi pensa.
      Contorta, eh?
      Gli ho scirtto la sera tardi e mi ha risposto il mattino dopo…
      Ne ho quindi dedotto che non è una chiusura totale, non è sparito come faceva il primo np che non rispondeva più nei periodi di “nuove fiamme”, però mi ha detto che è sempre “preso fin sopra i capelli” aggiungendo dei puntini di sospensione, che per come lo conosco io significa che lascia comunque spazio alla comunicazione.
      Io quel giorno ho volutamente evitato di guardare il telefono perchè non volevo sentirmi stressata dal fatto che potesse rispondere o meno. Ho letto la sua risposta la sera sul tardi (e qui ho voluto anche dimostrargli che non sto li appesa alle sue risposte). Gli ho rdetto che pure io sono molto incasinata in questo periodo, e che comunque ogni tanto mi torna in mente. Lui ha visualizzato la sera stessa, poi più niente.
      Ok, va bene così, nel senso che non gli chiedevo nulla e quella mia risposta, peraltro mandata con molte ore di ritardo non prevedeva ulteriore risposta sua.
      Però so che ho fatto un erroraccio, che l’ho nutrito facendomi viva io per prima…era quello che sicuramente voleva vedere dopo mesi in cui i suoi tentativi di manipolarmi non gli riuscivano. Ha capito che questo suo “distacco” dalla situazione tra noi mi fa comunque effetto, che comunque lo penso. E credo che questo gli abbia fornito una bella iniezione di nutrimento.
      Quando si dice che questi rapporti sono tenuti in vita dal fatto che anche noi ci mettiamo del nostro perchè non muoiano del tutto, è proprio così.
      Ora, mi rendo conto che questa storia è diversa dalla prima, che io conosco la sua mente a differenza di quanto è accaduto con l’altro, da cui subivo tutto senza riuscire ad imporre alcuna contromisura…ma capisco sempre di più che la dipendenza da questi soggetti è una roba assurda.
      Che ne pensate?
      Comunque sia, non sto ferma…vado avanti a prescindere, sto cercando di fare nuove conoscenze.
      Ho notato comunque che sono cambiata perchè rispetto al passato non cerco più nessuno per prima e lascio che siano le persone a cercare me, a mostrarmi il loro interesse. Se vedo che uno mi cerca, bene, altrimenti lascio stare.
      Ecco, diciamo che almeno in questo sto facendo progressi. Chi sparisce lo mollo subito.
      In realtà sono molto chiusa emotivamente e mi sento un pò come la dama chiusa nel torrione del castello, voglio vedere chi combatte per avermi.
      Ok ragazze, vi mando un abbraccio, ci tenevo ad aggiornarvi.
      Baci

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  6. Ciao Spirito, anche io sto messa più o meno così con np. Non è sparito del tutto, ma pure lui – di fronte al mio ritirarmi – fa vedere oppure effettivamente ha (secondo me, entrambe le cose) che è incasinatissimo e ha tanto da fare. Io non lo cerco, ma c’è da dire che a me tanto capita di vederlo in giro per sale da ballo. Non me lo vado a cercare, ma capita. E quando capita, mi ci relaziono. Ad esempio, ieri sera: c’era un matrimonio di due tangueri, ci siamo incontrati inevitabilmente. Lui mi ha benevolmente rimproverata di essere sparita dalle sale, io sono stata cortese ma ho lasciato un alone di mistero, ho detto vagamente che avevo da fare (in realtà, sono stata anche molto stanca per lavoro), ne ho quindi stimolato la curiosità, ma ovviamente deve ribadire subito che anche lui è oberato di cose da fare (in realtà non si capisce che keiser deve fare, visto che non lavora, comunque certo si riempirà la vita di eventi, collezionerà amiche e fans se non altro…del resto, non sa fare altro).

    Quindi sì, belle complicate anche noi, e sì, anche noi teniamo qualche accesso aperto. Ma,in ogni caso, evito di sentirmi in colpa di non riuscire ad evitarlo del tutto, di non riuscire ad essere perfetta qui, sono stanca di lottare anche contro me stessa per ansia di perfezione e cerco di assaporare pure la molto minore risonanza emotiva che tutto questo ha su di me (veramente sono una rottura di balle, sempre uguali a se stessi), se capita mi ci diverto pure a fargli due battute sul suo Ego gigantesco, ma – se pure il pensiero di lui si affaccia (ma senza ansia, per me)- contemporaneamente faccio altro, mi apro ad altre conoscenze, torno ad applicarmi a cose che mi piacciono oltre il tango (ed è la prima volta dopo tanto tempo). Non sono le montagne russe emotive di np, ma francamente non ne sento la nostalgia (un tempo, in distacchi precedenti, sì). Questo ormai lo sento, ed è per me una conquista. Credo che la recente morte di mio padre mi abbia anche indirizzata in questo senso: sentire la “verità” umana di un momento tanto intenso e avvertire contemporaneamente la sostanziale inautenticità della relazione sentimentale con np.
    Un abbraccio.

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  7. Cara Blume, hai ragione. Alla fine capisci che sono così e amen, inutile martoriarsi e inutile combattere cercando in noi stesse una perfezione, ma allo stesso tempo dobbiamo essere contente quando notiamo i miglioramenti nel reagire al loro modo statico e palloso di essere sempre uguali a sé stressi. Aventi così, direi.
    Loro di fatto non chiudono mai davvero, anche quando non si fanno senture, lo sappiamo. Se stanno in silenzio lo fanno solo per vedere cosa fai tu. A volte quella é la loro ultima spiaggia perché il resto non gli riesce (sottometterci mentalmente, triangolare ecc).
    Questa cosa del poco tempo a disposizione che anche il tuo np lamenta é stata sempre il leit motiv di np2. Me lo ha ripetuto ogni santa volta che lo vedevo, anche se non gli chiedevo nulla (tipo vederci per fare qualcosa di diverso dal solito)…una palla proprio…. io avevo capito benissimo che aveva poco tempo ma lui doveva sempre precisarlo…non sia mai che mi venisse in mente di chiedergli qualcosa di più… 😉
    Però io dovevo essere sempre pronta e disponibile quando aveva voglia di vedermi, con preavvisi inesistenti. Cioè lui poteva avere mille impegni mente io no?
    Alla fine, quando mi chiedeva di vederci io gli dicevo quello che diveca lui a me, ovvero che ero incasinata e avevo da fare…questo però non lo faceva desistere dalle sue “incursioni” improvvise.
    Ecco, la rotuura mega é che loro ti considerano un dispositivo che deve funzionare a comando, la loro vita é complessa e incasinata (non si capisce come, visto che non lavorano o comunque in modo occasionale….sarà per tutte le tipe che devono gestire) mentre la tua non esiste se non in loro funzione.
    Il tuo np2 infatti ti ha benevolmente rimproverata di non farti vedere nelle sale (leggi dare nutrimento al suo esibizionismo) ma non si chiede e non ti chiede i motivi della tua assenza. A loro del fatto che possiamo avere impegni, casini nostri ecc non importa assolutamente nulla.
    Ora, io credo che avendo capito bene questa dinamica possiamo andare avanti a prescindere con le nostre vite….come dici tu iniziare pian piano a fare cose nuove, conoscere persone, riprendersi spazi vitali e mentali senza loro intorno.
    Tanto finché non decidiamo noi di chiudere in via definitiva loro faranno sempre in modo di esserci….apparendo, sparendo e inventandosi mille modi per tenerci agganciate, anche solo con il pensiero.
    Baci

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  8. Sì, è esattamente così. Loro non chiudono mai ma, soprattutto, sono sempre uguali e uguali si ripresentano dopo le sparizioni anche di mesi o addirittura anni. Per loro, il tempo non passa, perché emotivamente è fermo in loro più o meno all’età di 6 anni, come in un incantesimo.
    Noi pure facciamo fatica a chiudere, ma a differenza di loro per noi il tempo passa: scorre certo caratterizzato da tutta la sofferenza che abbiamo provato e proviamo, ma appunto scorre, con le sue modificazioni. Cioè, siamo in grado di trasformarci, per quanto lentamente. Ci blocchiamo solo se accettiamo di rimanere fermi nelle nostre paure e ossessioni. Ma, poiché soffriamo, poiché accettiamo di soffrire, questo da solo significa che siamo anche in grado di attraversarla, e cambiare. Abbiamo questa duttilità, non siamo fermi emotivamente all’infanzia.
    Io confido molto su questa incontrovertibile realtà.
    E quindi sì, avanti così direi.

    Un abbraccio

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  9. E anche aggiungo che mi rendo conto, ormai, che in me si riaffaccia sì il pensiero di lui, ma non esattamente il desiderio di lui. Non è la stessa cosa. Il desiderio si alimenta anche di scoperta, di novità, con loro questa dimensione proprio non c’è: dopo la fantastica scoperta iniziale (che dopo averti osannato tentano di distruggerti in tutti i modi), tutto è immutabile, tutto si ripete sempre uguale, eternamente.
    Le cose si stanno mettendo, dentro di me, nel senso veramente di pensare che è lui che perde le occasioni di essere felice, non io. All’interno di un’illusione suprema, io ho dato quel che potevo, ed è stato il massimo delle mie possibilità: comprensione, accoglienza, intelligenza, sensibilità, ascolto, e pure sincerità nel parlare, trasparenza nel parlargli delle sue disfunzioni, distanza di fronte al suo malfunzionamento, anche qualche “scappellotto” ben assestato di fronte alla cattiveria. In una parola, amore. Se non ha saputo coglierlo, è un suo problema con i sentimenti, non mio. Se replica con me lo stesso schema, è lui che è prigioniero di se stesso, non io.
    Certo, ancora accenderà fiaccoline, ci proverà, tenterà di indurmi sentimenti che non provo, mi ricatterà, farà i capricci, troverà una nuova vittima con tutti i crismi da esibire fuori pubblicamente e distruggere dentro nella relazione. Cioè, lui sarà sempre lo stesso. Io invece, fortunatamente, cammino. E anche se sarà pure in grado di farmi indietreggiare di qualche passo, non potrà impedirmi di andare per la mia strada. E’ quello che sento e che spero, insieme.

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    1. Vedrai che sarà così cara Blume. Dici bene, per loro il tempo non passa perché è fermo alla loro struttura infantile bloccata e sempiterna, per noi invece passa eccome….ed è prezioso, non possiamo permetterci il lusso di sprecarlo perché non sappiamo quanto ce ne resta e dobbiamo vivercelo al meglio.
      Comprendo che per te sia molto più difficile staccare del tutto mentalmente perché per te è stato anche un coinvolgimento emotivo, oltre che forte intesa fisica.
      Per me con np2 é stato coinvolgimento mentale soprattutto, l’emotività era bloccata per fortuna….se a volte si è lasciato andare con un tesoro o cara queste parole su di me non hanno avuto effetto, anzi mi sembravano stonate e sentivo disagio. Voleva la tresca segreta, la trasgressione? Ok…ma allora evitiamo sdolcinamenti. Tuttavia anche a me a volte è capitato di dirgli tesoro nel salutarlo…vedessi come è scappato via, se gli avessi detto stronzo sarebbe stato più contento guarda 😄
      Stiamo forti Blume. Abbiamo molta più consapevolezza di loro in tutto, siamo e resteremo sempre empatiche ma proprio questo ci rende umane, vive e vere.
      Ti abbraccio

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    2. Cara Blume, non ho scritto, ma letto e riletto quello che avete scritto tu e Spirito. Soprattutto in questi giorni, quando mi sono trovata a dover presentare dei documenti per un concorso e mentalmente ero così cotta che ripensando all’ultimo periodo mi è parso totalmente assurdo tutto quello che stava succedendo.
      Parlavamo della gelosia, tutto quello che hai scritto ci sta. Poter “inscenare” il dramma per loro, o almeno per il narc in questione, è un terno al lotto. Permette di annullare qualsiasi obiezione gli venga fatta (tanto “sei gelosa”), credito con scimmia volante, comparazione e, a quel punto, legittimità a triangolare. Ci sta l’incastro con l’ego ferito, il mio, che poi si perde pure nelle bugie (il famoso react).

      Quando dici:
      Si creerà nell’aria una falsa verità (nel luogo di lavoro per te, nelle sale da ballo per me…)
      In realtà, sono loro ad evocare una realtà che non si materializzerebbe, quindi non esisterebbe, se loro non sapessero come pigiare sulle nostre debolezze, attivare cioè il nostro Ego ferito.

      Ecco…nel ripescaggio questa cosa la sto vedendo estesa a tutto campo. Con un elemento in più, l’autogiustificazione. Perché lo psicologo gli avrebbe detto che tanta gente mente, che una bugia è tale solo se consapevole (e, ovviamente, le sue sono sempre inconsapevoli). Quindi una bugia è “tecnicamente” una bugia, ma se è inconsapevole è da giustificare. Ora..se fossimo in una situazione “normale” questo tipo di “realtà” distorta suonerebbe solo come una scusa e un’assurdità.

      In questo periodo ho visto anch’io quello che dicevi su mancanza di fantasia e desiderio. Peggio, la definirei d’intenzioni e volontà pratica. Nel mio caso, da ottimo covert, non ha avuto un inizio con love bombing appariscente. Poi è iniziato subito “il problema fisico” (i mondi “paralleli” li ho scoperti solo in autunno). Il ritorno..è stato con la frase che ..i mondi paralleli erano superati. Tutto qui. E una serie di no continui. No, che non avrebbe mai preso lui l’argomento per primo, perché non poteva dimostrarlo. No che non voleva disturbare gli altri a chiedere dove abitavo. No. Alla fine due mezzi gesti gli sono stati praticamente suggeriti. E anche il modo di metterli in atto ha rivelato talmente tanta pochezza, da intristire. In compenso, ora è tutto preso da eventi nuovi, quindi il massimo è un invito ad andare. E stavo riflettendo proprio su questo evocare una realtà …in presenza di altre persone conosciute però. E’ come se fosse una trappola, perché se andassi con lui, in qualche modo legittimerei anche la sua facciata di buono, che ci ha provato a fare le cose insieme. Quando poi un secondo dopo è esplosione di rabbia, “no, no, no” etc.
      Il tutto riesce a intristire notevolmente. Questa è la mia parte di ego, credo, che non riesce a fare pace con il detto (“voglio dimostrarti”) e i fatti. Spero di andare sempre più verso la vostra consapevolezza, che riesce a considerare quanto il loro “dare” è, nel migliore dei casi, una sorta di elemosina emotiva.

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      1. Ciao Eva, ti mando un saluto al volo. Sto cercando di stare un pò lontana dal narcimondo ma poi quando leggo post e commenti mi viene voglia di dire ancora qualcosa…comunque già meglio rispetto a prima che era una cosa quotidiana…
        La gelosia è il loro modo di testare la tua dipendenza, provocano apposta, senza motivo solo per vedere le tue reazioni e godersele, specie se sono intense ed emotive.
        Io questo errore l’ho fatto con il primo, che mi ha portata a scoprire sue “frequentazioni” mentre non ci vedevamo …pur senza fare scenate epiche (non è nel mio carattere) ma chiedendo solo delle spiegazioni lui mi ha fatta sentire una che lo spiava e lo controllava e ha instillato abilmente in me un senso di colpa feroce che poi gli ha permesso di andare avanti indisturbato per tre anni, visto che dopo quella prima volta non ho più avuto il coraggio di dire nulla per timore di perderlo per sempre. Quella è stata la mia più grande fregatura con lui, mi sono mostrata fragile e lui ne ha approfittato per godersi tutte le sue triangolazioni fino alla fine.
        Con il secondo mi sono imposta di non mostrarmi sensibile alle triangolazioni per non dargli la stessa arma contro di me….lui ci ha un pò provato ma ha visto che non attaccava e quindi ha lasciato perdere anche se alla fine loro cercano sempre di farti sempre intendere che hanno varie donne e corteggiatrici…questo per non darti mai serenità e farti sempre sentire a rischio di essere messa in disparte per una più “interessante” (al momento, perchè poi anche lei diventerà una noia).
        Con il secondo narcisista mi sono tolta lo sfizio, se così si può dire, di triangolare pure io. Non gli ho mai dato certezze che lui fosse l’unico a cui pensassi, anzi, gli ho detto in diverse occasioni che avevo corteggiatori ecc. e lo lasciavo volutamente nel dubbio di stare o meno con qualcuno, così quando non mi sentiva poteva immaginare che fossi con un altro, e non lì ad aspettare lui.
        Questa cosa mi ha protetta, così lui ha cercato un pò di conquistarmi mentalmente per dire a sè stesso che quantomeno lo preferivo di testa agli altri (sessualmente sapeva di non essere il top) e un pochino devo dirlo ci è riuscito e questo per lui è bastato a gratificarlo.
        Loro in realtà sono i primi a soffrire la competizione con altri maschi, per questo devono essere certi di avere il controllo emotivo mentale o sessuale su di te utilizzando l’arma della gelosia. Ad ogni modo, sono convinta che molte delle loro relazioni siano solo inventate. Se vedono un’amica cercheranno comunque di farti capire che tra loro il rapporto è “speciale”, in modo da tenere alto in te il senso di allerta e stress emotivo. Fortunatamente a me questa cosa fa allontanare, nel senso che quando esagerano io proprio stacco e li lascio perdere.
        Spero che le cose per il lavoro vadano meglio. Forza e coraggio carissima.
        Ti abbraccio

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      2. grazie Spirito, tra tempo e testa confusa non scrivere tutti i giorni aiuta un po’ a filtrare anche quello che succede e andare per punti, i più dolenti. Quando leggo del tuo np1 e np2 vedo la differenza tra la “prima volta” di un narc e cosa provoca e come dopo, magari anche incosciamente, un certo meccanismo protettivo inizia ad esserci.
        Capisco quello che è successo con il primo..il non dire per paura di perderlo e lui che, ovviamente, su questa cosa ci ha marciato su. Con l’altro..anche se più alla “pari”, è sempre..un “gioco” più che una relazione, praticamente il tuo lasciar capire che ci possono essere altri tiene alta un po’ la sua attenzione. Forse questa cosa c’è in qualsiasi relazione all’inizio inizio…ma un rapporto sincero (e quindi senza stare sempre con la guardia alta) sembra impossibile.
        Sulla competizione con altri maschi..ohh. Si, vero, verissimo. La scena del ballo, Blume, me la sono proprio immaginata. E il narc della mia situazione, tra formazione, sociale e volontariato è sempre circondato da donne, amici maschi ne conta pochissimi (e in realtà pur appassionato di calcio non ha mai fatto sport, quindi con compagnia di altri uomini etc.), gli “amici” storici (3) avevano con lui una chat giusto per video porno e immagini di sto tipo. In realtà c’è una persona molto in gamba con cui abbiamo fatto dei corsi e spesso ho pensato che l’ha preso come modello, che vorrebbe essere come lui, ma è stato proprio il loro modo diverso di approcciarsi con le corsiste che fa vedere la differenza tra una persona solare e aperta e un narc in pieno pavoneggiamento. Pure quando è un narc covert. Sulla triangolazione reale o meno, era giocata su due piani, quella reale sul tirare sempre in mezzo certe persone (l’altra ex in primis), ma il resto era virtuale (comprese i suoi desideri di amiche reali che “ispiravano” la guardata dei video). Questo aspetto è particolarmente schifoso. Comunque, siamo “apposto”. Proprio su queste tizie, altra bugia che “tecnicamente” è una bugia, ma non lo è perché l’ha detta inconsapevolmente (…e le sue sono sempre “inconsapevoli”). La scusa perfetta e, dopo questa, direi che per la mia sanità mentale davvero devo allontanarmi. Sul lavoro..saprò i prossimi giorni se almeno fino ad inverno inoltrato sto un po’ tranquilla.

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  10. Ah sì, la competizione con gli altri uomini spesso non la reggono proprio, per questo si circondano sempre di amici più brutti e sfigati…
    Non sopportano di stare nella condizione di essere triangolati loro, questo rovesciamento di ruoli non lo possono reggere.
    Ricordo che una volta, sempre a ballare, np mi ha vista tutta presa da un altro (lo ero veramente), ha cominciato a sbagliare i passi e ha rischiato di far cadere la ballerina un paio di volte. Mi è stato raccontato, io non lo guardavo proprio. Ridicolo.
    😉

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    1. Si care Eva e Blume, non reggono in alcun modo la competizione. Devono essere quelli per cui tu hai perso la testa più di ogni altro (da qui i pazzeschi love bombing che alcuni fanno, a volte ridicoli) , quello che ti ha fatta godere più di tutti (purtroppo devo dire che ciò per me è stato vero con il primo, ma per sua particolare bravura bensì per la dotazione che madre natura gli aveva generosamente “elargito” 🙂 ), quello che sarà per sempre inchiodato nei tuoi pensieri anche quando non ci sarà fisicamente. E purtroppo, ci riescono.
      Per Eva: sicuramente la precedente esperienza e lo studio successivo ha influenzato il mio comportamento con il secondo np. Ancora oggi non so come ho fatto a tirarla avanti per quasi un anno, riuscendo pure ad aggirare un suo blocco durato alcuni mesi.
      Ma loro sono molto deboli in effetti, non sono affatto sicuri di quello che fanno, si danno arie da conquistatori e poi sono sempre da soli o in situazioni di pseudocoppia con donne che non amano ma che a loro servono da appoggio per confermare l’immagine sociale che vogliono mostrare al mondo.
      L’invidia e la competizione per altri uomini più brillanti di loro o con vite più riuscite è assolutamente vera. Il mio primo Np era in continua competizione con il fratello (il fratello faceva palestra e lui ha voluto allenarsi per essere più muscoloso, il fratello aveva la Harley e lui ne ha comprate e cambiate due per averne una più bella, ha pure scelto la nuova fidanzata dello stesso paese della moglie di lui (lui ha sempre avuto un debole per questa cognata) ecc, ecc.
      Baci e buon weekend :****

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      1. Np1 sembra proprio machoman…..e abbastanza overt. Fisico, status symbol…ma alla fine vale quel “situazioni di pseudocoppia”. Quella della cognata è abbastanza sintomatica..Di base l’invidia è una delle loro caratteristiche.
        Quando ho visto le foto delle ragazze che “ispirano” l’autopiacere del narc, alcune della quali sono dei corsi, mi sono chiesta spesso se -visto il suo non riuscirci fisicamente- avesse paura di provare con loro direttamente. Relegandosi -e relegando me e la precedente- in una situazione di pseudocoppia con “donne che non amano”. Hai toccato il punto in modo veramente critico. Scatta però poi tutto quello che diceva Blume sul nostro ego, quello ferito. Se anche, di base, non c’è invidia per quelle persone né comparazione, lo scenario creato dal narc mette in una situazione di comparazione e avvilimento costante. Resta di base una distruttività che, ad oggi, è devastante. Di lavoro da fare ne ho. Buon w.e. ad entrambe e grazie e un abbraccio.

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  11. Care Eva e Spirito, overt o covert, non c’è modo di spuntarla, con loro. Anche quando riesci a “tenere testa”, la sensazione è sempre quella di una partita a scacchi: una continua strategia difensiva che non ha nulla a che fare con le relazioni normali e nemmeno con i sentimenti. E che fatica.
    Puoi pure riuscire a respingere le loro azioni più becere (es. reagire efficacemente alle triangolazioni, non reagire alle svalutazioni) , ma tanto la competizione poi si sposta più in là, su un altro terreno, il terreno cambia ma la dinamica di fondo è immutabile. Nel mio caso, essendo io una capace di schermarsi, di comportarsi con apparente indifferenza, di recitare, è stato tutto un osservarsi da lontano, uno spiare le mosse l’uno dell’altra, in un gioco di specchi infinito, mai vero dunque, nel senso che i sentimenti non sono mai messi in gioco veramente e, se pure accennati, rapidamente mistificati (anche da parte mia, per autodifesa reattiva, come del resto anche da parte sua, per autodifesa immaginaria).
    Io poi non credo a una netta distinzione fra overt e covert. Secondo me, è facile che uno stesso np si sposti dall’uno all’altro stato, dipende dalla situazione in cui si trova, anche dalla fisionomia di chi incontra. Np che conosco io, lo definiresti un overt, a vederlo: grandioso, arrogante, sicuro di sé. Ma poi, quando si trova in difficoltà (quando cioè non ha le conferme di cui necessita), assume i caratteri del covert: l’autostima oscilla tra alta e bassa (dipende dal successo che ha), la tolleranza alle critiche è bassa (e reagisce con superiorità, come un overt) ma manifesta anche un’alta sensibilità ad esse (se riesci a colpirlo, se si trova senza appigli, come un covert). Emblematico è l’atteggiamento nelle sale da ballo: arriva come il Principe della Notte, grandioso, ma poi se per caso non c’è materiale umano femminile con cui compiacersi nelle sue fantasie di illimitato successo, ecco che si adombra e diviene suscettibile a qualsiasi stupidaggine, si offende, mette il broncio, fa la vittima, diviene con me intrattabile o cerca di compiacermi (anche a seconda di come mi pongo io, di quanto gli sale su la collera, di quanto riesce a governarla).
    Del resto, overt e covert sono due facce della stessa medaglia: in ogni caso, c’è dietro una stessa fantasia di grandiosità e uno stesso senso di vulnerabilità: o che si teme che questa vulnerabilità possa essere scoperta e quindi la proteggono con la mascherata del successo (overt) o che si percepisce che il mondo neghi la grandiosità a cui avrebbero diritto condannandoli in uno stato di vulnerabilità (covert): possono conoscere entrambi gli stati, dipende dalla situazione in cui si trovano. Sempre, sotto, le stesse fantasie (un diritto alla superiorità, come monarchi per investitura divina), gli stessi schemi (stabilire relazioni di dominanza, punirti ferocemente sia se ci riescono, per confermare il proprio potere, sia se non ci riescono, perché li ostacoli). Se li conosci, li sai pure prevedere. Sono certa che anche np1 di Spirito, se avesse trovato una Spirito in grado di reagire come con np2, si sarebbe comportato diversamente. Il loro atteggiamento cambia a seconda della situazione in cui si trovano e delle nostre reazioni emotive e non è detto che noi li abbiamo visti in tutte le loro fantastiche forme esteriori: quello che non cambia, invece, è la loro incapacità di essere se stessi e non individui sempre necessitanti di conferme esterne. Sono ripiegati in se stessi, eternamente. Anche noi abbiamo un problema analogo, ma per fortuna possediamo almeno la consapevolezza di dover cambiare i nostri stati interni di fragilità, che a differenza di loro siamo in grado di individuare.

    Un abbraccio e buona domenica.

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    1. “Sono ripiegati in se stessi, eternamente. ”
      ..guarda, questa cosa della bugia che tecnicamente lo è, ma visto che non era consapevole di dirla è stata davvero una sorta di specchio magico, per me, di come funzionano i loro processi mentali. C’è un fatto X, collegato a due persone già fonte di discussione (una la famosa altra ex), è oggettivo che il fatto c’è stato (quindi esiste la bugia “tecnicamente” tale), ma visto che nella sua intenzione non era niente di male..non esiste la bugia (inconsapevolezza). Annientamento totale e capacità zero di empatia rispetto quello che la figura di queste due persone è stata nel nostro rapporto. E in questo penso di aver visto come “annullano” sentimenti, emozioni della persona vicina (eppure lo sanno, gli è detto) in un nulla. Questo esteso a trecento sessanta gradi. Che sia un fatto, che sia per una situazione (triangolazioni) che sia per l’acquisto di una cosa (mettiamo il caso di uno/a sposata che fa acquisti senza tener conto del bilancio familiare).
      La riflessione sull’Np1 di Spirito e di come si sarebbe comportato se avesse avuto davanti un’altra persona…eh. Cavoli se ci sta. Come le caratteristiche essenziali di entrambi i tipi, anche se credo che ognuno di loro ha la facciata che sa essergli più funzionale. Nel mio caso, l’approccio del narc è quello gentile, altruista, come dire ha i suoi “panni”..ed è consapevole che, per dire, non sarebbe credibile nella figura del motociclista. Come immagino che il tuo principe della notte nella sala di ballo, farebbe magari fatica a splendere in altri contesti (e quindi immagina la frustrazione). Santo ego ferito..a volte, se penso almio genitore narc, vedo quanto con il tipo le modalità di comunicazione sono molto simili, quello -credo- sia il nostro “collante” e buco nero.

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    2. Per Eva: mi scuso se ho involontariamente toccato un tasto sensibile. A me succede di provare lo stesso quando leggo di donne definite di “rango basso” usate per evadere la routine. Ognuna di noi ha la sua ferita che sanguina…per cui ti abbraccio.
      Come dice Blume c’e’ spesso sconfinamento tra overt e covert nella stessa persona, e aggiungo anche talvolta la comoribilità con altri disordini psichici (istrionico, borderline ecc). Per cui la valutazione complessiva di un soggetto (di competenza dello specialista) è sempre complessa e a volte nemmeno loro ne cavano un ragno dal buco.
      Si, Np1 era overt nelle manifestazioni, ma di persona tendeva sempre a svalutarsi. L’overt era la sua maschera di vincente e macho, fortissimo fisicamente (campione di braccio di ferro, l’anno in cui è arrivato primo nella sua categoria ha anche battuto il vice campione del mondo ) ma a me diceva di sentirsi un ignorante perchè aveva fatto la scuola professionale. Np2 overt sul lavoro e covert nelle relazioni.
      Per Blume: assolutamente vero che cambiano a seconda di chi hanno di fronte. Per chi non è avvezzo alle loro tecniche il gioco per loro è banale e scontato.
      Per chi è resistente, il gioco diventa sfida quindi ne ricavano ancor più nutrimento narcisistico, ma poi in qualche modo arrivano sempre al tuo punto debole,le provano tutte finchè lo trovano. E lo trovano sempre. Np2 ha capito che il mio era l’abbandono, e così dopo mille tentativi non riusciti di piegarmi, ha deciso di staccarsi. Questo ovviamente ha colpito nel segno. la cosa ridicola alla fine è che si è automutilato togliendomi/si la possibilità di vedermi per riuscire e rimettesi in una posizione di controllo (“Non l’ho piegata ma Ho chiuso io”). Alla fine sono ridicoli perchè si negano pure le cose belle pur di arrivare al potere su di te, o all’illusione di averlo.
      Ora vado in piscina, a prendere il sole…e tra una settimana andrò a fare una vacanzina con mio figlio, contenta di essere anche fisicamente lontana da tutta questa tossicità, mi farà sicuramente bene!
      Abbracci e baci

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      1. Spirito guarda hai fatto bene..insomma devo arrivare a capire perché pur individuando le dinamiche gli ho dato modo di sentirsi, discutere e tutto. E al di là di tutto quello che fa e dice lui, ora affrontare la cosa su di me, perché potevo pure evitare di rispondere dopo aver preso le cose da casa sua.Quindi, visto che ormai sono in ballo, stavolta che almeno serva davvero…anche perché un inverno come quello passato è un suicidio economico e vitale. Non aggiungo altro, ti auguro un buon week end, ma soprattutto una bellissima vacanza con tuo figlio 🙂 lontani dal narcimondo. Un abbraccio grandissimo

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  12. Cara Eva, arrivare a capire le dinamiche è un passo necessario, staccarsene non è però così automatico. Rimani impastoiata ancora e ancora, finché c’è una parte di te (quella inconscia, irrazionale) che non si arrende all’evidenza razionale, che reagisce sempre alle cose. Soprattutto, almeno per me, è stata l’impossibilità a sopportare la sua tendenza a interpretarmi come non sono, ad attribuirmi identità e modi di fare che non mi appartengono, ad alterare la realtà. Come se, pur avendolo mandato a quel paese, io volessi chiudere con una presa di coscienza condivisa della verità: una follia bella e buona, questa, se nel disturbo c’è proprio la capacità di alterare il senso delle cose a proprio uso e consumo: gran parte del DNP è questo, uno degli elementi che condividono con la psicopatia. E, poi, in questo discutere e ancora discutere si annida anche la nostra stessa difficoltà a staccarci completamente dai soggetti, un nostro non riuscire a farli andare completamente, un nostro attaccamento estremo alla follia in cui siamo state immerse.
    Allo stesso modo, a te credo succeda la stessa cosa, quando dici che pur avendo ben compreso le dinamiche hai dato modo di discutere ancora. Bisogna avere pazienza, con noi stessi intendo. Sono certa che ci sganceremo totalmente, già un pezzo di cammino è fatto.

    Un abbraccio

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    1. Si Blume è come dici tu…uno scontrarsi con un’alterazione dei fatti e, dentro, una ricerca di una presa di coscienza condivisa, che non verrà mai o se è data è strumentale ad un risultato che vogliono ottenere in quel momento. Oggi questa cosa è proprio stata toccata con mano..
      E anche un po’ lo shock di vedersi rappresentata (nel mio caso alla flying monkey e altri) in modo diverso da come ci si vede. Che, poi, forse è quello che capita a loro quando sbattono contro la rappresentazione di loro che gli rimandiamo e che contrasta con la loro visione di sé stessi. Con tutte le differenze del caso, ma ormai l’ho visto in tanti esempi come esporgli una sua bugia provoca un rovesciamento dei racconti, giustificazioni, generalizzazioni. Quella dell’inconsapevolezza, come giustificazione, è la new entry del momento. In un esempio specifico, c”è stato però un intervento esterno che gli ha chiarito comunque che di bugia si tratta, con piccola incrinatura del suo “sistema”. Ma la “verità” su quella cosa è diventata strumentale per il ripescaggio. Come la si gira, quella presa di coscienza condivisa sembra un miraggio.
      Grazie per esserci, attraverso le tue riflessioni, esperienze e vissuto aiuti anche me a capire come rispondo a quest’incastro, perchè è vero..tante volte il contorcersi sui dei discorsi è (ed è stato soprattutto prima di lasciarsi) una ricerca di un punto di visione condiviso.

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  13. Cara Eva, l’autogiustificazione è il loro sport preferito, né potrebbe essere altrimenti, sotto l’ottica patologica, visto quel che combinano: altrimenti, dovrebbero immediatamente andare a curarsi per davvero.

    Tempo fa, ho trovato in rete questo: il ritornello autogiustifcativo del np:

    “Non è successo, e se è successo non è importante.
    E se è importante, non è poi così grave.
    E se è così grave, non è stata colpa mia.
    E se è stata colpa mia, non l’ho fatto apposta.
    E se l’ho fatto apposta, te lo meritavi.”

    Perciò…
    😉

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    1. “E se l’ho fatto apposta, te lo meritavi.”

      “…e se te lo meritavi, la punizione sarà proporzionata a quanto hai osato incrinare l’immagine che ho di me”, aggiungerei…
      Riassunto perfetto dei miei ultimi giorni.
      Grazie Blume.
      Grazie per esserci.

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    2. Cara Blume…e ovviamente, la resistenza porta fuori la parte peggiore. Anche quando dopo il chiarimento del suo psi che una bugia è una bugia e un raro momento tranquillo. Poi è stato peggio di prima..è davvero così: dal “ma in fondo che bugie gravi ho detto”, a un sottile giro di responsabilità, abbastanza osceno nell’utilizzare alcune mie insicurezze come base di partenza per giustificare le sue bugie (e tra l’altro devo dire in questo penso di essere meno debole di quello che pensavo…all’inizio ero cauta, non gelosa..poi sì per i meccanismi descritti qui). Ma, soprattutto, di nuovo è stata messa in mezzo la flying monkey (dal canto suo convinta che si possono avere amici che sbagliano ogni tanto. Si, ok..anche quando questi sbagli toccano la vita di un’altra persona..) e ad un certo punto la frase “ma gli altri non pensano che sei pazza” è risuonata in modo diverso. Cioè..con questi “altri” evitando lui e le sue bugie e triangolazioni manco dovrei discutere. Avrei le mie discussioni, quelle che riguardano magari le mie incompresioni e difetti caratteriali,ma stare sempre sulla difensiva è una cosa legata a lui e alle bugie. Spero che basti per tenerlo lontano…anche perché davvero ogni interazione si risolve in un malessere finale.

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      1. Cara Eva, quello che dici è vero, cioè che la resistenza che noi opponiamo tira fuori la loro parre peggiore e che ogni interazione con loro si risolve in un malessere.
        Io ho deciso di sparire da whatsapp, la reazione di np2 è stata tipica da narcisista: si è sentito spiazzato nel non vedermi più lí e anziché fare quello che farebe una persona normale, ovvero chiedere come mai fossi sparita (avevo ancora aperto ol canale di telegram) ha inve deciso di “vendicarsi” bloccandomi lí… della serie “se non posso più contattarti su whatsapp io ti impedisco di contattarmi su telegram”.
        Da notare che lui mi diceva sempre di non voler esaere contattato su wharsapp perché la sua lei si sarebbe insospettita nel vederlo troppo “attivo” lì. Quindi è curiosa quanto meno questa sua reazione così stizzita…
        Ma loro non accettano che una preda prenda una qualunque decisione che li esclude…….io non dovevo cercarlo su whatsapp ma dovevo comunque essere sotto il suo controllo anche lì.
        Quando leggevo che la loro emozione dominante è una rabbia riflessiva che guida le le loro azioni, è proprio cosi: bloccandomi sull’ultimo canale lasciato da me aperto ha tolto non solo a me ma anche a se stesso la chance di comunicare. In pratica volendo punire me alla fine si è incartato da solo.
        Ma per loro l’illusione di avere il controllo su di te dimostrando la loro “dorza” supera anche la logica e il buon senso e questo dimostta quando siano strutturalmente fragili.
        Il tuo diceva sempre bugie…anche questo dimostra l’incapacità di avere un dialogo, per loro le bugie sono come un mantello protettivo…se glielo togli restano nudi, e questo non possono accettarlo.
        Per stare con loro bisogna essere cieche e sorde, essere messi di fronte alla realtà delle loro contraddizioni non è tollerato, e qualunque cosa si faccia allabfine sei comunque tu dalla parte del torto. In definitiva, non esiste dialogo al di fuori della manipolazione.
        Ti abbraccio

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  14. Sì,è così, si stizziscono quando parte l’iniziativa altrui, e reagiscono in modo spesso infantile, con uno stupido “pappaero!” (mi hai tolto da wa e ti tolgo da istagram!) tipico dei 5 anni… Non comprendono che le cose taciute sono le più evidenti (il fatto che rosicano).

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    1. Blume mi hai fatto sorridere con il “pappapero” 😅 é proprio così, reazione infantilissima, considerando che lui è un iper razionale.
      Non avevamo litigato, eravamo ancora in “discreti” rapporti dall’ultimo scambio quindi poteva chiedermi tranquillamente una spiegazione nel non vedermi piu su WhatsApp ….
      Alla fine gli ho mandato un sms per chiarire che non era necessario bloccarmi su telegram perché io non lo avevo bloccato su whatsapp ma avevo solo chiuso l’account.
      Mi ha risposto dicendomi che anche lui aveva sospeso l’account su telegram perché “poco sicuro”. Una balla per evitare la figuracia di sembrare inutilmente vendicativo….
      È ridicolo come loro in certi ambiti possano essere molto razionali e in altri così in balía delle loro emozioni primarie e incontrolabili.
      Non hanno alcun senso della realtà, vedono ogni azione che sfugge al loro controllo come un attacco personale.
      Non c’è niente da fare davvero con la loro psiche contorta. Sono senza speranza.
      Meglio andare in spiaggia a fare un bel bagno! 😉

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