L’esercito degli smemorati di Collegno: perché ritornano ‘come se niente fosse’

I narcisisti perversi odiano il tempo unicamente quando lasciano segni evidenti sul loro fisico, denunciando l’età che avanza. Del resto lo sfruttano come meglio possono. Lo frazionano, lo plasmano e lo trasformano nell’alleato ideale della vita frenetica che si impongono di condurre, inoltre lo sfruttano per ‘torturare’ con le assenze e il silenzio chi ‘merita una punizione esemplare’.

Quando perdiamo l’esatta cognizione del tempo e del suo passaggio impariamo presto a fare i conti con alcuni fenomeni che possono condizionare enormemente la nostra vita affettiva:

  1. Impariamo a rimandare le nostre decisioni, perché tanto… c’è tempo;
  2. Impariamo a non rispettare la visione e l’impiego che gli altri fanno del loro tempo (lo sanno bene i ritardatari cronici, per questo inventano mille scuse!);
  3. Tendiamo a ignorare il divario generazionale che si crea tra noi e gli altri e così, arrivati alla terza età, rischiamo di usare un gergo giovanile, vestirci da ragazzini e cercare la compagnia più consona alla nostra età mentale. Si tratta di una vera deformazione psicologica che può provocare nella nostra mente, quando rifiutati o derisi da gruppi/persone più giovani di noi, una tempesta catastrofica degna dal terzo atto di Rigoletto (tanto per usare una metafora drammaturgica) [1].

Uomini e donne che hanno subito l’abbandono o hanno avuto il coraggio e la forza di abbandonare al proprio destino un partner perverso rimangono stupiti quando cercati dopo una lunga assenza ‘come se niente fosse’. Come è possibile che agiscano con una simile naturalezza quando l’interruzione del rapporto è stata traumatizzante? È possibile rimuovere totalmente il ricordo di maltrattamenti psicologici o fisici inferti a qualcuno? Si chiedono perplessi. Oppure siamo noi che drammatizziamo troppo?

Per lo psichiatra Hugo Marietan il sentimento è essenzialmente un tipo di memoria e l’emozione si manifesta come un modello di risposte che hanno una relazione diretta con la memoria. L’emozione è la risposta a uno stimolo che può essere esterno o interno. Stimolo esterno: è ciò che proviene dal mondo che ci circonda, al quale reagiamo con la paura, con la gioia oppure con l’ira. Stimolo interno: è ciò che si produce quando immaginiamo una situazione piacevole o spiacevole. Chiamiamo “reazione emotiva” il vissuto interno di commozione  dentro il nostro organismo. Per commozione denominiamo la particolare esperienza di questo movimento interno, la consapevolezza che “qualcosa ci è capitato”. A questa esperienza aggiungiamo la valutazione di piacevole o spiacevole.[2]

Psicopatici e narcisisti perversi fanno ampio uso della cosiddetta memoria selettiva. Hanno una capacità unica di allontanare dal pensiero ogni sorta di argomentazione, riflessione o ricordo in grado di intaccare lo stile di vita prescelto. Questo spiega perché quando ‘forzati’ a ricordare il dolore che provocano abbiano una reazione molto aggressiva, oppure minimizzino i fatti. Trattengono nel loro Sé le informazioni più primitive necessarie alla loro sopravvivenza, e scartano le informazioni che entrano in conflitto con il loro stile di vita, come abbiamo visto nell’articolo sulle proto emozioni dei perversi[3].

Se un sentimento nasce dalla reiterazione di una particolare emozione nel tempo, i narcisisti perversi, evitando di reiterarla sempre con la stessa persona, finiscono per non legarsi affettivamente a nessuno. Ed è proprio questo il loro obiettivo. Da questo particolare nasce il mito della ‘paura di amare’ di certi soggetti che, quando perversi, non manifestano alcun interesse di superare la loro fantomatica paura perché ben consapevoli di trattarsi di una finzione per mettere nel sacco il maggior numero di crocerossine possibile.

Qualche anno fa le radio italiane trasmettevano una canzone in portoghese dal titolo ‘Já sei namorar’. La canzone era diventata un tormentone estivo a livello mondiale.

Traduco un piccolo pezzo per rendervi metaforicamente l’idea che un narcisista perverso potrebbe avere su questo suo mancato attaccamento a un’unica persona: ‘Io non appartengo a nessuno/Appartengo al mondo intero/ E il mondo intero mi vuole bene/Io non appartengo a nessuno/Appartengo al mondo intero/E anche il mondo intero è mio’. Quindi, se tutto si confonde e si amalgama, se mi lancio sulla moltitudine come lo smilzo Mick Jagger sui miei fans impazziti, quali mani resteranno impresse nella mia memoria? Avete indovinato: nessuna. Tutto è facilmente cancellabile e quindi è probabile che il nostro Mick Jagger made in China dopo il suo concerto si metta nella vasca da bagno con la sua papera e parli con lei, dorma come un sasso oppure si diverta con la fan venuta in camerino per portargli l’orsacchiotto, dimenticandosi del mondo.

Continuiamo con lo studio di Marietan, sul sentimento come memoria:

Denominiamo “sensazione” l’informazione che uno stimolo è arrivato a uno dei nostri sensi; per esempio, la sensazione di un odore che ci arriva alle narici. Questo stimolo è decodificato in certe aree cerebrali che raccolgono l’informazione sull’odore e corre ai magazzini della memoria per identificarlo. Vuol dire che questa seconda tappa del processo è di identificazione. Grazie a questo processo possiamo certificare che ciò che il nostro naso ha odorato è uno stimolo compatibile con ciò che abbiamo immagazzinato e che riconosciamo come ‘l’odore di…”. Chiamiamo “percezione” questo secondo passaggio, questa tappa nella quale finiamo di identificare lo stimolo.

Esiste una terza tappa che consiste nel determinare la risonanza timica, la risonanza di piacere o dispiacere rispetto a questa sensazione di stimolo del naso, e che identifichiamo per esempio con un profumo di lavanda.

Evidentemente, questa decodificazione di piacere o dispiacere corrisponde anche ai magazzini della memoria, grazie ai nostri vissuti precedenti e alle circostanze che hanno prodotto simili stimoli.

La ripetizione di questo meccanismo di stimolo, sensazione, percezione, esperienza di piacere o dispiacere, è imparata dall’individuo che arriva a conclusioni del tipo “Mi piace l’odore della lavanda”. Vuol dire, lo stimolo produce la sensazione di un odore; la percezione della lavanda e la valutazione di piacere o dispiacere, corrisponde semplicemente a una decodificazione del magazzino della memoria per quanto riguarda questi gusti.

La ripetizione, pertanto il rinforzo di questa esperienza fissa il nostro gusto, e così possiamo arrivare in un determinato momento ad avere un’inclinazione, una tendenza a scegliere tra il profumo della lavanda o del pino.

Ciò, i vissuti stabiliscono condizionamenti che ci aiutano a evitare le esperienze spiacevoli e ripetere le piacevoli. Quando diciamo: “Mi piace l’odore della lavanda”, facciamo appello alla nostra memoria.  “Sappiamo” già che sentire l’odore della lavanda ci reca piacere. La memoria biografica ci permette di reagire emotivamente di fronte a ciò che per noi ha un suo significato, ed è intimamente relazionato con la nostra vita. (…)

Per esempio: due persone presenziano l’arrivo di una visita. Una di loro, che non conosce il visitatore, osserva soltanto che si tratta di una persona di circa sessant’anni,  con i capelli grigi, obeso. Lei non lo ha registrato significativamente nella sua biografia. In contropartita, l’altra persona può avere una reazione emotiva grazie alla presenza della visita, se si tratta di suo padre. Le due persone percepiscono la stessa cosa, ma il significato di questa percezione è totalmente diversa da una all’altra. In una provoca un’esperienza vicina all’indifferenza e nell’altra, di piacere.

La differenza tra le reazioni delle due persone è semplicemente un fatto di memoria. Una di loro è commossa per il vissuto avuto con il padre nell’arco della sua vita; sin da piccola ha imparato che la presenza di questa persona era piacevole, che gli faceva stare bene. Il bene che risulta dal suo vissuto di piacere e di dispiacere nel rapporto con il padre determina una tendenza verso il piacere.

Questo vissuto emotivo primario di piacere che si ripete e che, come dicono i comportamentisti, che si rinforzano con la ripetizione forma un engramma, cioè, un sistema di risposte a questo stimolo. Ciò che vogliamo dire è che  si consolida un apprendistato di risposte di forma che, di fronte alla ripetizione del medesimo stimolo, la nostra risposta sarà molto simile.

Proponiamo chiamare “sentimento”  questo sistema di risposte incorporato nella nostra memoria, che ha la caratteristica di durare nel tempo e di stabilizzarsi.

Per esempio, se sappiamo che nostro padre arriverà, sappiamo anche saremo contenti. Nostra memoria ci indica che davanti a questo stimolo, tutta una serie di risposte vissute come piacevoli si scatenerà. Vuol dire che abbiamo la memoria dello stimolo e la memoria delle risposte che diamo allo stesso. Chiamiamo “sentimento” a questa connessione incorporata nella nostra memoria e lo esprimiamo come “Voglio bene a mio padre”, cioè, la sua presenza mi fa piacere, mi giova, mi intenerisce, mi commuove internamente di modo piacevole[4].

In parole povere, diciamo che i narcisisti perversi, quando traditori e traditrici seriali, ‘coprono’ in continuazione non solo l’odore, ma anche il viso, le parole, i gesti e le idiosincrasie dei loro partner ufficiali con le caratteristiche degli altri. Perdono presto, appena girano l’angolo, la memoria degli stimoli e delle loro risposte.

I vissuti che torturano la mente delle persone danneggiate dall’azione perversa (ad. es. “Com’è possibile che lui/lei abbia fatto l’amore con me e subito dopo sia andato/a da un altro/a?”), restano nella mente degli psicopatici/narcisisti perversi come appiattiti in una specie di generico passato, in una nebulosa indifferenziata, mischiati a quelli di altre persone con le quali hanno vissuto altre situazioni. È così che la memoria dei perversi allontana da sé il passato (e qui non importa il quanto questo passato sia prossimo, remoto o trapassato) per restare saldamente ancorata sul presente.  Un ritorno ‘come se niente fosse’ nasce dalla convinzione del perverso di essere gli altri, quegli abbandonati, feriti, derubati e traditi a ‘farne un dramma’.  ‘Ho già superato tutto’ possono dirvi ‘Sono pronto per ricominciare’. E poco importa se avete il braccio ancora rotto o se avete incorniciato le e-mail bollenti che lei scriveva all’altro due giorni prima.

Incapaci di cogliere la contraddittorietà e la complessità dei danni del passato, cioè, incapaci di leggere la vostra sofferenza presente, se osate manifestare i vostri dubbi sul loro comportamento, preparatevi per una reazione aggressiva. Per i perversi tutte le vacche sono nere e quindi ‘dovete’ accettarli ‘così come sono’ perché in fondo tutte le storie d’amore sono fatte da tira e molla, tutti gli uomini sono come lui e tutte le donne lo accoglierebbero a braccia aperte. È il momento della generalizzazione per gettarvi sabbia negli occhi e non farvi comprendere che il suo ritorno ‘come se niente fosse’ NON È NORMALE. Non si tratta, attenzione, di quel complesso meccanismo psichico conosciuto come rimozione, ma dell’incapacità dei perversi di attribuire un peso alle esperienze della vita e al male che fanno agli altri. Quando diciamo che non esiste dialogo o possibilità di convivenza e crescita con un narcisista perverso, ci riferiamo a questo meccanismo, cioè, alla loro totale disabilità affettiva grazie anche alla ‘mancanza di memoria’:

Il ricordo della situazione piacevole ci induce a riprodurla, si crea la necessità.

Dello stesso modo, il vissuto spiacevole ci allontana dallo stimolo, lo rifiutiamo, non lo vogliamo. Conosciamo da sempre il meccanismo di impedire che uno stimolo piacevole si ripeta per evitare la formazione di un sentimento. Per esempio, si raccomanda a una madre che ha l’intenzione di dare in adozione il suo bambino subito dopo la nascita di non vederlo, il neonato viene subito portato via e non dovrà più essere cercato da lei, proprio per evitare l’emozione ripetitiva, piacevole, prodotta dal piccolo. Quindi, la si consiglia di evitare gli stimoli, la formazione dell’engramma, la conservazione di una memoria e di un sentimento nei confronti del suo bambino. (…) Un altro elemento della saggezza popolare che determina questa conoscenza intuitiva del sentimento come memoria è espresso dalle parole delle persone che si amano, per esempio quando una dice all’altra: ‘Non dimenticarmi’, ‘Pensami’,  ‘Senti la mia mancanza’, sono tutti appelli alla memoria.

Ciò accade anche quando l’amore non è corrisposto: “Devo dimenticarla”, come sinonimo di “Devo smettere di desiderarla”, o “Non riceverò più questo stimolo piacevole e cancellerò dalla mia memoria l’intero modello di risposte emotive che questa persona produce in me”.

Un altro consiglio popolare: “Se vuoi dimenticare una persona, fai un viaggio, cerca di distanziarti”, cioè, non cercarla più, non ricevere più alcuno stimolo da parte sua per evitare che si produca un modello di risposte piacevoli che, non avendo continuità nel futuro, è destinato a produrre unicamente frustrazioni[5].

Leggiamo le parole della psicoterapeuta Anna Zanon con base nella sua esperienza clinica:

Le donne intrappolate in una relazione con un narciso si consolano pensando che se lui continua a tornare significa che è legato e  che prova un sentimento importante, anche se non vuole ammetterlo.
Purtroppo gli anni passati insieme contano poco (o nulla) per il narciso che avendo un’immagine interna degli altri come negativi e rifiutanti, evita accuratamente ogni attaccamento.
Per questa ragione, il suo sentimento verso la sua compagna non cresce con il tempo ma rimane superficiale.
Tuttavia, malgrado la  mancanza di coinvolgimento, lui continuerà a tornare fin tanto che lei non cambierà le regole del gioco, mettendogli dei limiti e pretendendo un impegno.
Nella mia esperienza clinica ho potuto vedere come questa incapacità di interiorizzare le esperienze positive si rifletta anche sulla memoria del narciso.
Una mia paziente narcisa era stata sette anni con un uomo che la amava molto ma non riusciva a ricordare un solo giorno passato con lui e soprattutto  non riusciva a rievocare le emozioni provate stando in sua compagnia. Quando lui se ne era andato, stanco della sua freddezza, aveva  riguardato i suoi regali, i libri con la dedica, le foto scattate insieme e si era chiesta stupita quando fosse successo tutto questo perché non riusciva a rammentarselo[6].

Una persona orientata ai piaceri immediati e incapace di imparare dal passato e dalle persone che la circondano imposta la sua bussola interna verso l’evitamento di una sofferenza, di un dolore che non vuole abbandonare perché antico.

La bussola della nostra anima è quel strumento magnifico che ci permette di orientarci senza dover osservare il Sole, cioè, senza il bisogno impellente di una Stella madre per svalutarci quotidianamente rinfacciandoci la sua grandezza.  

In ogni bussola vengono indicati i quattro punti cardinali da un ago calamitato girevole che si dirige verso uno stesso punto dell’orizzonte. Nel caso dei perversi questo punto è il presente. I quattro punti cardinali che rappresentano il passato, il presente, il futuro e la felicità come traguardo, sogno, utopia, progetto e aspirazione sono scomparsi dal suo strumento ma sono ben visibili sul nostro. Questo accade perché abbiamo conquistato il diritto di guardarci allo specchio e di vederci come comuni mortali.

Inchiodati nell’unico tempo che conoscono senza alcuna prospettiva di ritrovarsi in un’altra dimensione, i narcisisti perversi allungano lo sguardo verso chiunque abbia la capacità di sviluppare quel sentimento amoroso durevole nel tempo – che non sono in grado si sentire – crogiolandosi di invidia nei confronti di tutti coloro che hanno  una bussola migliore.

Se la vostra bussola indica una direzione percorribile per raggiungere la serenità e la libertà da ogni schiavitù psichica; se vi raccomanda di non imboccare una determinata strada perché rischiate di ritrovarvi nella foresta fitta e scura, tenetela stretta e badate a non venderla a buon mercato agli artisti del raggiro.

La rosa dei venti non sbaglia mai e alla fine del vostro percorso vi premierà con il suo profumo più inebriante. Un profumo che solo voi sapete perché lo avete immagazzinato nella vostra testa e che forse sa di pane appena sfornato, di pioggia sulla terra secca o di rose, tante rose che crescono verso grappoli di uva penzolanti da viti secolari.  Chi ha piantato le rose che vi attendono? Mani amorevoli. E così, quando un giorno porterete un calice di vino alle labbra per festeggiare con il più arcaico dei gesti umani una vita soddisfacente, cioè, la vostra, vedrete che il dolore per le spine conficcate sulle vostre mani aveva una ragione di essere, anche se a quel punto sparirà completamente dai vostri pensieri…

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[1] Vide https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/11/17/invecchiare-con-un-narcisista-perverso-una-tragedia-greca-annunciata-e-senza-intervalli/

[2] http://www.marietan.com/semiologia/capitulo13.htm

[3] https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/01/07/quando-i-narcisisti-perversi-piangono-le-lacrime-dei-cani-sciolti/

[4] Idem

[5] Ibidem

[6] http://www.ilmiopsicologo.it/2013/12/14/psicologia-delluomo-che-non-vuole-impegnarsi-se-lui-ritorna-non-e-per-amore/

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32 pensieri su “L’esercito degli smemorati di Collegno: perché ritornano ‘come se niente fosse’

  1. Pazzesco! !!! Possono ritornare come se niente fosse successo a distanza di mesi o addirittura anni? Perché? La loro opera era stata portata al termine prescritto dalla loro mente perversa con la vittima , cosa gli spinge a tornare? sicuramente possono trovare un paio di occhi che non ” brillano ” più di amore per loro, oppure come hai descritto molto bene in un recente articolo , avere un harem delle ex , (ognuna di loro occupa un ruolo ben preciso per i vari compiti assegnati dal narcisista perverso, )può dare a loro l’occasione di sentirsi forti nei confronti di chi ha conosciuto la loro vera natura. Come dobbiamo prepararci per il loro ritorno?

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    1. Cara, ci sono innumerevoli motivi che portano un perverso a tornare: 1. Una storia andata male e l’urgente bisogno di un rimpiazzo; 2. Qualcosa di materiale o un favore che ti deve chiedere; 3. La curiosità: vuole sapere se ce l’hai fatta a sopravvivere senza di lui; 4. La scusa dei figli: dopo averli trascurati da una vita e abbandonati alla propria sorte spesso tornano per esigere e pretendere che diventino loro bastone della vecchiaia. Se i figli sono stati abbandonati molto piccoli e non hanno alcun ricordo di lui diventano preda facile e possono essere manipolati. Un’altro dei motivi è arruolarti nel suo ‘limbo amico’ come potenziale partner sessuale da sfruttare quando non avranno soldi. I perversi non ritornano unicamente quando hanno compiuto alla perfezione il loro obiettivo, cioè, portarti alla depressione o al suicidio. Finché dimostrerai di essere forte correrai il rischio di averci a che fare con loro. Quando vedono che campi benissimo senza la loro ingombrante presenza, ecco che tornano per darti il colpo di grazia. Come prepararti per un ipotetico ritorno? Con dosi elevate di autostima, molta informazione e se hai le possibilità economiche, con la psicoterapia per ricordare e tenere presente i danni che ti hanno fatto e il tempo che hai sprecato appresso a loro. Cosa fare se lo trovi davanti? Dipende dalla tua natura o della corrente seguita dal professionista che cercherai. Personalmente direi di ‘traversare la strada’, come consigliato da psichiatri e psicoterapeuti che hanno dedicato decenni allo studio della psicopatia, come Robert Hare o più recentemente Hugo Marietán (molto incisivo su questo punto, poiché si dedica ad assistere i partner degli psicopatici da quasi 30 anni). Ovviamente passerai per sgarbata, matta da legare, maleducata, ingrata, insomma… Aggettivi che conosci abbastanza bene, immagino. La cosa importante è la tua salute e benessere e non l’ipotetico giudizio che un narcisista perverso e i suoi ‘amici Charlie Brown’ possano farsi di te.

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      1. volli tener stretta la morte e danzar con lei,seguendo la musica di infernali note,volli sfidar la morte per mutar l’orrore in odorose viole.Ma più del desiderio potè l’intenzione oscura di carpir del fiore ogni più sacro e segreto splendore.Giacciono ora i petali nel fango, di sangue e pioggia intrisi,calpestati da passi incerti che ne cancellano ad ogni sole l’antico, violato, perduto candore.
        Saremo sempre perdenti con loro,tornano per fine l’opera ed infangano ogni nostro sentimento.Fuggite.

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  2. Ogni articolo…ogni parola che leggo in questo blog…compresi i commenti di chi si trova ad avere a che fare con questo tipo di persone…mi danno forza e mi confortano!

    Grazie Claudileia e tutti i responsabili del blog,per questo importantissimo aiuto che ci date,ve lo dico veramente di cuore!

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    1. Dolcissima Clelia, ogni persona che lascia la sua testimonianza in questo blog, proprio come te, diventa una preziosa risorsa per gli altri, si libera e rende libero il prossimo aiutandoci a costruire un piccolo spazio di approfondimento su temi così delicati. Abbraccio forte!

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  3. Grazie,anche a te!

    E rispondo nel frattempo a Karina…
    Con il mio non ho avuto solo una relazione negli ultimi due anni…ma è un ex di ben 10 anni fa…quindi è ritornato dopo ben sette anni !!! Ovviamente azzeccando il momento giusto per farlo…
    E quando lo ha fatto era come se quel tempo per lui non fosse passato,era di una naturalezza che solo ora riesco a comprendere,inquadrando meglio la sua natura!

    Quindi non è che queste persone facciano tanto caso al tempo che passa…

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  4. Ciao Caludileia, sto leggendo da mesi mesi e mesi tutti i tuoi articoli. Ci sono giorni nei quali ancora dubito che il mio ex mostro sia davvero un narcisista…E’ la storia decennale che ha avuto prima di me (che ha lasciato per me) che mi reca dubbi, anche se da alcune cose che ho captato non credo sia stato sincero e leale con lei…Leggendo questo articolo mi è balzato alla memoria di quel giorno che, credendo di essere furbo, ha nascosto un’altra nel suo ufficio mentre io ero li, ma l’ho scoperto. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo mesi di alternanza fra ritorni vari, silenzi, critiche, pianti (finti?) la mia depressione, ansia e attacchi di panico sono maturati con un tentativo di suicidio quel giorno stesso. Lui l’ha saputo DA ME con 1 mess (non so perché l’ho fatto…volevo forse fargli capire quanto male mi aveva fatto) 2 persone della mia famiglia si sono presentate a casa sua per parlare della questione…lui ovviamente non ha nemmeno aperto la porta, mandando 1 mess “NON E’ IL MOMENTO”. Dopo tutto questo, come se niente fosse, dopo il mio gesto, dopo 1 mese ha ricominciato a scrivermi e cercarmi. Io ho ingenuamente creduto che se lo faceva dopo quanto avevo fatto era perché era davvero innamorato…Inutile dirti che da li è ricominciato tutto esattamente come prima e per altri 3 anni…Scrivo per avere conferme, per IMPRIMERMI IN TESTA E NEL CUORE che lui è davvero così e purtroppo niente e nessuno lo farà mai cambiare. Grazie Claudileia…sono quasi 7 mesi di no contact, a volte mi sembra 1….

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    1. Carissima Romina, mi dispiace enormemente sapere che l’intensità del dolore che hai subito ti abbia portata a compiere un gesto che sono certa di non appartenere alla tua vera essenza. I soggetti perversi rendono deboli e insicuri gli altri perché solo così si sentono forti, per loro è una questione di sopravvivenza, prima lo capiamo meglio è. La sofferenza altrui è per loro un trofeo, ecco perché il tuo ex non si è nemmeno prodigato di rispondere ai tuoi cari quando hanno bussato sulla sua porta, perché di te non gli importava niente, l’unica cosa rilevante del tuo gesto estremo era la storia che lui avrebbe da raccontare a posteriori alle sue nuove prede e ai compagni di merenda per farsi grande. Se tu, cara Romina, non hai mai pensato al suicidio in vita tua, se non hai mai creduto di dover ricattare un uomo per averlo e se ti sei trovata in questa deprimente condizione dopo una valanga di bugie e tradimenti è ovvio che sei inciampata nel peggior tipo di personalità esistente su questa terra: lo psicopatico quotidiano. Se tu fossi davvero debole, depressa e ‘pazza’ lui non si sarebbe mai avvicinato da te, capisce? E’ tornato dopo un mese per darti il colpo di grazia e credimi, cara Romina, se non è riuscito in questi tre anni e se non ha trovato un’altra donna da vampirizzare esattamente o più di te è quasi certo che tornerà. Mantieni il contatto zero perché il tipo è da manuale. Un abbraccio fortissimo e tanta solidarietà

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      1. Ed io che pensavo di essere la donna della sua vita, per la quale aveva lasciato la ex storica….Quante illusioni e quanto dolore….Ti ringrazio davvero di cuore Claudileia per le tue parole….

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      2. Carissima Romina, anche la sua ex, lasciata per te, credeva la stessa cosa e in questo crederanno tutte le altre, persino le sue ‘amiche’ e conoscenti devono credere di essere potenziali amori impossibili. Senza intossicare le prede di astrazioni legate all’amore un soggetto n.p. non riesce a estrarre da loro ciò che vuole. L’amore è prendersi cura, è concretezza e progettualità. Pensaci un attimo: questo soggetto è mai stato capace di prendersi cura di alcunché? Non credo proprio. Potrebbe benissimo prendersi cura della sua macchina (perché si tratta di una cosa) oppure di cane (perché non lo contesta), ma mai di un’altro essere umano.

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  5. In effetti l’unica cosa di cui riesce a prendersi cura e nel quale è molto sicuro e arrogante è il suo lavoro,il suo impero,ereditato dal padre. Vive di status symbol quali macchine sportive,orologi costosi,locali all’ultima moda..ma ovviamente all’inizio si è venduto come il ragazzo serio che doveva sposarsi,con i valori della famiglia…La sua storia era al capolinea e la mia conoscenza gli aveva fatto perdere la testa e capire cosa significa amare. Ho creduto a tutto,gli ho creduto perché sembravo il centro del suo mondo. Dopo 6-7 mesi ha iniziato a cambiare,solite dinamiche spiegate bene nel tuo blog. Sono passati 4 anni e mezzo da allora…e sembra un incubo destinato a non finire mai.

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  6. Cara Romina,
    il mio ex marito ha trovato un altra, sono circa 4 anni che fanno i fidanzatini (ancora non vivono insieme) sembra che tutto vada benissimo, dico sembra perché Claudileia dice che queste persone non cambiano ed io ci voglio credere, perché detto da lei è una certezza, ma il dolore profondo provato da noi, le mogli che gli sono state accanto una vita subendo violenza psicologica e fisica a dei livelli esagerati, questo dolore, questa sensazione di sentirsi un niente non se ne va … siamo qui a riesaminarci chiedendoci dove abbiamo sbagliato e non riusciamo a vedere la liberazione da questi vampiri affettivi siamo incredule …. non convinte che con la prossima vittima faranno uguale, perché io mi chiedo a tutt’oggi come sia possibile che la nuova relazione duri così tanto… che sia possibile per loro un nuovo progetto di vita insieme … felici magari.
    Mi faccio male a pensare così a non uscire da questi pensieri …. eppure tutto quello che ho letto mi conferma la tipologia di persona che avevo accanto: una maschera … una persona che dietro questa facciata di perbenismo nasconde il peggio del peggio .
    Può scomparire questo peggio con un altra ?
    Una persona che è stata capace di fare così tanto male è capace di amare ??

    Frasi come ‘con te non ha funzionato’ , ‘questa non è te vedrai che lo sistema’ …. chi lo dice forse non sa cosa noi abbiamo passato, non si può riassumere la nostra sofferenza in queste semplici frasi secondo me …

    Caro Guglielmo sei stato davvero bravo a uscirne, sì autostima a zero io avevo timore anche a parlare … mi diceva .. non dire queste cose quando siamo in pubblico perché passi male …. ti fanno sentire inadeguati su tutto, con sguardi di denigrazione, frasi che implicitamente ti fanno capire che stai sbagliando, gesti di disapprovazione, la pretesa di essere ascoltati, mai mettersi in discussione ….

    Questo blog non ci fa sentire soli, io mi sentivo isolata da tutto e da tutti

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    1. Carissima Eleonora, possono pure stare insieme da 4 anni, da 10 o da 20 anni: LA DINAMICA E’ SEMPRE LA STESSA. Un perverso abbandona la sua preda soltanto quando non ha assolutamente nulla da vampirizzare, quando l’ha ridotta al nulla. Pensiamo un attimo insieme… Se lui è stato con te per moltissimi anni adoperando la dinamica abusiva che viene descritta nel blog, tu davvero credi che verrà ‘salvato’ da un’altra donna? Lui ‘felice’ con un’altra è un’utopia dura a morire per chi ci è passato, ma assolutamente INVEROSIMILE poiché la caratteristica essenziale del narcisista perverso è l’insoddisfazione cronica e l’assoluto disprezzo per il femminile, dunque la sua violenza ora viene inflitta a un’altra donna che solo per miracolo si ribellerà molto prima di quanto tu non ti sei ribellata. Basta pensare quanto tempo ci hai messo tu per comprendere il suo funzionamento. Perché un’altra donna sarebbe diversa? Tutti abbiamo bisogno di amore e di sostegno ed è proprio questo che il narcisista perverso SEMBRA offrire alle malcapitate!

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  7. Cara Eleonora, io vengo dopo una sua ex storica che ha tentato il suicidio, e un’altra ex che è andata in psichiatria. Ho impiegato 25 anni a capire con chi avevo a che fare, ti dirò che fino a qualche anno fa, pensavo di avere una bella relazione, certo con un soggetto non propio facile, ma il mio amore sconfinato, avrebbe aggiustato tutto. Peccato che fosse tutto solo nella mia mente, realmente fuori era tutta un’altra cosa. Questo per dirti che alcune relazioni durano più a lungo solo perché il soggetto vessatorie ci impiega molto tempo a decodificare i comportamenti non sani!! Se penso a quanti segnali ho avuto io e non li ho presi in considerazione!! Comunque sono tre settimane che me ne sono andata, e solo oggi ho capito che ho realizzato un sogno che inseguiva da tanto tempo: mollare un uomo che mi faceva principalmente soffrire, forse, solamente soffrire. Basta rimpiangere il nulla. Ora c’è la mia vita.
    È tutto vero quello che leggiamo qui!

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  8. Grazie per le risposte cara Claudileia….ma permettimi lo sfogo…dopo 7 mesi ancora sono qui a star male,invidio tutte le belle donne che ci sono in giro e so che gli piacerebbero, mentre lui si gode la vita che vuole con nuove donne…È bello,ricco,affascinante,perché dovrebbe essere triste o infelice? Perché ha perso una come me? Non è giusto questo…E non è giusto che io provi ancora queste cose per lui, mi sento stupida…e nelle sabbie mobili.

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      1. Si è vero per me nulla,ho sempre odiato gli “uomini” cosi,ma per lui è ciò che conta a quanto pare e di conseguenza lui sta bene. Non è giusto oltre il danno la beffa….

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      2. Cara Romina, ogni narcisista perverso si trova benissimo nella sua ruota di topo. Girano, girano e girano ma restano sempre nello stesso punto, non c’è libertà laddove l’evoluzione dell’anima resta bloccata e quindi sono destinati a ripetere gli stessi schemi, commettere gli stessi errori, adescare le persone recitando il medesimo copione fino alla tomba. Cos’è la dannazione eterna? Il girone dantesco? Ritrovarsi sullo stesso punto di partenza eternamente. Ecco perché si inventano di tutto per sfuggire alla noia, addossando agli altri la pesantezza di cui sono intrisi fino al midollo. Ci vuole una certa profondità per avere le risorse necessarie a sopravvivere oltre le apparenze. Loro, però, non hanno niente al di là della posa esuberante e lo sguardo seducente. E quindi investono tantissimo in una parvenza di benessere e potere per compensare ciò che non saranno mai: felici.

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  9. Cara Claudileia hai prorprio ragione .. queste persone molto probabilmente non saranno mai felici anche se apparentemente vanno alla grande e ostentano i loro successi … devo farmi forza su queste cose , sono solo apparenza, contenitori vuoti
    Grazie

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  10. Ciao Claudileia, rieccomi qui, dopo una pausa di tanti mesi. Ho passato una bellissima estate, spensierata e felice, sono uscita anche con dei ragazzi, uno mi piaceva moltissimo, ma non per causa mia non ha funzionato…va be. Avevo praticamente chiuso tutti i ponti materiali e mentali con il narcisista, non sapevo più nulla di lui..nè della sua nuova relazione con la mia pseudo amica. 2 sett fa mi arriva una richiesta di amicizia (da lui) su un social. Penso…magari si è reso conto di avermi trattata come spazzatura e vuole anche solo chiedermi scusa (avendolo bloccato ovunque era l’unico modo…), penso che non mi ha dimenticato, penso che non sta più con lei. Non credevo in un riavvicinamento né tantomeno io lo volevo, non potrei più tornare con un uomo che mi ha fatto così del male. Forse aspettavo il momento di ottenere la mia vendetta, mandandolo a quel paese…e assaporavo quel momento. Ieri sera, in un bar del mio paese purtroppo, a distanza di 6 mesi, lo vedo arrivare, con lei. Non ero pronta. Me ne sono andata immediatamente e sono stata male. Perché sta ancora con lei, perché probabilmente è felice e non è giusto, perché non riuscirò ad avere la mia vendetta. Come al solito non capisco le sue mosse. O forse si, rileggendo i tuoi articoli. Sono cosi arrabbiata con me stessa!!! Ero di nuovo felice

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    1. Cara Romina, perdonami ma ciò che lui voleva era esattamente creare in te questa illusione di un avvicinamento per prosciugare il resto della tua energia. Campano di questi giochi psicologici con tutte le ex. Mi dispiace enormemente per te. Hai compreso perché il contatto deve essere assolutamente NULLO con queste persone? Qualsiasi avvicinamento è tossico per te. Un abbraccio forte, cara!

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