Sulle malattie fisiche e mentali generate dalla convivenza con genitori/partner narcisisti

Tratto dal libro “WHEN SHAME BEGETS SHAME”
Autrice: Christine Louis de Canonville, psicoterapeuta con oltre 25 anni esperienza clinica in disturbi mentali e Disturbo Post Traumatico da Stress nelle vittime di narcisismo patologico. Opere: The 3 Faces of Evil – Unmasking The Full Spectrum of Narcissistic Abuse (Ed. Black Card Books) e When shame begets shame: how narcissists hurt and shame their victims, disponibile su https://gumroad.com/l/OocSF
Trad. C. Lemes Dias

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Il trauma causato dallo stress perpetrato nell’infanzia influisce sulla salute dell’individuo nel corso della vita. In dosi elevate, il trauma continuato rilascia gli ormoni dello stress (i tre principali ormoni collegati sono l’adrenalina, il cortisolo e la norepinefrina). Questi ormoni dello stress possono influenzare lo sviluppo del cervello dei bambini, il loro sistema immunitario, il sistema ormonale, lo sviluppo fisico e persino il modo in cui il DNA delle persone viene letto e trascritto.

Inoltre, il trauma materno risultante dallo stress in epoca prenatale può influenzare lo sviluppo del nascituro mentre si trova ancora in grembo. Per una donna incinta e il suo feto, alti livelli di stress rappresentano rischi particolari. Per esempio, conoscevo personalmente una donna incinta che viveva con un partner psicopatico molto violento. La sua violenza è continuata durante le due gravidanze della donna. L’uomo non ha avuto pietà nemmeno per suo figlio ancora in pancia alla mamma. Quando il bimbo è nato, gli stata diagnosticata l’ipospadia, che è una malformazione congenita degli organi genitali dei bambini. Questa condizione, che risulta da una fusione incompleta delle pieghe uretrali tra l’ottava e la quattordicesima settimana di gestazione, può essere causata dagli ormoni dello stress che vengono rilasciati nella madre come risposta ai livelli di stress a cui è sottoposta.

Un’altra donna, che viveva anche con un partner psicopatico, ha avuto almeno due aborti prima di dare alla luce a un bambino. Quando questo bambino è nato, aveva una forma di disabilità intellettiva. Le ricerche hanno dimostrato che il cortisolo elevato in una donna incinta (a causa dello stress) è associato a aborti spontanei precoci. La disabilità intellettiva del suo bambino potrebbe essere dovuta a un pestaggio che ha sofferto dal suo compagno quando era incinta di otto mesi (è stata presa a calci nello stomaco dal compagno).

Inoltre, molti bambini oggi sono diagnosticati con Disturbo da Deficit di Attenzione e iperattività (ADHD). Quando viene raccolto lo storico infantile dei nostri pazienti, ci accorgiamo che molti di loro sono stati esposti a esperienze infantili avverse (ACE). Sembra che nessuno si era mai azzardato a porre la domanda cruciale: “cosa ti successo?”

Nel nostro studio terapeutico, quando lavoriamo con vittime co-narcisiste, chiediamo a questi pazienti di raccontare le loro storie sulle esperienze infantili avverse (es. di abuso fisico, emotivo, psicologico, sessuale, negligenza, malattia mentale dei genitori, abuso di sostanze, incarcerazione, violenza domestica ecc.). Alcune esperienze sono così stressanti che possono alterare lo sviluppo del cervello e il sistema immunitario di una persona.

Più “ACE” le persone hanno vissuto nell’infanzia, maggiore è il loro rischio di risultati sfavorevoli nella vita. È evidente che un quadro simile aumenta il rischio di problemi di salute e sociali in età adulta. Ad esempio, uno studio condotto nel 1990 su 17.000 persone, condotto dal Dr. Kaiser Permanente, del Center of Disease Control di San Diego, ha dimostrato che le ACE sono un elemento presente nella vita di molti: il 21% degli intervistati aveva subito abusi sessuali da bambini, il 19% era cresciuto con qualcuno affetto da malattie mentali, il 28% era stato vittima di abusi fisici.

Quindi, più esperienze avverse nell’infanzia, maggiore è il rischio di aver subìto dei danni. Una persona con un punteggio di quattro ACE ha il doppio del rischio di sviluppare malattie cardiache e cancro. Qualcuno con un punteggio ACE di cinque ha una probabilità otto volte maggiore di diventare un alcolizzato, e coloro con un punteggio ACE equivalente a circa sei tipi di abusi diversi tendenzialmente muoiono 20 anni prima della media.

CONVALIDARE L’ABUSO NARCISISTICO DEI PAZIENTI

Riguardo ai pazienti co-narcisisti (vittime), il racconto della loro storia e la costruzione della narrazione sono una parte importante del processo di guarigione. È attraverso la storia che il terapeuta può convalidare ciò che è realmente accaduto nelle loro vite e dare la conferma che, avendo avuto una relazione con qualcuno con un disturbo narcisistico di personalità, sono stati effettivamente vittime di abuso narcisistico.

A quel punto possono elaborare la loro storia e liberarsi dell’identità della vittima, esternalizzando la loro esperienza. La scoperta di sé è così potente da poter davvero cambiare il cervello di un paziente. Ora sappiamo che esiste una correlazione tra i punteggi ACE e gli esiti relativi alla salute.

La Dott.ssa Nadine Burke Harris è una pediatra americana esperta in esperienze infantili avverse e stress, con effetti dannosi per la salute nell’arco della vita. Nella sua conferenza TED, dal titolo “Come il trauma infantile ha ripercussioni sulla salute nel corso della vita”, afferma che le prime avversità colpiscono i cervelli e i corpi in via di sviluppo dei bambini, influenzando maggiormente aree come il nucleus accumbens, il centro del piacere e della ricompensa del cervello, implicato con la dipendenza delle sostanze. Lo stress inibisce il lavoro della corteccia prefrontale, necessaria al controllo degli impulsi, e la funzione esecutiva, un’area critica per l’apprendimento. Nelle scansioni MRI, poi, vediamo differenze misurabili nell’amigdala, il centro di risposta cerebrale alla paura.

Quindi, ci sono dei veri motivi neurologici per cui le persone esposte ad alte dosi di avversità hanno maggiori probabilità di impegnarsi in comportamenti ad alto rischio, e questo è importante sapere… La ragione di tutto questo scombussolamento ha a che fare con l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, nel cervello, e il sistema di reazione allo stress che governa la nostra risposta corporea alle situazioni di ‘lotta o fuga’.

Come funziona? Immaginate che state camminando nella foresta e avvistate un orso. Immediatamente, il vostro ipotalamo invia un segnale alla vostra ipofisi, che invia un segnale alla ghiandola surrenale che, alla sua volta, ordina: “Rilascia subito gli ormoni dello stress! Via con l’adrenalina! E ora, via col cortisolo!”, e così, il vostro cuore inizia a battere, le vostre pupille si dilatano, le vostre vie respiratorie si aprono e siete pronti a combattere con l’orso o a scappare da lui. Non è meraviglioso, ritrovarsi in una foresta con un bellissimo orso davanti?

La questione è: cosa succede quando l’orso ritorna a casa ogni notte e questo sistema viene attivato ancora e ancora e passa dall’essere adattivo o protettivo, al disadattato o dannoso per la salute? I bambini sono particolarmente sensibili a questa ripetuta attivazione dello stress perché il loro cervello e il loro corpo si stanno ancora sviluppando.

Frequentemente, la malattia nell’infanzia (o più tardi nell’età adulta) è un risultato diretto dello stato emotivo fluttuante della vittima che viene inflitto da un narcisista nell’ambiente disfunzionale. Lo stress costante di vivere in condizioni così dure con uno psicopatico in erba ha generato il caos fisico in me, anche se, fortunatamente, i miei processi mentali e la mia concentrazione nel cercare di andare avanti comunque risultò in una mente più forte e più acuta.

Sfortunatamente, a differenza di un adulto, un bambino non ha mezzi per scappare dall’abuso patologico in atto, fino a che non diventa abbastanza indipendente da abbandonare la casa di famiglia. A volte la malattia (o il malessere) può manifestarsi nei seguenti sintomi del Disturbo Post Traumatico da Stress, a vari livelli del sé: a livello emotivo, ad esempio, la vittima può sviluppare paure e bassa autostima, auto mutilarsi (farsi del male), soffrire di bulimia e anoressia (perdita o guadagno di peso), ansia, depressione, agorafobia, pensieri suicidi, dolore cronico, senso di colpa, vergogna e rabbia. Anche se, tuttavia, ho scoperto che molto spesso la rabbia è assente, specialmente quando la vittima è cresciuta temendo di essere punita per aver espresso la propria rabbia, come accadeva a me.

A livello biologico, il cliente può somatizzare tutto ciò. Le somatizzazioni sono una varietà di sintomi fisici che la vittima può sperimentare per tutta la vita. Ad esempio, questi disturbi somatici possono causare mal di testa, ulcere, asma, eczema, disturbi gastrointestinali, problemi mestruali, ecc.

Di solito, il primo posto dove va la vittima è dal medico nella speranza di ottenere sollievo dai loro sintomi. Molto spesso i medici non sono in grado di dare una vera diagnosi di ciò che sta realmente accadendo, in quanto non possono classificare i sintomi per non avere alcuna origine fisica identificabile. Quando non è evidente alcuna patologia organica rilevabile, alla persona viene spesso diagnosticata una “malattia psicosomatica” (una malattia fisica che si pensa sia causata o peggiorata da fattori di stress mentale o emotivo).

A livello comportamentale, potrebbe esserci un’idea suicida e, in alcuni casi, potrebbe esserci un comportamento suicidario o persino disturbi della personalità. A livello interpersonale, possono esserci problemi sessuali e di relazione in cui la vittima trova difficile fidarsi, o potrebbero temere di avvicinarsi di nuovo a qualcuno. Alcuni di questi sintomi che le vittime potrebbero mostrare possono essere scambiati per un “disturbo mentale”. Io, però, li vedo come strategie di sopravvivenza salutari in risposta all’ambiente malsano in cui vivono o hanno vissuto, in cui la subordinazione era cruciale alla sopravvivenza.

Vivendo sotto tale tirannia, in cui un individuo è dominato da minacce di punizione e violenza, gli abusi cronici e lo schema traumatizzante elevano i suoi livelli di cortisolo.

Il cortisolo, a livelli elevati, finisce per distruggere il sistema immunitario, lasciando la vittima vulnerabile a malattie, disturbi fisici e somatizzazioni.

12 pensieri su “Sulle malattie fisiche e mentali generate dalla convivenza con genitori/partner narcisisti

  1. Ii in famiglia ho avuto un padre hovert una madre covert;ed una sorella Covert maligna.Non mi manca nulla;ho sposato un covert ipocondriaco,succube di una madre psicopatica hovert sposata ad un complementare.Ho un figlio che non so se è narcisista, oppure borderline,fidanzato con una
    psicopatica hovert.Non mi manca
    nulla vero.Consolazione un altro figlio
    super empatico che mi adora.Gli altri
    hanno tentato tutti di distruggermi
    senza riuscirci. ho un difetto:non
    perdono.Quindi dal grado di gravità, nel avermi voluto schiacciare io agiro’di conseguenza.Sono troppo informata orae l’invidia per la mia intraprendenza li corrode.

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  2. Caro Massimo i narcisisti covert sono peggiori . A mio parere ovviamente. Sono lupi travestiti da agnelli quindi quando attaccano ti trovi più disarmato ovviamente. Il mio era gentile, premuroso ma non appiccicoso. Presente con la frase giuste al momento giusto. Carino ..Non di bell’aspetto, non lo noti quasi se non si fa avanti lui. Dopo qualche mese mi trovai molto presa. Sempre un po’ defilato. Mi ha raccontato di aver perso la sua fidanzata incinta ma tanti anni prima. Che andava in terapia. Insomma non certo un tipo vincente. O un uomo con un sè ipertrofico. Tanto meno un narcisista patologico. (Anche se allora non conoscevo nemmeno questo grave disturbo) . Ma i segnali ci sono sempre . Solo che li ho ignorati. Nel mio caso lui era sempre evasivo, reticente nel tirargli fuori qualcosa della sua vita..a volte quasi omertoso . se parlava al telefono si allontanava.. per fortuna che è durata solo un annetto. Grazie a lui che dopo mi ha scartato per un’altra !! Non prima di avermi promesso vero amore chiaro..saluti a tutti voi .

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    1. Ciao Nick e grazie per il commento – in pratica i covert sono quelli che agiscono in maniera più subdola giusto ?
      Io sto avendo delle dimostrazioni proprio in questi giorni, anche oggi – vi spiego.
      Stiamo lasciando metà casa, quindi ci rimane solo metà, dobbiamo trasferire tutto in questa metà – l’altra metà l’ha comprata il mio vicino.
      Stamattina c’è stata la riunione dal vicino. In pratica è un mese che dovevamo lasciare casa ma mio fratello ne l’ha detto lunedì – sapete bene cosa significa spostare mobili etc.
      stamattina c’era la riunione – ho chiesto ieri se c’era e a che ora – l’altro fratello ( covert ? ) faceva il vago ” eh..si..forse..dovrei esserci anche io ” ma non mi hanno detto assolutamente che si svolgeva a casa del vicino (???)
      stamattina alle 10:00 sempre quest’altro fratello viene a bussare alla mia porta mentre dormo urlando ” c’è la riunione, qui affianco, MA NON LO SAPEVI ?? Muoviti !! ” in pratica facendo di tutto perché tutti i presenti sentissero ( le porte confinano)

      la riunione non era una riunione ” di chiarimento ” come dicevano loro – ma un out out del tipo, lunedì dovete essere fuori di casa assolutamente e consegnare le chiavi – in pratica, cose dette all’ultimo secondo per creare stress su stress su stress.

      Inoltre divento paranoico perché penso sempre io di non aver capito bene oppure loro non fanno capire nulla.

      Io da tutti questi post che ho letto penso che il fratello che vive in casa sia psicopatico e quello che vive nella stessa strada sia narcisista covert – ed hanno fatto quest’alleanza super malefica per mandarmi al manicomio – correggetemi se sbaglio

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  3. ecco – in questo preciso momento psico mi ha portato un gelato (???)

    in pratica tutti i giorni sbatte, fa dispetti e si respira un clima di minaccia continuo – poi se ne viene con il gelato, come se volesse fare dei gesti gentili – ma chi ci crede ?? 🙂
    io so che questi si chiamano messaggi doppi – servono sempre a creare confusione totale nella mente – scusatemi davvero per tutti questi post –
    Massimo

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    1. Massimo non scusarti!

      siamo tutti qui ad ore e in giorni diversi compatibilmente alle nostre vite proprio per avere un po di sostegno e conforto.
      Se possibile anche per darne a chi è in fasi diverse dalle nostre e che noi riconosciamo con più lucidità.
      Scrivi, commenta, lamentati, sempre e quando vuoi.
      Il blog serve a questo, a darti una via di uscita quando diventi matto perché con loro non si ragiona e il mondo esterno spesso non capisce.

      Ho visto la tua domanda sul “covert” che è un po’ parte dell’ ABC dell’argomento.
      Ti consiglio di leggere tutto quello che puoi sul narcisismo, on line, su libri ma anche qui i fantastici estratti di Claudileia (non me ne vogliate – anche tralasciando i commenti), perché c’è davvero tanto da imparare e la conoscenza ci aiuta a tirare dritto verso la libertà.
      Auguri per la conclusione sia pur “improvvisa”di una parte delle tue difficoltà economico/logistiche.

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  4. Mi viene da piangere a leggere questo articolo. Anni e anni di lavoro su sé stessi non riescono comunque a far dimenticare tutto. Talvolta c’è un’ansia perenne che accompagna le vittime di abuso da narcisismo anche quando la fonte primaria di stress (genitori, partner np) non c’è più. Si vive in stato d’allarme perenne.

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    1. Cara Gabriella, si va in modalità “sopravvivenza”. Dovrebbe essere un’eccezione, ma con loro diventa la regola. Comincia a soffrire di ansia cronica perché non sai mai l’umore che possono avere e cosa potresti fare per evitare dei cambiamenti così radicali. Dimenticare non puoi, ma puoi lavorare sull’accettazione di sé e sull’auto perdono. L’auto perdono non vuol dire che hai fatto qualcosa di male, ma che devi comprendere dentro di te di aver amato con tutto il cuore una persona non vera. Abbracci a te.

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