Perché ci vuole tanto tempo per riprendersi da un rapporto con uno psicopatico o narcisista?

Fonte:http://sobreviviendoasociopatasynarcisistas.blogspot.it/2014/03/por-que-toma-tanto-tiempo-recuperarse_21.html

Trad. C. Lemes Dias

Superare i rapporti con gli psicopatici, sociopatici o narcisisti richiede più tempo del normale. I sopravvissuti si sentono frustrati per non aver superato velocemente la fine del rapporto, come nelle relazioni precedenti. Come se non bastasse, si vedono costretti a rispondere alle domande degli amici e a confrontarsi con dei terapeuti né sempre preparati sul tema dell’abuso psicologico. La frustrazione aumenta quando vengono invitati a dimenticare tutto e ad andare avanti come se niente fosse. Sia che abbiano vissuto all’interno di un matrimonio durato a lungo oppure che si tratti di una passione estiva il processo di superamento di un rapporto con un soggetto psicopatico è più complesso degli altri. Come lasso di tempo parliamo di un periodo che varia tra i 12 e i 24 mesi per far sedimentare le emozioni, liberarsi del dolore più acuto e superare i cambiamenti biochimici che avevano preso il sopravvento durante la fase di condizionamento del pensiero.

Condizionamento che era un mero esercizio per questi oscuri personaggi, molto abili nel manipolare più persone contemporaneamente.

 Perché ci vuole tanto tempo per superare il tutto?

  • L’innamoramento

D’accordo, è stato un ‘amore’ fabbricato nel quale la vostra personalità è stata imitata come in uno specchio per meglio manipolare i vostri sogni. Vi siete innamorati a dismisura perché era questo l’obiettivo dello psicopatico, ecco perché non si può parlare di una normale rottura. Avete avuto a che fare con una persona che tramite il condizionamento della vostra mente ha introdotto nella vostra vita un cocktail esplosivo di disperazione e di desiderio inaspettato. Gli psicopatici sanno ricompensare le prede all’inizio del rapporto rinforzando la loro immagine positiva. Sono doni che offrono gratuitamente durante l’intera fase di idealizzazione. Mettendovi su di un piedistallo, loro vi preparano per l’erosione identitaria che intendono compiere a posteriori, quando non avranno più bisogno di voi. Lasciandovi in eredità una delle esperienze più dolorose della vostra vita, ecco che si assicurano un posticino permanente nella vostra mente. Attraverso le loro bugie, triangolazioni, le nuvole di fumo che lanciano per confondervi e, molte volte, anche attraverso le minacce velate, gli psicopatici si assicurano di restare nei vostri pensieri giorno e notte. Quando finalmente arriva l’abbandono – tante volte è la preda indotta dallo psicopatico a decidere di porre fine al rapporto a causa del suo comportamento erratico – si ritrova con il cervello sommerso da pensieri dissociati. Da un lato le prede si ricordano della fase del love bombing e del bene che provavano per lo psicopatico, da un altro tornano a pensare alle sue bugie, alla negazione della realtà, alle infedeltà, all’umiliazione, al condizionamento psicologico che le impediva di estrarre la verità dalla nebbia. A questo fenomeno attribuiamo il nome di dissonanza cognitiva, e ci vuole tempo per superarlo.

Bisogna essere pazienti perché è normale alternare ricordi contrastanti quando qualsiasi rapporto finisce. Assai pericolosi, però, sono i ricordi della fase di idealizzazione poiché quando vengono a gala, inducono le prede a rompere il contato zero pur di tornare a fondersi nella spirale tossica ancora una volta.

  • La reazione chimica

Gli psicopatici e i narcisisti sviluppano nelle prede un forte vincolo sessuale ed emotivo. Molte prede attribuiscono a loro un certo fascino, un’eccessiva esperienza sessuale e un modo del tutto particolare di allenare il cervello altrui, di modo a portare ogni singolo individuo delle loro cerchie a dipendere da loro per la convalidazione di piccole ed insignificanti decisioni quotidiane. Dimostrando la loro adorazione per voi nella prima tappa gli psicopatici ottengono l’effetto di farvi abbassare la guardia, il che vi porta ad affidare esclusivamente a loro il vostro valore in quanto persone: la vostra felicità passa a dipendere dal bombardamento amoroso che vi è stato imposto all’inizio. All’euforia iniziale provocata nel vostro cervello dal rilascio di più dopamina (stimoli che producono motivazione e ricompensa fisiologici quali il sesso, cibo buono, acqua, o artificiali come sostanze stupefacenti, oppure elettrici, ma anche l’ascolto della musica, stimolano parallelamente il rilascio di dopamina nel cervello, n.d.t.) subentra il buio più profondo nel momento dell’abbandono.  A quel punto, come una droga, passate ad aver sempre più bisogno dell’approvazione dello psicopatico che, tuttavia, perde totalmente l’interesse per voi perché costantemente alla ricerca di ulteriori stimoli che sfidino la sua capacità di conquistare.

  • La triangolazione

Qualsiasi infedeltà in un rapporto con una persona normale lascia tracce e sentimenti di grande insicurezza. Molto bene, con uno psicopatico non solo subiamo molteplici infedeltà e slealtà ma, oltre il normale dolore prodotto da una qualsiasi infedeltà, subentra anche l’umiliazione di sentirci usati come degli oggetti. E non solo, poiché lasciano tracce dei loro misfatti e poi lo negano palesemente – azione di una perversità relazionale sconcertante! – finiscono per danneggiare la vostra psiche. Cosa c’è dietro questo modo di fare così crudele? L’idea fondamentale dello psicopatico è farvi lottare per essere meglio delle altre donne/uomini appartenenti alla sua Corte: inducendovi a giocare a fare gli investigatori privati vi tengono su di giri come probabilmente non siete mai stati in altri rapporti, molto più sani. Gli psicopatici hanno la capacità di fabbricare emozioni negative e di impiantarle nel vostro intimo per usarle come arma contro di voi quando riterranno opportuno. Per giustificare le loro azioni più esecrabili solitamente ripescano queste emozioni prefabbricate – soprattutto nella fase che precede l’abbandono definitivo – di modo a convincere il mondo che vi stanno lasciando per colpa della vostra instabilità caratteriale: le vostre insicurezze e la vostra gelosia diventano, di punto in bianco, la vera causa del suo abbandono/disinteresse per voi.

  • Avete conosciuto il male… e aveva la faccia di un’angelo

Le regole applicabili alla maggioranza delle persone non sono valide per gli psicopatici. Ricordiamo ancora una volta: sono esseri che non provano sensi di colpa, né amore, né rimorsi di coscienza. Durante l’intero rapporto avete provato a comprendere, a perdonare e a diventare migliori, tuttavia il vostro ex ha usato tutti questi sentimenti e ogni vostra azione contro di voi. Avete commesso l’errore di proiettare la vostra coscienza da essere umani empatici sulla loro quando non riuscivate a spiegare certi comportamenti bizzarri, ma in un determinato momento il vostro cervello comprese di averci a che fare con una personalità disturbata che si delineava con chiarezza, come pezzi di un puzzle che si univano da soli.

Schifati, spaventati dell’oscurità e della malvagità di certi personaggi, avete provato a spiegare agli amici, familiari e colleghi ogni particolare del vostro vissuto senza che apparentemente nessuno riuscisse a comprendere la portata dei danni che avevate subìto.

Pensavano si trattasse di un rapporto qualunque finito male e che stavate esagerando perché fin troppo sensibili…

  • La vostra psiche è ferita

Buona parte dei sopravvissuti raccontano che subito dopo l’abbandono hanno provato un vuoto interiore che andava oltre la depressione. È come se la loro anima fosse scomparsa (ecco perché molti autori parlano di ‘vampirismo energetico’). Raccontano di aver provato una sorta di insensibilità generale e che nulla di ciò che amavano prima era stato capace di sollevare la loro morale. Senz’altro stavano per attraversare il momento più duro dell’intera fase di guarigione!

Tuttavia, è nei momenti di profonda prostrazione che impariamo a coltivare definitivamente il rispetto per noi stessi, a piantare nuovi confini personali e a ricercare la nostra identità più profonda.

Quando supererete questo brutto momento vi scoprirete molto più connessi con le vostre esigenze e quelle degli altri, sarete più saggi, scoprirete cos’è la  pace interiore e avrete più esperienza nel vostro bagaglio affettivo da condividere con chi ne ha bisogno.

Lavorando sodo su di voi nessuna persona tossica riuscirà a manipolarvi più.

Appena raggiunta la fiducia in voi stessi imparerete ad apprezzare e valorizzare le persone sane, oneste e gentili che vi circondano.

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127 pensieri su “Perché ci vuole tanto tempo per riprendersi da un rapporto con uno psicopatico o narcisista?

  1. Carissima Claudileia , grazie per questo prezioso pezzo . Come stai? Mi farebbe piacere incontrarti . Non hai più il tuo profilo Facebook ?  Un abbraccio . A presto . Patrizia Capaccetti 

    Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

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  2. grazie per questo articolo
    ho vissuto
    ho sofferto mentre vivevo la relazione
    ho deciso di troncare
    ho respirato di nuovo
    ma non è ancora finita
    le sue bugie hanno creato il vuoto intorno a me
    sono rimasta completamente sola con due figli pieni di incertezze
    ho stretto identi
    ho iniziato a difendermi perchè neanche l’avvocato lo faceva
    ho iniziato a denunciare ma non èservito a niente
    anzi vengo considerata persona poco stabile
    ho studiato
    adesso ho capito cos’è il narcisismo perverso, i danni che crea
    adesso so ho la conoscenza
    sono ancora più isolata ma almeno ne conosco il motivo
    vorrei solo trovare un bravo medico? psicologo? psicoterapeuta? che certifichi il danno causato alla mia mente al mio cervello al mio corpo intero e che mi confermi che quello che ho letto sui libri è una realtà da cui si può e si deve prendere le distanze

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    1. Carissima fianik, considera che prima di scaricare una preda oppure di farsi scaricare da lei i soggetti n.p./psicopatici gli creano il vuoto attorno per uscirne puliti e profumati: noi siamo i pazzi squilibrati e loro sempre le vittime, di modo che qualcun’altro possa ‘consolarli’ per i terribili torti che hanno subito dai loro terribili carnefici. Non capita soltanto a te, ma è la regola che ci accorgiamo di essere applicata a tutti quando studiamo questo tipo di disturbo. Tutte le persone che scrivono qui, sopratutto chi ha vissuto decenni con queste persone e ha avuto dei figli affrontano o hanno affrontato una campagna diffamatoria PREVENTIVA prima della fine della ‘storia’. Ciò che voglio dire è che è naturale come l’acqua che le persone attorno a te subiscano il fascino malefico del tuo ex perché sono state ‘lavorate’ a lungo e questo è uno aspetto che tu non potevi assolutamente prevedere. Per quanto riguarda la psicoterapia bisogna stare molto attenti alla ricerca del terapeuta giusto. Per sapere se davvero hai avuto a che fare con uno psicopatico direi di fare ricorso a un bravo psichiatra per un consulto. Ahimè la psicopatia è disciplina da psichiatria oppure giuridica e soltanto ora i terapeuti delle più svariate branche cominciano a prepararsi sul tema del narcisismo perverso e della psicopatia sulla stessa linea dei maggiori studiosi dei temi (tutti psichiatri!) e cioè, CHE NON ESISTE CURA per questo tipo di persone perché si tratta di un modo di essere e quindi che tocca a te salvarti il quanto prima da questi pseudo rapporti prima che sia tardi. Il fatto che sei riuscita a troncare il ‘rapporto’ non è da poco perché la maggior parte delle persone non ce la fa, talmente grande è il dominio psicologico del n.p. su di loro. I gruppi di auto aiuto, come già consigliato da Guglielmo, sono ottimi alleati quando si tratta di combattere la tua battaglia interna. PS: un esercizio che ti consiglio di fare per comprendere se hai avuto a che fare con una persona affetta da psicopatia è leggersi questo articolo https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/11/29/ana-e-luomo-della-ragnatela/ e provare a rispondere alle domande di H. Marietan. Metti tutto sulla carta e poi rileggilo bene. Anche questo è un modo di sapere con chi hai avuto a che fare e da cosa ti sei salvata! Un fortissimo abbraccio!

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      1. la cosa che più mi fa stare male dopo aver rotto con lui è la campagna diffamatoria…sono esseri davvero disgustosi…inventano cose per uscirne puliti e intuendo con malvagita che noi staremo zitte per non passare per psicopatiche poiché i nostri racconti…le nostre verità sarebbero surreali,in fondo la gente normale non sa che esistono queste mine vaganti libere a fare danni con degli schemi ben precisi di distruzione.Questa è la cosa più frustrante per me…non mi da pace..mi sembra che oltre ad essersi portato via la mia identità..la mia anima..si fosse portato via anche la mia voce…

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      2. Cara Angy, intanto la magrissima consolazione è sapere che spesso si fanno del male da soli quando vanno in giro a diffamare e calunniare gli altri. Questo perché parlano talmente tanto da contraddirsi ad ogni nuova versione. Una persona mediamente intelligente, anche quando nulla sa del narcisismo, se conosce da anni il soggetto sa quantomeno che si tratta di un gran chiacchierone, imbroglione e millantatore, quindi difficilmente si fida dei suoi discorsi impietosi sugli altri o su come sono andate le cose quando i suoi rapporti o progetti falliscono. Diversamente sono gli “amici” che chiamo Charlie Brown oppure i “fans” della gerarchia più bassa che si fanno incantare dai piccoli favori che elargisce, perché credono a tutto ciò che dice e quindi finiscono per odiarti a morte. Una domanda però bisogna porsi: cosa ci guadagni oppure cosa ti può fregare dell’opinione di persone che ammirano, inseguono e si associano ad un essere decisamente inaffidabile? Assolutamente niente.

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    2. Gentilissima fianik,
      so esattamente cosa provi…conosco questo dolore e l’isolamento a cui queste persone portano.Pero’ ti posso dire che l’isolamento mi sta aiutando…già perché ho preferito isolarmi piuttosto che cercare di spiegare ad amici che avevamo in comune e quindi il silenzio e il distacco mi hanno portata ad una riflessione profonda, il non poter chiedere aiuto a nessuno mi ha costretta ad aiutarmi da sola ed a capire, a comprendere le dinamiche di tutti i rapporti della mia vita, a comprendere dove era il mio di problema per essere caduta in queste grinfie, non ho cercato persone esterne a me stessa: da un lato lo avrei voluto fare!Gridare al mondo qual’era la verità, ma sapendo che se lo avessi fatto le persone che avevo in comune con lui mi avrebbero preso per pazza ed avrebbero preso le mie parole come uno spunto per avere un dialogo sul nostro rapporto con lui, mi sono silenziata e in questo modo sto scoprendo me stessa, la mia forza, il mio valore, la mia bellezza.La solitudine mi ha portato ad affrontarmi come non mai, a vedere la realtà della mia vita a sentire questo dolore costantemente anche se sta iniziando a diminuire piano piano (sono sei mesi che ho troncato i rapporti) e soprattutto ad essere presente a me stessa in ogni istante.
      Già perché adesso sono vigile e veglio su di me ventiquattro ore su ventiquattro, non permetto ne’ a me stessa ne’ agli altri di trattarmi come se i miei bisogni non fossero importanti.Sto recuperando il senso di sentire il mio valore: ovvero non lo devo dimostrare a nessuno tranne che a me stessa, poco m’interessa il giudizio altrui.Sono meno indulgente con le persone: prima non badavo a cattiverie o sminuimenti, non ci facevo caso oppure chiudevo un occhio con la scusa della tolleranza, adesso invece reagisco ed esigo rispetto e sono diventata completamente intollerante quando sento le persone giudicare gli altri con faciloneria o quando non hanno empatia verso gli altri, quando non cercano di comprendere od approfondire prima di parlare…
      Ed anch’io prima parlavo di più e cercavo di spiegare agli altri chi sono e cercavo comprensione, ora non ho più questa necessità perché sono convinta che al momento giusto incontrerò altre persone che forse mi capiranno o forse no, ma poco importa.
      Vorresti qualcuno che attesti? che ti dica che la tua verità è vera?Carissima quando capirai fino in fondo la tua verità e chi hai o hai avuto davanti non ti servirà nessuno che te lo confermi, quando comprenderai fino in fondo il bene di chi ti fa bene o il male di chi ti fa del male scapperai a gambe levate dal male, senza bisogno di conferme di altre persone…e troverai la forza che non pensavi di avere.
      Ti faccio i miei migliori auguri ricordandoti che la vita è una cosa meravigliosa anche se ci sono persone che fanno di tutto per farti credere che non sia così!!!

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      1. Quanta forza mi danno le tue parole…io ho ancora paura della solitudine, sono passati 4 mesi e cio che ho provato a livello fisico è capibile solo da persone come te. Grazie rileggero le tue meravigliose parole quando sentiro paura è abbandono.
        Elena

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    3. Anch’io purtroppo ho avuto questa esperienza che mi a lasciato il segno ,un segno che non so se riesco a superare non pensavo neanche per sogno che esistevano persone con un disturbo così, manipolatrici in ogni cosa che fanno e capisci solo dopo quando finisce tutto ,con quale mostro ero sposato , adesso sono in fase di separazione e la cosa che mi fa più male e il fatto che lei e madre di due figli di21 25 anni cresciuti da quando si e separata la prima volta che l’oro avevano 7 anni ragazzi bravissimi sempre attenta e premurosa nel l’oro confronti. Allora io mi chiedo perché fanno del male così con la persona più vicina a l’oro che gli da amore che e sempre presente ,a pugnalare dietro le spalle solo per il gusto di essere. nel centro di tutto .Non fanno niente per costruire una vita fatta di valori che purtroppo e quello che manca ai giorni nostri. Niente volevo più o meno raccontare in breve questo narcisismo psicopatico, che non e da sottovalutare perché di tutto quello che o letto di questo disturbo e tutto vero e se non sei a conoscenza e un incubo……spero tanto di riprendermi la mia vita piano piano e di andare avanti anche se l’amaro rimane e di incontrare persone con veri sentimenti e tanta voglia di amare.Auguro un augurio a tutti che anno subito queste relazioni tossiche e di continuare più forti di prima.

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  3. Sto leggendo per la seconda volta il libro della Mammoliti dal titolo “I serial killer dell’anima” e vorrei condividere le sensazioni che mi crea. Sono ancora pervaso dai sensi di colpa a vari mesi dalla fine della relazione, a volte ho il dubbio di essermi comportato in maniera folle io. Poi leggo una frase chiarificatrice, risalgo agli avvenimenti del passato e molto si spiega. Ora ho letto un capitolo sul pensiero razionale del manipolatore. Dice: mentre voi sognate, lui calcola. Nel momento in cui avrete bisogno della loro approvazione per stare bene, per loro la relazione sarà terminata. Anni e anni, nel mio caso. Se lei era arrabbiata dovevano esserlo tutti, in famiglia. Io ero in attesa di un suoessavgio, di una chiamata, di un gesto affettuoso che arrivava una volta al mese. È spaventoso rendersi conto fi non aver avuto la forza di controbattere efficacemente ad un simile trattamento. Fa paura, tuttavia va affrontato e superato. So che non sono l’unico a vivere ancora una fase in cui nulla è sicuro, ciò che sembra certo stamattina lo confuterò stasera con mille elucubrazioni e rimuginamenti. So solo che passerà e mi ci vuole ancora tempo e fatica. La possibilità di scriverlo qui e condividerlo è una mano santa. Buona giornata a chi legge, partecipa e soffre.

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  4. Guglielmo rimango quasi senza parole a leggere il tuo commento…sono le stesse identiche sensazioni, gli stessi dedali di pensieri, tormenti, ragionamenti che, e sono contenta di poterne parlare al passato, ho vissuto anche io. Tutto ciò che hai scritto potrei averlo tranquillamente scritto io…anzi no, forse non sarei stata cosi brava come sei stato tu. Hai fatto un’analisi lucida e spietata nonostante tutto sia così “fresco” e il dolore ancora così vivo . Concordo con te sul fatto che sapere di non essere gli unici ad aver vissuto un’esperienza simile, sia una sorta di liberazione, un alleggerirsi dal fardello del pensiero di essere gli unici folli ad aver elemosinato briciole di affetto da qualcuno. Se ti può aiutare, si guarisce…anche dopo anni e anni (quasi 6 nel mio caso) in cui si è stati invischiati in una relazione univoca, così atrocemente assurda che, ancora oggi e sono passati tre anni dalla fine, stento a credere di esserne stata parte. Ancora oggi, provo sensazioni di vergogna per tutto quello che ho fatto, dato e mai ricevuto. Come dici tu, provo ancora il senso di colpa di essermi comportata io come una pazza e non lui. Quello che posso dirti è che è vero: ci vorrà tempo e fatica. Fatica per tornare ad essere quelli di prima. Fatica nel riuscire a non essere più l’ombra di quello che si era. Questa infatti era la mia sensazione alla fine di questa relazione: ero diventata l’ombra di quella che ero. Poi, piano piano, quest’ombra si è dissolta; quella coltre nera di cui mi sentivo avvolta si è fatta sempre più leggera. Di una cosa purtroppo sono però certa: il tarlo, il rimorso, il rimpianto ed anche il dolore per aver permesso a qualcuno di farmi così male non mi abbandonerà mai. Sarà sempre una macchia nella mia vita, una cosa a cui non riuscirò mai a dare una spiegazione.
    Buonanotte anche a te che soffri ma che non sei solo!

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    1. Guglielmo, io non so se tornerò quella di prima, ho invece la sensazione che io mi stia trasformando in una persona nuova. A breve “festeggerò” UN anno di no contact e di allontanamento dal N.P., ti posso assicurare che non è assolutamente stata una passeggiata, ma mi ero resa conto che sarebbe stata l’unica via da percorrere per non sprecare me stessa, il mio valore e la mia vita. Per me era stato circa un anno di relazione con quell’essere malvagio, poi il suo abbandono e a seguire, tre anni tormentati di tira e molla…un inferno! Nel frattempo però avevo capito cosa lui fosse, ma nonostante ciò, la mia anima intossicata e dipendente non riusciva a fare a meno di lui! Anche il mio corpo mi dava segnali forti e chiari del fatto che quella fosse una storia sbagliata, avevo avuto alcune crisi di panico e non mi era mai successo prima. Oggi sono qui a raccontarti questo, con una sorta di felicità interiore perché mai avrei pensato di tornare ad essere serena. Noi, come un’infinità di altre persone siamo passati in un tritacarne che ci ha spezzato le ossa e l’anima, ma ti posso assicurare che si riesce ad uscirne. La cosa fondamentale è darsi tempo e soprattutto chiudere completamente ogni canale di comunicazione con questi personaggi. Ci saranno momenti di nostalgia, di pianto, di dolore, bisognerà accettarli senza giudicarsi ma piano piano proseguendo tra alti e bassi, vedrai che ti renderai conto che non hai perso nulla…perché da perdere non c’è nulla. Io comunque tutt’ora leggo libri che trattano questo disturbo di personalità, perché alimentare la mia consapevolezza su come è cosa fosse realmente quel soggetto con il quale ho avuto a che fare mi ha aiutata a tenere duro, parlo ovviamente del no contact, oltretutto lui è un mio collega. Claudileia con questo Blog, ci sostiene con i suoi articoli e ci permette di condividere le nostre esperienze con chi certamente ci capisce; mi associo pertanto ad Ilaria quando scrive che non sei solo perché questo è un dato di fatto. Spero Guglielmo di averti trasmesso qualcosa di positivo, tieni duro e vedrai che ne uscirai.

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      1. Carissima Antonella, grazie per le tue parole che portano tanta positività a molti che credono di non farcela da soli. Certo che stai cambiando e vedrai che sarà una ‘reformatio in melius’ che ti porterà a distinguere tra ciò che è buono per il tuo corpo e per la tua anima e ciò che non nutre il tuo spirito e ti toglie serenità. C’è una poesia dell’immensa Wislawa Szymborska che inizia così:
        Devo molto/
        a quelli che non amo./
        Il sollievo con cui accetto/
        che siano più vicini a un altro./
        La gioia di non essere io/
        il lupo dei loro agnelli.
        Mi sento in pace con loro/
        e in libertà con loro,/
        e questo l’amore non può darlo,/
        né riesce a toglierlo.(…)
        Un abbraccio fortissimo, mia cara!

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    2. Buongiorno Ilaria e Antonella, grazie per il sostegno e la partecipazione.
      La mia analisi comincia ad essere più lucida, Ilaria, dopo anni di nebbia e confusione, incomprensioni e dolore che sfociavano in insonnia e nervosismo perenne. Ora che ne sono fuori, ora che seguo una terapia di gruppo e da solo, ora che leggo tantissimo, libri e blog sull’argomento, ora mi rendo conto, ora mi capisco, ora capisco perché nessuno mi crede quando ne parlo: sembra impossibile. Tutto quello che scrivi mi aiuta e mi piace molto l’analogia con l’ombra: ero un’ombra, anni fa e proprio nel momento in cui stavo cominciando a tornare me stesso la mia tizia si è resa conto di aver perso il controllo assoluto su di me ed ha tirato la corda fino a che io non ho avuto alternative ad un taglio netto, sprofondando di nuovo in un baratro. Nemmeno il coraggio di andarsene da sé, ha avuto: ho dovuto cacciarla dopo ulteriori mesi di palesi prese in giro e menzogne. Il lavoro, tuttavia, paga: l’ombra sta di nuovo tornando al suo cantuccio, piano piano. Ti auguro di riuscire a perdere il tuo tarlo per strada, un giorno, come spero che trovi l’affetto sincero ed il calore di un uomo serio.
      Sono felice per quello che scrivi, Antonella: la tua serenità ritrovata dimostra che può accadere e ciò rincuora perché, come sai, all’inizio del travaglio si pensa sia impossibile. Il no contact è importante, anche se io ho due figli con lei e non mi posso permettere di attuarlo al 100%. Cerco di evitarla in ogni modo: meno messaggi possibile, meno telefonate possibile, incontri rapidissimi quando vado a prendere i bambini, incontri che ancora mi turbano. Sono ancora nella ciotola sotto al tritacarne, sono li che cucio un pezzetto di anima alla volta prima che qualcuno mi prenda e mi usi per il ragù. Ogni vostra parola aiuta questo processo, ve lo assicuro. Ho la consapevolezza di non aver perso nulla, come scrivi, ed il tarlo di essere rimasto a farmi male troppo tempo, come scrive Ilaria. Dunque sono ancora in quella fase altalenante di emozioni positive e negative, tutte violente. Passeranno, lo sottolineo ancora, anche grazie a voi, a Claudileia, alla condivisione, alla bellissima sensazione di poter parlare con persone che comprendano, mentre la mia vita di coppia è stata uno stillicidio di monologhi con un muro voltato di spalle. Buona giornata a tutti voi, a tutte voi, con la certezza che esiste un mondo migliore e ci meritiamo di trovarlo.

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      1. Caro Guglielmo hai proprio ragione…quella di parlare con persone che comprendono, che sembrano avere una sensibilità come la nostra è davvero una bellissima sensazione. E sentir fare certe osservazioni da un uomo, per me, è davvero un’iniezione
        di fiducia verso un genere che ormai fuggo come la peste! Ti ringrazio per l’augurio che mi rivolgi di trovare una persona che mi dia affetto, ma questo è proprio un capitolo chiuso…Da quando gli scrissi l’ultimo sms in cui lo “ringraziavo” di avermi rovinato la vita e di avermi fatto diventare l’ombra di quella che ero, sono passati due anni prima che sia tornata a sorridere, a non avere un unico pensiero fisso ed ossessivo in testa, a mangiare senza provare nausea, a dormire, a vivere ma quella “macchia nera” che sciupa in qualche modo il bilancio della mia vita è lì, come ti dicevo, e non se ne va. Mi ricorda uno dei periodi più brutti e mi ricorda anche il genere maschile, verso il quale ho un profondo disprezzo. Lo so, non siete tutti come lui, è ovvio, ma faccio davvero molta fatica a trovare in uomo una parvenza di sensibilità. Infatti mi sembra impossibile che esista una donna np, come è possibile??? Per me un uomo è quello che devo implorare di concedermi qualche minuto, di chiamarmi, è quello per il quale ho guidato 500 km in macchina da sola decine di volte senza che mi telefonasse per sapere se fossi arrivata a casa sana e salva, è quello che dice “ti voglio bene ma se non ci sei non mi manchi”, è quello che però non voleva che non ci vedessimo più, è quello che mi abbraccia teneramente tutta la notte stringendomi a sè facendomi sentire la persona più felice al mondo per poi sparire per settimane, è quello che non si faceva sentire neanche quando sono stata ricoverata in ospedale per una malattia. Come scriveva Primo Levi, “Se questo è un uomo”….no, non è un uomo e poco importa se sia maschio o femmina. Soltanto dopo 6 anni di questa vita, sono riuscita a vomitare tutto l’odio e l’amore tossico che provavo per lui, mettendo io, come te, la parola fine (che lui non avrebbe mai messo per continuare a nutrire il suo ego smisurato), il tutto avvenuto in modo traumatico e violento…come se non bastassero tutte le altre violenze che avevo subito. L’unica cosa di cui vado fiera di me in questo capitolo lunghissimo della mia vita, è l’esserne uscita e risalita da sola. Inghiottendo i pianti, passando giornate senza mangiare niente, prendendo permessi a lavoro per non farmi vedere con gli occhi irriconoscibili gonfi di pianto, dormendo di giorno imbottita di sonniferi e stando sveglia di notte per l’insonnia, aspettando invano delle scuse mai arrivate, fingendo con i miei familiari che fosse tutto a posto per non far preoccupare nessuno, piangendo disperata con le amiche piu care che invece sapevano tutto. Ma ne sono uscita da SOLA, e questa credimi è la nostra, magari unica, ma grandissima forza e che ci/ti deve far capire che non siamo solo dei deboli inetti manovrati da dei mostri. Perchè per uscire da questo inferno bisogna essere delle persone, degli uomini e delle donne con un coraggio inaudito.
        Mi incuriosisce la terapia di gruppo di cui parlavi; esistono dei gruppi di auto-aiuto su questo tema? io ho fatto soltanto terapia psicologica da sola e non so dirti quanto possa avermi aiutato. secondo me è soltanto il tempo, il fottutissimo tempo che in quei fottutissimi momenti non passa mai a liberarci da questa ossessione.

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      2. Ciao Ilaria. Sono contento dell’orgoglio che esprimi per essere uscita dal tunnel con le tue forze. D’altro canto mi dispiace che tu abbia chiuso definitivamente le porte del tuo cuore agli uomini. Esistono chiaramente persone losche e cattive a prescindere dal genere, le abbiamo incontrate, ci hanno devastato e più glie lo abbiamo detto più ne godevano, le abbiamo smascherate e ce ne siamo liberati. Facciamoci anche qualche complimento, direi. A me non è scattato questo senso di preclusione totale che tu dici di provare. Io amo il genere femminile, le donne sono toste e sono dolci, sono belle e intelligenti, anche se io ho incrociato quella sbagliata. Sbagliata per sua natura e sbagliata per me. Ci ho impiegato anni per capirlo e altri anni per liberarmi della sua presenza nella quotidianità: i figli ci uniranno per sempre, ma sto imparando ad affrontare anche questo. Ciò che hai vissuto tu è la comune follia di queste storie: la vediamo ora che ne siamo usciti, ci incolpiamo per non aver saputo mandare dove meritava il nostro narcisetto-personaggetto, ma non accadrà più. Al primo segnale, da adesso in poi, tireremo fuori gli artigli e difenderemo la nostra dignità, perché sappiamo che non farlo fa molto più male che perdere un soggetto del genere. Hai le armi che ti servono. Usale, se ti va. Spero tu lo faccia: ne vale la pena, secondo me.
        Dei percorsi di gruppo posso dirti la mia esperienza: ne ho appena terminato uno che aveva come tema l’autostima ed il recupero della stessa, ora ne seguo un altro sulla comunicazione assertiva e da settembre voglio iniziarne un altro specifico sulla vita di coppia. In quello appena concluso ero l’unico uomo tra diverse donne ed è stato molto bello piangere e ridere con loro, raccontarsi le proprie storie ed emozioni profonde, sentirsi accolti, accuditi, ascoltati. Fa bene a ogni meandro del corpo e della mente. Credo ne esistano di più specifici per chi ha subito violenze psicologiche, vedrai che Claudileia ci illuminerà anche su questo. Ti auguro una buona notte, una buona vita e incontri positivi.

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      3. Ciao carissimo Guglielmo.
        Come sempre nei tuoi post trovo situazioni riconducibili alla mia esperienza.
        Il passaggio di cui parlo è: “ora mi capisco, ora capisco perché nessuno mi crede quando ne parlo: sembra impossibile”.
        Vero, verissimo.
        Perchè le vittime di questi mostri sono anche le vittime dell’incomprensione degli altri. Nessuno vede, capisce il dramma che vivono. Nessuno crede a quanto dicono di soffrire. Tutti invece vedono in loro persone insignificanti, problematiche, prive di carattere.
        Quindi questi sciagurati sono vittime due volte, vittime del mostro e vittime degli altri.
        Anche per me è stato così ed ancora è così. Quando tento di spiegare nessuno mi crede, o quanto meno vengono sollevati dubbi.
        Ma perchè la gente ama essere presa in giro?
        Perchè i mostri che conosciamo questo fanno… imbrogliano, tutti.

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      4. Ciao Angy. Io credo che siano talmente figli della follia da arrivare a calcolare a chi dire menzogne spudorate, a chi dire mezze verità, a chi dire come stanno le cose. Confondono le acque nel modo più inquietante possibile, a tutti o quasi, in attesa che lo schiavo tenti di mettere loro il sale sulla coda. Bisogna fottersene, non è semplice ma la lotta è tutta lì: arrivare al punto di fottersene totalmente, di quello che fa, che pensa, che dice, che scrive. Tanto non ammetteranno mai al mondo quanto sono m…e, ma di quelle che puzzano a vita: moriranno così, nel loro squallido schifo, quando sarà. Faranno di tutto per apparire santarelli e santarelline, e se esistono decine di dementi che li affiancano senza voler aprire gli occhi e anzi avallandone le porcate beh, madre natura avrà pietà di loro. Noi bisogna che viviamo, nel frattempo. Questi non valgono una cicca bucata: ognuno rispetti i propri tempi e dolori ma poi, ajò, ci si rituffa.

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      5. Caro Guglielmo, ottima analisi. Purtroppo non dicono MAI le cose come stanno, a meno che… abbiano un’amico Charlie Brown dotato delle stesse caratteristiche perverse, di modo che possano essere ascoltati sempre che vorranno e senza che i loro più terribili comportamenti vengano mai rimproverati.

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      6. Cara Angy, basta pensare che le persone dell’entourage del n.p sono tutte prigioniere del suo modus vivendi. Non c’è scampo per nessuno. Ne sei uscita intera e questo dovrebbe bastarti per guardare la Corte del n.p con un certo distacco. Ognuno di loro paga a modo suo le conseguenze di avere a che fare con un soggetto così. Se è vero che da una parte subiscono il fascino di un individuo manipolatore e seducente, è anche vero che ne pagano in energia, tempo e disponibilità questa sorta di ammirazione per la sua figura. Un’ammirazione che deriva da un’immagine finta di potere, di successo, di bellezza, di talento o qualunque cosa venda il n.p. come l’immagine reale di sé. Cercare di farsi comprendere dalla sua Corte per cosa e perché? Cosa possono offrirti queste persone in termini di crescita personale? Possiamo imparare soltanto dai più forti, non dai più deboli di carattere e loro, finché subiranno il fascino di un individuo così disturbato o avranno interessi in comune con lui, non avranno energia positiva da darti. Meglio restare alla larga e accendere un bell’incenso… Un abbraccio.

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      7. “…finché subiranno il fascino di un individuo così disturbato o avranno interessi in comune con lui, non avranno energia positiva da darti…”
        Hai ragione Claudileia.

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    3. Carissima Ilaria, riporto le tue parole e poi ti spiego perché non è affatto così: “il tarlo, il rimorso, il rimpianto ed anche il dolore per aver permesso a qualcuno di farmi così male non mi abbandonerà mai. Sarà sempre una macchia nella mia vita, una cosa a cui non riuscirò mai a dare una spiegazione.” Come ci spiega Marietan, un soggetto psicopatico/n.p. è estremamente convincente quando raggira. Si tratta di una macchina da guerra molto sofisticata che difficilmente può essere identificata da una persona comune, cioè, da una persona abituata a vivere in tempi di pace. Ecco perché capiamo che c’è qualcosa che non va nella persona che abbiamo accanto, ma risulta praticamente impossibile capire cos’è esattamente, per questo restiamo impantanati nel pseudo rapporto per mesi, anni, decenni… Cerca di capire che non è stata colpa tua e perdonati. Su questo blog scoprirai che persino grandi professionisti e studiosi sono stati imbrogliati da queste persone, quindi, cosa potevi fare? Ecco due articoli che ti consiglio di leggere: https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/06/19/il-perverso-lonnipotente-medico-di-se-stesso/, https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/07/24/principali-strategie-di-raggiro-utilizzate-dai-perversi-narcisisti/ Un abbraccio grande!

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      1. Claudileia come posso aiutarmi per non arrabbiarmi e ferirmi dalle parole della sua Corte,quando mi chiedono come mai mi sono lasciata con una così BRAVA PERSONA?Io ho conati di vomito .Sto zitta per non passare per pazza.Mi sembra di avere le mani legate…dammi un po di sollievo.

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      2. Cara Angy, l’ironia è il sale della vita! Quando è capitato a me rispondevo sempre: “Già, aveva tante di quelle qualità che non sapevo cosa farmene! Infatti non me lo meritavo, guarda…” e rigavo dritto perché l’opinione della sua “Corte” aveva smesso di avere un peso per me. Ci ho messo un po’ a digerire la cosa ma poi, analizzando freddamente le persone che mi avevano tolto il saluto senza motivo oppure che mi evitavano come la peste, ho capito di non volere come amiche persone così ingenue e credulone da tagliarmi fuori dalla loro vita per aver preferito dar credito a un bugiardo patologico. Cerca di riflettere su tutte le tue qualità, sulla tua capacità di essere amica, solidale, presente nella vita degli altri… Ecco QUELLE persone hanno preferito inseguire ciecamente un tizio che ha sempre fatto i propri interessi fregandosene di loro. Bene, ognuno ha gli “amici” che si merita. Se vogliono, ammirano, amano la superficialità, allora che superficialità sia (per loro) ovviamente!

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      1. Ciao Terri, se vuoi condividere emozioni qui trovi sicuramente chi ti comprende. Siamo con te, abbiamo tutti toccato il fondo del pozzo e poterne parlare aiuta tantissimo.

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  5. Cari amici del blog e cara Claudileia, vorrei farvi una domanda sui rapporti del PN con la sua famiglia d’origine. Prima di tutto, i vostri PN che tipo di rapporti avevano con la famiglia di origine ? Nella vostre esperienze, un PN é spesso figlio di madri o padri PN ? E sembra aver sofferto di questa cosa, la usa come arma per farsi compiangere e perdonare ad ogni malefatta ? E se é stato cosi’ , si può’ parlare per questi casi di perversione narcisista da trauma e sono quindi più facilmente recuperabili, nel senso che se dicono di voler cambiare sono sinceri, perché sanno cosa sia soffrire per opera di un perverso narcisista ? Chiedo a Claudileia, esiste un ambiente familiare-tipo per il PN o un figlio PN può’ nascere in tutte le famiglie? Inoltre Claudileia, se hai pazienza, come mai questo soggetto é trattato ormai da anni nei paesi ispanici e mi sembra anche in Francia mentre in Italia quando lo abbordo tanta gente sgrana gli occhi e minimizza, dicendo che sono fisime da psicologi ? Grazie mille !

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    1. Carissima Luisa, è evidente che la famiglia di origine ha un peso per tutti noi, tuttavia quando si tratta di narcisismo perverso e psicopatia gli esperti sono unanimi nell’affermare che sono individui che nascono, vivono e muoiono così. Quindi, a prescindere dell’educazione avuta a casa essi si comportano sin da piccoli come persone senza coscienza, basta leggere gli scritti di H. Cleckley, Robert Hare e gli articoli di Marietan su questo blog, tra i quali https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/09/01/personalita-psicopatiche-hugo-marietan-parte-i/ per comprendere che l’educazione c’entra fino a un certo punto. E’ ovvio che da ‘bravi psicopatici’ utilizzeranno una valanga di scuse e avvenimenti del passato per giustificare i loro pessimi comportamenti, tra i quali: mamma e papà non mi hanno mai amato, sono stato vittima dei bulli, sono stato abusato, sono cresciuto da solo e via col tango. Può darsi che tutto questo sia davvero capitato nella vita dell’ individuo psicopatico, ma se andiamo ad approfondire il quanto loro soffrano da adulti per le terribili tragedie infantili o maltrattamenti che gli sono davvero capitati, restiamo sbalorditi per la loro freddezza e ci rendiamo conto che in nessun momento della loro esistenza hanno provato a elaborare l’ipotetico trauma oggetto della loro ‘sofferenza’. Sono persone che non imparano niente dalla vita e che non hanno alcun rispetto per loro vissuto, usato unicamente come scusa perfetta per accalappiare nuove prede da sfruttare. Quando un’individuo non ha una coscienza (aspetto definitivamente dimostrato grazie all’evoluzione delle neuroscienze) l’apprendistato gli scivola addosso come saponetta. Soltanto le persone comuni sono in grado di imparare dalla propria storia, ecco la differenza rispetto a un individuo psicopatico, non a caso molti terapeuti che credono ancora sul loro ricupero azzardano dire che la terapia comportamentale è l’unica in grado di ottenere scarsi effetti su di loro, soluzione che a mio parere è un modo poco efficace per tenere a bada una belva che lotta quotidianamente per contraddire la propria natura soltanto perché qualcuno la vuole ‘addestrare’ (come se un narcisista perverso avesse l’umiltà di riconoscere di aver bisogno di aiuto oppure di accettare l’autorità di un curante!). Cara, elaborare i propri traumi infantili con tanto di letture, terapie e dialoghi interni è roba da esseri umani. Loro, purtroppo, hanno soltanto l’involucro simile al nostro e quindi quando ti dicono di voler cambiare possono essere assolutamente sinceri IN QUEL MOMENTO, tuttavia, appena ti scaricano a casa e girano l’angoletto UBBIDISCONO ALLA LORO NATURA. L’ultima questione sollevata: perché in Italia siamo così indietro? Basta pensare allo stereotipo del maschio italiano per comprendere come mai c’è questa reticenza nel trattare un tema così importante. Riflettiamo anche su di una certa cinematografia di un determinato periodo che raffigurava ‘uomini’ che non valevano un bel niente (‘belli e dannati’, mascalzoni latini, farfalloni), ma che facevano ‘innamorare’ le donne strappandole dagli individui ritenuti ‘noiosi’ nonostante le facessero tanto soffrire… Non a caso, il prof. Juan José Ipar, del quale ho tradotto l’articolo https://artedisalvarsi.wordpress.com/2016/11/04/morale-perversa-edonismo-e-trasgressione-prof-juan-jose-ipar/ afferma che il film che meglio raffigura lo psicopatico quotidiano è “Il sorpasso” di Dino Risi. Grazie a te per la domanda!! Un abbraccio.

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      1. Grazie infinite Claudileia, é incredibile come tu riesca a spiegare in modo chiaro cose per noi nebulose, come se avessi un binocolo a infrarossi che ti permette di vedere nel buio in cui noi ancora brancoliamo. Quindi se ho capito bene dei genitori np non generano per forza un figlio np, cioè non c’é né un collegamento genetico né un collegamento dovuto all’imitare comportamenti nefasti. Possiamo pero’ ipotizzare che le vittime degli np abbiano avuto più spesso degli altri almeno un genitore np, un po’ come le donne picchiate spesso sono figlie di padri violenti e quelle che si innamorano di alcolizzati figlie di alcolizzati ?
        Ti auguro una bellissima giornata !

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  6. Buongiorno a tutti
    in questi giorni mi tormenta l’idea che sia necessaria tutta questa ulteriore sofferenza per dimenticare ed andare avanti.Dopo otto anni di violenza e otto mesi di separazione ancora questo maledettisimo malessere dentro…Vorrei sapere che almeno anche la sua mostruosita’ ha subito un colpo,ammetto che mi farebbe sentire un tantino meglio vederlo mangiarsi le mani per aver perso me e sua figlia…ma lui squallido giornalista televisivo e’ beato sul suo palco,finche’ c’e quello sta una favola..!..Perche’ mi ha voluta cosi tanto e massacrata anche di piu?’..Non si faceva lasciare..tutto come da copione..ed ora ogni corteggiatore mi sembra la sua ombra,assurdo..una droga..non lo rivorrei mai eppure non riesco a disintossicarmi..Ho il terrore di rimanere incastrata in questo stato..ho 35 anni ..si guarisce?..sono danni irreparabili?..e pagheranno mai un prezzo per il male seminato?..
    Grazie a tutti,un abbraccio

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    1. Ciao, noi possiamo condividere le nostre esperienze, Claudileia potrà donarti una analisi più profonda. Io credo che tu abbia vinto, liberandoti di un narciso di tali proporzioni: quindi loser lo cancellerei. Poi dici che non lo rivorresti mai più, una decisione chiara e fondamentale che a me, quando la ho assunta, ha cambiato il modo di affrontare le giornate. Anche per me sono passati circa otto mesi, credo non sia abbastanza: ci vuole più tempo e tanto impegno verso una consapevolezza profonda. Sei giovane, di certo ti disincastrerai da questo stato: anche io a volte mi sorprendo a sperare che le accada qualcosa di negativo, ma so che non va bene: fa male a me, in primis, augurarle giorni bui. L’indifferenza totale è molto più sana, benché più difficile da raggiungere. Credo se ne possa uscire in quasi tutti i casi, abbi fiducia in te stessa e nelle persone buone che certamente incontrerai.

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    2. Buongirno beautifuloser,
      non sò quanto possa esserti di conforto, ma provo i tuoi medesimi sentimenti… Sono purtroppo naturalissimi quando si ha una storia con questi esseri. Perchè si tratta di esseri e non di uomini. Immagino che avendo una figlia, non puoi stabilire un no contact totale. Il consiglio che ti posso dare è leggere tantissimo sull’argomento, confrontanti, scrivere su questo blog quando hai bisogno di conforto, e anche per confortare attivamente. Gli amici e i familiari purtroppo non sempre riescono a capirci, ci considerano pazzi, non capiscono che la nostra non è stata la solita storia di amore che finisce. Ti consiglio di guardare qualche puntata di “amore criminale”, vedendo la fine tragica che hanno fatto donne che hanno vissuto con questi esseri, lo spirito di conservazione dovrebbe aiutarti a farti sentire scampata a chissà quale atrocità futura. Considera una fortuna che il tuo ex abbia questo particolare lavoro in televisione, finche ha un palco che lo ammira desisterà dal compiere qualche azione pericolosa nei tuoi confronti. Spera che trovi un’altra, così sarà focalizzato su lei e ti lascierà vivere. Un consiglio: attenzione alle parole che gli rivolgi quando sei costretta ad interagire con lui, cerca di non offenderlo, fagli credere che continui ad ammirarlo, non adularlo, cerca di mettere meno sentimenti possibili nelle vostre interazioni, quando loro non vedono in noi riflessa la loro immagine di grandiosità, cominiciano ad immaginare come annientarci. Loro sono attenti al tono di voce, allo sguardo, sono incerdibilmente infastiditi, ma non è un fastidio che li porta ad autoesaminarsi, è un fastidio che li porta a desiderare di farci del male… meglio non alimentarlo, la tua incolumità fisica è fondamentale, hai una figlia da crescere. Leggi libri su manipolazione, narcisismo, vedrai che comincerai a prevedere le sue risposte e le sue mosse … in questo modo passerà tutto il suo fascino. Se vuoi raccontaci la tua storia, può essere utile a te, perchè ci darai elementi per aiutarti nei momenti giù, e a noi che possiamo ritrovarci.
      Coraggio! Serve tempo, studio, ma ce la farai!

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      1. Cara Sara,qualche post piu giu ho accennato qualcosa sulla mia storia,il livello di disumanità raggiunto è altissimo,ne avrei tante da raccontare..come ognuno di noi qui dopotutto.. purtroppo!..amore criminale come ho gia scritto lo guardavo e trovavo spesso delle analogie ..ma il fatto di cronaca in cui piu mi sono immedesimata è quello della stilista di Milano che si è impiccata dopo l ennesima litigata in cui lui le ruba le chiavi di casa,la costringe ad ascoltare e subire..(D.mi inseguiva in ogni angolo io tentassi di rifugiarmi urlando cose crudeli e meschine fino a quando non cominciavo ad urlare e a strapparmi i capelli..si,stavo impazzendo)..il compagno della stilista è stato accusato di “istigazione al suicidio”.Esattamente quello che poteva capitare a me,non mi avrebbe uccisa,mi avrebbe portata alla follia e poi si sarebbe scrollato la polvere di dosso senza farsi scrupoli e soprattutto mantnendo integra la sua immagine

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      2. Anche io sono convinta che l’obiettivo finale era portarmi alla follia. Si è trattato di un processo lento, durante il quale ha progressivamente intensificato le sue restrizioni nei miei confronti (ovviamente non erano mai restrizioni ma mie iniziative spontanee, poiché lui si limitava a disapprovare i miei comportamenti ed io per apparire migliore di quella che ero, rinunciavo a vivere una vita normale). La cosa allucinante era l’incoerenza tra quello che mi chiedeva a gran voce e come invece si comportava… e per ogni mia richiesta di spiegazione aveva una risposta altrettanto inaccettabile che finivo per accettare per sfinimento.
        L’ultima ciliegina sulla torta è stata vederlo partecipare ad una corsa con la donna con la quale mi aveva tradito qualche mese prima (ovviamente lei ignara della nostra storia) e giustificare la cosa dicendo “l’alternativa era non partecipare affatto o partecipare da solo”…
        Mi ha umiliata, trattandomi come una stupida. Se avessi continuato a stare con lui avrei finito per accettare qualsiasi cosa.

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      3. Carissima Olga, quando studiamo il linguaggio utilizzato da queste persone, riusciamo a capire perfettamente il grado di follia della loro personalità. La lingua è tutto per loro. Il dire per non dire, i puntini e le sospensioni, il famoso “poi te lo dico”, “non me lo ricordo, boh!”… tutto questo è indice di un mente profondamente disturbata. Non sentirti umiliata per niente di ciò che ti abbia detto, perché niente è reale. Sì, certo, andasse pure a correre con la sua povera compagna di letto, chissà se anche lei si sveglia e corre oltre l’arrivo, verso la linea dell’orizzonte, verso l’infinito…lasciandolo indietro, of course! Abbracci!!!

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      4. Io adesso riesco a capire anche l’assurda dinamica del diventare come lui. Diciamo che se concentro la mia attenzione sul disagio che sto vivendo e sul dolore che mi ha provocato, rischio di volermi vendicare con lui, mostrandogli una me stessa felice, consapevole dell’inganno subito e già fuori dalla sua rete, ma così non è. Sono estremamente vulnerabile e sento di dover vivere questo dolore, leggendo, scrivendo, vivendo la mia vita reale. Credo di essere al mio terzo o quarto tentativo di distacco da lui. Nelle ultime volte gli ho esternato la mia infelicità con lui e la rabbia forte per quello che mi ha fatto. Lui mi ha detto queste testuali parole: è come se dentro di te ci sia una seconda Olga che ti dica “ehi, quell’uomo è malvagio… non fidarti!”
        Ci ha sempre visto bene, ecco perché penso che lui sappia perfettamente di essere un narcisista o di avere dei tratti spiccati di narcisismo e forse potrei non essere la prima vittima che lo smaschera.

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      5. Cara Olga, lui non “ci ha visto bene”, la sua affermazione appartiene alla psicologia da due soldi che usano per fingere di capire cosa proviamo. È evidente che ogni rapporto affettivo si basa sulla dualità amore-odio. Dopodiché tu gli avrai detto mille volte: “non mi fido di te” ma poi ci andavi a letto lo stesso, sperando che fosse la volta buona. Una volta scoperto l’inganno l’odiavi e ti odiavi fino al prossimo turno. Carissima, siamo noi che attribuiamo a queste persone poteri che non ne hanno. Per sapere cosa prova una persona e “vederla bene” è necessario ESSERE UNA PERSONA NELLA SUA INTEREZZA, e non soltanto un simulacro. Tu non devi fare alcun teatrino per dimenticare il tuo dolore. Lascia a loro l’intero palcoscenico. Cura ogni tuo pensiero pulito come se fossero figli amati e attesi e vedrai che il vampiretto andrà a succhiare altri colli inconsapevoli. Un abbraccio e una collana d’aglio a te!

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    3. Carissima Beautiful, la risposta è sì: la sofferenza serve. La buona notizia è che si tratta di una sofferenza diversa dalla procurata dal tuo ex prototipo di Pippo Baudo. Avresti potuto restare nella sofferenza del tradimento, della presa in giro, della menzogna e della miseria umana che il soggetto ti regalava, ma hai scelto il dolore della crescita ed è proprio questo che ti farà diventare una gran donna in futuro, anche agli occhi di tua figlia. Carissima, se si tratta di un n.p. lui è assolutamente convinto che sei tuttora nel suo giro e che ti può riprendere quando vuole. Nella sua testa quale donna in sana coscienza può disdegnare un bellone di successo come lui? Ecco perché non si mangia le mani come t’immagini nemmeno quando pensa a sua figlia. Grazie a questa sua convinzione, a questo delirio di onnipotenza tipico dei personaggi dello spettacolo il tuo ex NON SOFFRE per la vostra perdita. Fa male, certo. Ma mica tanto quando impari che sei stata tu a guadagnare quando lui vi ha finalmente lasciato in pace. Perché ti ha voluta così tanto? Hai presente un bimbo che vede un giocattolo in tv e lo chiede a Babbo Natale come se fosse il miglior giocattolo del mondo? Cosa accade quando Babbo Natale finalmente lo porta? Dopo una settimana, un mese al massimo, il bambino si stufa e ne adocchia un’altro e un’altro ancora…e finché non crescerà sarà così, scostante e seriale. La questione è: un soggetto n.p. non cresce, cara, perché destinato a recitare lo stesso copione per sempre e a prescindere della persona che avrà la disgrazia di cadere nella sua trappola. Certo che non si faceva lasciare da te! Figurati se ti lasciano andare dopo il lavaggio del cervello che ti hanno fatto! E’ una questione di ‘principi psicopatici’. Se ti dai alle gambe vuol dire che hanno lavorato male su di te e che non sono così abili nel manipolare gli altri, quindi la tua consapevolezza su ciò che davvero sono diventa un’enorme sconfitta per loro. Non ti amano, non ti vogliono, anzi, ti odiano e ti disprezzano ma ti vogliono nel giro per dimostrare a loro stessi di esseri dei veri maestri del raggiro. Anche se te ne vai senza dire nulla per loro è un fallimento: il vero successo è renderti depressa, disperata, piangente, ossessionata. L’obiettivo? Fornire un po’ di adrenalina alla loro vita piatta e monotona quando tempesti loro di chiamate disperate, ad esempio. Non lasciarti impressionare dalla vita apparentemente patinata che fa il tuo ex: è una persona vuota che ha bisogno di un palcoscenico per darsi le arie (mi sa che ti ho già scritto questa cosa qua) altrimenti si sente nessuno. Guarda che de-personalizzare qualcuno COSTA, eh? Ci vuole impegno e costanza per addomesticare uno schiavo e poi mica puoi lasciare il tuo capolavoro agli altri senza castrarlo completamente, senza renderlo arido e amaro, senza che lui tenda ad annientarsi per conto suo… Ogni barlume di vita va tolto allo schiavo prima dell’abbandono e guai a lui se si dimostra sollevato per la libertà che concedono con tanta fatica: ritornano per farlo pagare con la vita o quantomeno con la distruzione di tutti i suoi rapporti più cari. Hai 35 anni e una figlia splendida, vuoi più fortuna di questa? Certo che si guarisce e certo che il danno è riparabile. Ma serve un’inversione totale di valori da parte tua per comprenderlo. Ti sto chiedendo di smetterla di ammirare il tuo ‘Pippo’ se vorrai guarire; oppure di continuare a pensare che la tua vita assieme a lui sarebbe meravigliosa e patinata se vorrai condannarti definitivamente a vivere nell’ossessione. Pagheranno mai il prezzo per il male seminato? Prova a immaginarti con una maschera attaccata alla faccia senza che nessuno conosca la tua vera identità e prova a levartela quando sei da sola per cercare di comprendere perché nessuno ti accetta così come sei… Cosa immagini di vedere? Tutto, tranne una bella persona. E’ l’immagine di un mostro anestetizzato ciò che vedono, per questo tendono a ingozzarsi di relazioni che si sovrappongono, di innumerevoli programmi e progetti grandi e piccoli che li tengono occupati 24 ore su 24. Insomma, vedresti un’immagine non bella che ti farebbe paura e quindi indosseresti nuovamente la tua maschera per mimetizzarti tra i poveri mortali che sfrutti e che hanno il privilegio di comprendere il funzionamento e il sapore delle delizie concesse agli umani come l’amore romantico, il piacere del sesso fatto con trasporto, la tenerezza struggente che si prova per un figlio che cresce… Insomma. Ti sembra una vita felice? Lascialo cantare, ballare e suonare nel suo palcoscenico con un paio di veline bellissime aspiranti a… C’è del trash in tutto ciò e mi auguro che tu prima o poi te ne accorga. Un abbraccio gigante a te e alla piccola!

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      1. Claudilea che analisi lucida, impietosa ma assolutamente reale. sono agghiacciata ancora ora, distanza di tre anni dalla fine, a leggere questo quadro mostruoso. Però confessa…anche tu hai avuto a che fare con un Np vip sennò non potesti descriverlo così bene 😄 !! Sto scherzando ovviamente! un forte abbraccio e grazie

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    4. Ciao :-). Un piccola opinione . Se si continua a rimanere incastrati nel desiderio del validamento del nostro dolore da parte di una personalità, allora facciamo prima ad arrivare a Aplha Centauri.
      La guariggione passa dal distacco. All’inizio c’è l’ossessione , il desiderio di vendetta e la rabbia assoluta. Ma poi piano ,piano , l’ossessione passa. A me è durata un anno .Le scrivevo sempre per rabbia dopo essere stato preso per i fondelli e poi sputt… to ,ma sinceramente non la rivolevo e non volevo nemmeno parlare per chiarire qualcosa. Mi faceva sempre più schifo finchè ,nemmeno quello. Si ,provo ribrezzo per il tipo di persona che è .E finalmente non sono più il solo a dirlo ,tante scimmie volanti hanno aperto gli occhi. Ma a poi chi se ne frega se pagheranno o no?
      Hai ancora 35 anni , sei giovane e da quello che ho letto pure una bella donna e anche piacevole come persona. Non ti avrebbe scelta mai se non avessi questi “requisiti minimi” . Ma non sono tutti come lui , ri impara a vivere ,a farti cortegggiare , ehi durante il corteggiamento se ne dicono un sacco di b… belle parole 😉 ma non per questo sono o siamo tutti psicopatici ,fà parte del gioco dell’ Eros. Prenditi il tuo tempo. Ciao 🙂

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    5. Cara Beautifuloser rimango allibita dalle tue parole…se non fossi abbastanza sicura (ma uso il condizionale perchè da queste persone ci si può aspettare di tutto) che non stiamo parlando della stessa persona, direi che siamo state insieme allo stesso mostro. anche il mio ex fa parte del mondo della tv….incredibile ma vero. Se hai letto poco sopra, la mia storia è ovviamente simile alla tua. Come ho scritto se ne guarisce cara, a costo di sofferenze atroci ma se ne può uscire. ti auguro con tutto il cuore che per te avvenga prima di quanto ho impiegato io, hai una figlia e questo è un grandissimo motivo per farsi forza. io ero da sola e tutto era ancora più difficile. Purtroppo, a differenza dei nostri “colleghi” che hanno raccontato qui la loro esperienza, io non ho potuto attuare più di tanto il NO contact perchè appunto me lo potevo trovare davanti accendendo la tv…quindi credo che per noi la situazione sia stata ancora più difficile e assurda. direi, a questo punto, che si potrebbe scrivere un capitolo apposito per i NP “vip”!! e studiare anche il motivo per cui scelgano, cosa mi sono domandata da sempre, una donna qualunque, lontanissima dal loro “mondo” per attuare il loro piano malvagio. La spiegazione non è poi così difficile, comunque. Per quanto a me non fregasse niente del lavoro che faceva e non avessi mai cercato favori per eventualmente entrare nel suo giro (ho il mio lavoro e la mia vita super anonima che non avrei mai lasciato perchè sto bene così! e la conoscenza di lui è stata assolutamente casuale), è indubbio che fossi ancora più “annebbiata” dal suo fascino e lusingata dal fatto che lo avessi colpito nonostante il mio essere un tipo del tutto insignificante in confronto alle persone che di solito frequentava. e su questo probabilmente puntava per farmi sentire ancora di piu uno zerbino ai suoi piedi.
      ti mando un abbraccio e se hai bisogno ci sono 🙂

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      1. Non so cosa dire..non sono abituata a sentire cosi tanto e sincero interessamento…vi ringrazio tutti,Claudeila,Guglielmo,Ilaria,Yuri,Sara…devo cambiare pseudonimo..bella ma perdente era quello che sentivo ripetermi continuamente..quando avevo 15 anni lui mi amava gia,diceva..ci conosciamo da una vita e sa cosa ho passato,madre sparita per anni,padre giocatore d azzardo che ci ha portati al tracollo,donne che andavano e venivano dalla mia casa..sono sopravvissuta a tutto e pensavo che lui per questo mi avrebbe amata ancora di piu,che avrebbe curato le mie ferite..”nemmeno tua madre ti ha mai voluto,sono l unico coglione che ti sopporta,fallita!”..quando aspettavo Amanda poi..un giorno si uno no non mi voleva piu..eppure ogni volta che lo lasciavo me lo ritrovavo sotto casa piangente e smagrito in ginocchio a parlarmi della nostra famiglia,quella che non avevo mai avuto e che avrei finalmente conquistato…era bello,sportivo,intellettuale e brillante..e mi faceva sentire la prescelta tra tutte le donne che avrebbe potuto avere..”..ma preferirei litigare tutto il gg con te piuttosto che passare il tempo con qualsiasi altra donna “..”mi hanno fatto capire che sarebbe finita in albergo con le modelle ma io voglio stare con te”..poi se non veniva all ennesima ecografia ee mi permettevo di mettere il muso usciva fuori il mostro”che sei handicappata?..”..mi ripeteva anche che avevo il male dentro,il demonio,che dovevo pregare!.faceva uso di cocaina fumandola con mia figlia appena nata di la in camera,e se cercavo di impormi mi cacciava di casa con la neonata…me ne sono andata,fortunatamente potevo permettermi una casa e ho cresciuto Amy da sola..ma quando aveva un anno circa ho ceduto e ci ho riprovato…Ovviamente non è cambiato nulla..anni di inferno..insonnia cronica,canne di prima mattina,cocaina non piu..eppure in televisione ed in società è cosi efficiente..!..a volte desidero sputtanarlo,ho anche delle prove scritte delle sue dipendenze..ma non devo,lo so..una maschera incredibile..”amore criminale”lo guardavo sempre(di nascosto perche avrebbe avuto da ridire)..ho anche scritto alla redazione..perche paradossalmente il mio “barbablu”fa servizi sul sociale proprio su Raitre(che perla d uomo!! :-))..scusate se mi sono dilungata cosi tanto,grazie ancora di cuore

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      2. Cara Virginia, ultimamente mi arrabbio raramente, però… sapere che questo soggetto fa servizi sul sociale in tv e vi ha trattato così male mi fa saltare dalla sedia tre metri sopra il computer!!!! Comunque, scrivevo pure a Leni che quando un soggetto fa uso di coca è difficile comprendere se è disturbato oppure se agisce sotto l’effetto o in concomitanza con una crisi di astinenza della sostanza. In ogni caso, se si tratta di un n.p. cocainomane tu e tua figlia siete salve per miracolo. Le frasi che hai usato per descriverlo sono TIPICHE dei soggetti n.p. quando insinuano che avrebbero pure di meglio ma, guarda caso, sono contentissimi di essere proprio con te! Schifo dello schifo. Tantissima solidarietà e tanti baci alla tua piccina che con un ‘padre’ così è meglio credersi orfana. Ps: non sputtanarlo in vano, ma in tribunale se un giorno tornerà alla carica.

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      3. Ilaria mi farebbe davvero bene confrontarmi con te…se vuoi possiamo scriverci,e magari chissà,se abiti a Roma anche prenderci una tazza di thè prima o poi..la mia mail è mygipsybaby@gmail.com
        Buonanotte

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      4. Cara Ilaria, non scelgono una ‘donna qualunque’, ma una persona con delle caratteristiche che nel loro mondo narcisistico sono introvabili, cioè, una persona che non ama molto apparire e dotata dell’introspezione e della capacità di analisi che loro non ce l’hanno. Spesso nel cosiddetto ‘mondo dello spettacolo’ i rapporti si basano sullo scambio di interessi e sulla superficialità. Es. molto generale: io canto-tu suoni oppure io ballo e tu sei un coreografo… Anche quando il rapporto inizia basato sull’affetto reciproco, se entrambi hanno una visione di mondo fin troppo patinata, prima o poi spunta la competizione e le altissime aspettative nei rispettivi confronti. Questo stress non avviene quando ‘l’artista’ si mette con una persona che non c’entra nulla con il suo mondo, di modo che non deve promettere niente alla malcapitata e tanto meno lei ha delle aspettative lavorative nei suoi confronti. La tua analisi è giustissima.

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  7. Buongiorno,cara Claudelia e a voi cari compagni che cercate di superare come me la sofferenza che si prova dopo una relazione con questi esseri malvagi. Io dopo una vita insieme attuo da un anno il no contat. Credo che Claudelia abbia ragione a dire che ci vuole tempo per riprendersi dopo che la nostra psiche è stata violentata ingannata tradita maltrattata. Io dopo un anno sto cercando da sola con l affetto delle mie figlie e della mia famiglia di andare avanti, ma ancora mi sveglio al mattino con un magone dentro che non mi permette di apprezzare anche le piccole cose della vita. Ho momenti in cui mi rendo conto che devo lottare andare avanti altri in cui mi sento triste malinconica amareggiata depressa. Mi auguro che questa sofferenza inutile per chi ci ha tolto la gioia di vivere passi, è quello che più desidero vivere, vivere tornaando a sorridere. Lo auguro a tutti noi un abbraccio forte a tutti e a te carissima Claudelia.

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    1. Così sarà, cara Mimma! Grazie per le parole piene di affetto sincero. Pensa che il tempo che ci vorrà per riprenderti non sarà sprecato nel tentativo di salvare un individuo che sa unicamente danneggiare il prossimo. Hai delle figlie che hanno bisogno di esempi positivi maschili. Dopo tanto patimento la miglior ricompensa è la vostra serenità. Un abbraccio fortissimo a te e alle tue ragazze.

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      1. Claudeila visto che non sono sicura di aver risposto seguendo il giusto ordine dei commenti,ci tengo a ringraziare ancora te e tutti coloro che mi hanno ascoltata e tenuta in considerazione..
        P.s..io detesto il mondo dello spettacolo,la vita mondana e patinata..mi hanno sempre messo ansia e lasciato un senso di squallore addosso..io sono un animale selvatico che ama tutt altro ambiente..ma lui mi diceva che il suo mestiere è raccontare storie,che di apparire non gliene frega nulla(eeeehhh…come no)..

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      2. Carissima Virginia, l’immagine è tutto per queste persone. Prendo un pezzetto di Lowen sul mondo dello spettacolo: “Le luci, la musica e l’attività frenetica bombardano i sensi sopraffacendo il senso della realtà. La gente ha bisogno di questa stimolazione: serve per sentirsi vivi. E questa è la natura del nuovo edonismo, che non è ossessione del piacere, ma ricerca di stimoli e sensazioni per vincere la mancanza di emozioni nel proprio corpo (…) Il concetto di eccitamento negativo è pertinente al problema narcisistico. Come chiunque altro, l’individuo narcisista ha bisogno di eccitazione, ma avendo negato i propri sentimenti non può trovarla nel desiderio e nella passione. La ricerca allora nella sfida al gioco, nella lotta per il potere e nelle situazioni di pericolo: in quelle situazioni, insomma, in cui si sente minacciato – minacciato di perdere denaro, potere, la vita – e in cui le sue capacità gli consentono di sconfiggere questa minaccia”. p. 193 (Il narcisismo, l’identità rinnegata)

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      3. Cara Clauudeila,la cocaina enfatizzava il suo lato peggiore,potevo capire che ne aveva fatto uso il gg dopo dagli scatti d ira e le paranoie ancora piu accentuate..sicuramente per un lungo periodo avrà evitato..ma la sua perversione e la sua crudeltà sono sempre rimaste li..un altra contraddizione allucinante era la sua morbosa gelosia nei miei confronti,a volte mi controllava persino la biancheria intima(in cerca di non so cosa),mi faceva pagare con insulti o rancorosi silenzi se andavo a fare la spesa al mercato(vai a fare la tr.. anche oggi al mercato)..e poi lui si mostrava seduttivo con tutte,anche in mia presenza,non riusciva proprio a farne a meno evidentemente.. se mi arrabbiavo mi dava della fuori di testa,della gelosa invidiosa…”sei una malata di mente,una psicopatica,fatti curare”..”rimarrai sola a vita se mi lasci..brava…vuoi fallire anche in questo Virginia..”..”buttati dal ponte,fai favore anche a tua figlia,che si accorgerà come me di chi sei”..in tutto questo però pretendeva rapporti sessuali quotidiani,rapporti in cui non c era un prima ne un dopo..zero preliminari e neanche un minuto di contatto dopo aver terminato..e non mi lasciava,ho provato mille volte ma era sempre lo stesso copione..minimizzava tutto,faceva leva sulla mia solitudine e sul suo amore folle,sul fatto che avrei tolto un padre alla nostra bambina..un incubo

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      4. Cara Virginia, non si trattava di gelosia ma di controllo. Ci sono differenze sostanziali! Questi soggetti quando perdono il controllo sulla persona che, ovviamente, vedono come un oggetto, vanno in tilt. Cercava di indurti al suicidio, Dio mio… Ci credo che hai messo un po’ di tempo per ritrovarti! L’induzione al suicidio con il disamore, la violenza psicologica o la svalutazione continua è il loro trionfo. Dopodiché vanno in giro a dire “Quella era pazza, non vedi che ha provato pure ad ammazzarsi per me?! Era labile. Non sapevo come liberarmene perché era fragile…”. Rendono fragili le persone forti e poi ci godono, solo così si sentono grandi.

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    2. Resisti, Mimma. Credo tu non possa, come alcuni di noi, attuare un no-contact totale per via delle figlie in comune, o sbaglio? Ad ogni modo leggi, leggici, scrivi, scrivici. Abbiamo tutti bisogno di una parola di conforto che sia anche esplicativa. Chi ha avuto più tempo di noi dice che se ne esce, scrive di aver ritrovato la serenità e senz’altro è vero: noi ci arriveremo. Capisco cosa provi perché sono anche io ancora sull’altalena emotiva, tuttavia sta rallentando e presto rimetterò i piedi a terra e potrò sdraiarmi su un prato a respirare il profumo della terra e dell’erba, gioendo. Un abbraccione grosso e corale.

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      1. Grazie Guglielmo, si che resisto la mia dignità e il mio amor proprio non permetteranno mai più di essere calpestata da un essere ignobile. Le mie figlie sono abbastanza grandi anche loro hanno vissuto l inferno. Hanno scelto di non avere più contatti con il padre io credimi non ho interferito. Lui non ha mosso un dito se non messaggi banali o mortificazioni telefoniche o citofonate alle quali non abbiamo mai più risposto. Le ragazze non hanno voluto più vederlo. Ma sai, lui,il grande avvocato stimato apprezzato adulato applaudito da tutti non si abbassa a cercare chi non lo vuole più comprese le figlie. Non prova amore nemmeno per le figlie. Mi dispiace a volte quando ci penso ma poi questo mi dimostra quanto è un povero malato patologico che non prova nessun sentimento. Fortunatamente le mie figlie stanno bene non vivono più nell ansia hanno scelto di vivere una vita serena anche con poco, ma sana onesta dignitosa e vera. La sofferenza che provo adesso è tanta, ma stringo i denti, resisto, cerco di andare avanti. Bisogna accettare di aver vissuto, come dice Claudileia , con il NULLA. Un abbraccio forte a tutti.

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      2. Sono sconcertato. Le figlie non lo vogliono più nemmeno vedere, per propria scelta consapevole, data l’età. Dunque si sono rese conto di chi sia il padre e lui accetta questo senza fare una piega. Faccio una fatica tremenda ad immaginare che esistano persone simili. Hai tutta la mia stima e la mia solidarietà, Mimma, per il coraggio con cui affronti la vita con le tue ragazze. Brave.

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  8. Sarebbe così bello formare in ogni città un gruppo di ascolto per confrontarci, siamo tante, e abbiamo tutte i medesimi sintomi. Giorni alterni di dolore, anima rubata, cambiamento totale di personalità… E’ un problema serio, questi uomini o donne sono un epidemia sconosciuta. Da ragazza sentivo spesso dire di stare attenta a chi ti proclama amore dopo poco tempo, ma sottovalutavo il problema, nessuno spiegava il perchè si dovrebbe stare attenti. Quanto vorrei dire alle ragazze giovani nelle scuole che esistono questi predatori, indicargli come riconoscerli, e fargli capire quali sono le gravi conseguenze a cui si va incontro. Se me lo avessero detto, non avrei abboccato all’amo con un pesce. Ogni volta che ho vissuto un esperienza d’amore anche se dolorosa ho sempre detto che l’avrei rivissuta, quella con loro, con il mio ex non la rivivrei più, se potessi tornare indietro non gli permetterei di sfiorarmi nemmeno con un dito. Sapendo che non era amore, era solo possesso …. Io sono sempre stata attenta a non utilizzare nemmeno provare droghe, fumo, o alcolici in eccesso, perchè ho sempre temuto le dipendenze… Non sapevo che esistessero persone tossiche, da cui stare lontano perchè possono essere una droga, ti rendono dipendente da comportamenti nocivi…. Come si parla a scuola della pericolosità delle droghe si dovrebbe parlare di loro..

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  9. Cara Claudileia non smetterò mai di ringraziareti per i tuoi impagabile articoli. Anche questo è eccellente. In essi ho trovato la mia bussola,non essendo riuscita a trovare dei terapeuti preparati per curare un trauma così devastante. Ho anche cercato dei gruppi di auto-aiuto ma nella mia zona di essi non c’è traccia. Trovo interessante la proposta di Sara di formare in ogni città dei gruppi di ascolto. Occorre passare dalle parole ai fatti . Come Ilaria anch’io sono orgogliosa di me,per essere riuscita fino ad oggi è da circa 2 anni a mantenere il contatti zero con il mostro. Ma il mio cervello non sempre la pensa così e me lo ripropone ossessivamente. È ancora una lotta estenuante tra la mia razionalità ed il mio cuore, gettato dal mostro nel tritacarne e che poi si è dissetato col suo succo. Con questa cruenta immagine il mio corpo ha vissuto la fine del rapporto con il NP. Sono sopravvissuta ma ho un deserto dentro. Devo umilmente ammettere di essere stata una complementare perfetta ,ringrazio Marietan che me l”ha fatto capire. L’altro giorno pensavo di vendicarmi di lui ,accanito tossicomane e anche spacciatore ,mandando una lettera anonima ai carabinieri informandoli della sua attività illecita. Poi mi sono detta che se l’avessi fatto , sarebbe stato come tenerlo ancora in vita dentro di me , mentre io voglio liberarmi totalmente di lui. Non smetterò mai di augurargli tutto il male possibile

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  10. Grazie Claudileia per la poesia…mai lessi parole più vere!
    Io penso che questi soggetti siano per noi che abbiamo vissuto relazioni così tossiche, come un tatuaggio sulla pelle… Non possiamo pensare di eliminarli con un coltello asportando la parte..sarebbe impossibile! Semplicemente dobbiamo lasciare che si scolorisca piano piano. Non ci dimenticheremo mai di questa esperienza ma, penso che invece sia fondamentale dare loro il giusto valore …cioè ZERO e fare tesoro di ciò che ci hanno insegnato, vale a dire comprendere ciò che non vogliamo. Lo so che ci si sente devastati per tutto quello che abbiamo subito, ma dobbiamo staccarci da questo ruolo di vittime nel quale il/la N. P. ci hanno relegate/i! Non dimentichiamoci che siamo state/i scelte/i proprio perché valiamo molto sotto tutti i punti di vista, quindi credo che sia fondamentale riappropriarci del nostro valore e della nostra autostima che gli N. P. con uno stillicidio costante di violenza psicologica, ci hanno minato. Scrivo tutto questo perché’l’ho provato sulla mia pelle ed ogni giorno mattoncino dopo mattoncino…mi sto ricostruendo. Considerato che questo disturbo di personalità è sempre più diffuso, (ho letto quello che avete scritto in merito agli uomini di spettacolo, l’N. P.
    con il quale avevo avuto a che fare invece veste una divisa), sarebbe opportuno, come scrivete, parlarne nelle scuole e se non erro questo avviene già negli USA. Nel nostro paese sembra invece che si debba quasi tenere nascosto, nonostante parecchi fatti di cronaca abbiano fatto emergere come il fenomeno si stia diffondendo anche da noi.
    Volevo anche dire a Tiziana che come lei, anche io avevo avuto la tentazione di vendicarmi, ma da persona sana mi ero detta che non ne valeva la pena, mi sarei abbassata alla sua pochezza calpestando la mia dignità. Inoltre auguravo al mio ex N. P. le cose peggiori, bene Vi posso dire che uno dei segni tangibili dell’inizio della mia guarigione è il rendermi conto che qualsiasi cosa lo riguarda, non mi interessa più. Sto ri-imparando a volere bene a me stessa e, dopo tutta la sofferenza di qualche tempo fa (voi tutti sapete bene di cosa parlo), mi viene da paragonarmi ad un’imbarcazione che dopo essere passata in mezzo ad un uragano oggi naviga in un mare quieto verso un nuovo giorno, con all’orizzonte gli spettacolari colori dell’alba ed il sole che sorge.

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  11. Grazie Claudileia delle belle parole per me. E’ vero, scelgono una persona introspettiva, con una spiccata sensibilità e lui questo lo sapeva bene (l’ho conosciuto grazie al volontariato che facevo in un’associazione per disabili). sembra proprio che mi abbia scelto sadicamente…queste persone andrebbero sputtanate, sono d’accordo. purtroppo io non l’ho potuto fare per non farci andare di mezzo altre persone, ma la vita il conto prima o poi lo presenta anche da sola. e così è successo…adesso, per vari motivi (sia lavorativi ma non solo), non se la sta passando tanto bene ed io non mi vergogno a dirlo sono felice di questo.
    Per Virginia: non sono di Roma, lui ovviamente sì…ma ti contatterò.

    una saluto a tutti cari compagni di sventura

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  12. Cara Ilaria,
    Anche io come te mi sono sempre domandata perche “me”..la mia indple introspettiva non l ha mai interessato realmente,ho tentato infinite volte ad andare piu a fondo nella comunicazione,a ricercare un intimità,una conoscenza vera e profonda l uno dell altra..eppure non sono mai e dico mai riuscita ad ottenere qualcosa di appagante in questo senso…mi.sentivo estremamente frustrata,perche io ho sete di conoscenza dell altro,di empatia e di condivisione…lo consideravo tanto erudito intellettualmente in cultura generale quanto ignorante d animo…Esattamente come se un anima non ce l avesse,la cercavo,incredula…ma niente!..spero di avere presto modo di approfondire insieme..un grande abbraccio di solidarietà

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  13. Buongiorno Virginia,
    provo a risponderti secondo quanto ho imparato su di loro leggendo il blog che ci ospita. L’indole introspettiva che abbiamo gli serve a strumentalizzarci. Essendo noi capaci di autocritica, introspezione, possono facilmente generare in noi i famosi sensi di colpa, che ci spingono a perdonarli, a rimanere nel limbo in cui ci vogliono relegare. Essere introspettive significa conoscere la gamma dei sentimenti umani in primis nostra e poi degli altri, attraverso l’empatia. Noi quando mentiamo sentiamo la nostra coscienza che ci condanna … di conseguenza è facile osservare da parte di terzi che stiamo mentendo, dal tono di voce, dallo sguardo … loro non hanno coscienza sono affascinati da questa nostra capacità di autosabotarci, che considerano debolezza. La nostra coscienza fa si che ciò che proviamo realmente emerga, per loro questo è oro. Se sai cosa prova l’altro, puoi anche controllare le sue emozioni… Ecco perchè siamo perfette, perchè facilmente controllabili. Ovviemente loro non sono interessati al perchè reagiamo in un certo modo, a risalire alla nostra infanzia o io profondo, per loro l’importante è controllarci subito nell’immediato, ecco perchè quando reagiamo come non vorrebero, potrebbero dirci che l’asino vola pur di controllare la nostra emozione, non si mettono li a farci domande introspettive per capire cosa abbiamo, questo significherebbe dare potere a noi, il potere è sempre loro, di ciò che dicono di ciò che fanno. Loro non sono interessati al nostro passato al nostro futuro, a loro interessa solo il presente, se possiamo essergli utili ora. Una ragazza superficiale, che vuole solo stare bene lei e non “amare” come desideriamo noi, li accantonerebbe alla prima litigata. Non si metterebbe li a cercare di capirli, a giustificarsi, ad espiarsi come facciamo noi… E’ dura ma il nostro migliore pregio, quando siamo in contatto con uomini del genere diventa per noi un notevole difetto che ci intrappola. Il mio ex entrò in disperazione quando vide che non riusciva più a generare sensi di colpa in me, le provò tutte … pure il suicidio inscenò di fronte ai miei occhi…. Sono pazzi, totalmente pazzi…

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    1. Ottima analisi, brava. Proprio stamane ho avuto un acceso scambio via sms con la mia ex, la quale cerca ancora in ogni modo di indurre in me sensi di colpa, naturalmente utilizzando i figli. Se fosse per me il piccolo non farebbe più sport (perché non ho soldi per pagarlo e lo ha pagato lei), se fosse per me la figlia non potrebbe fare le sue attività pomeridiane (ma per fortuna c’è la sua famiglia che la aiuta, mentre la mia non lo fa, quindi è formata da poco di buono), e via e via con messaggi di questo tenore. Quando le rispondo che non riuscirà mai più a farmi sentire in colpa va su tutte le furie, da di matto, scrive frasi deliranti spesso inerenti il denaro e i beni (si fa per dire) che dovremo dividere a breve quando verrà smantellata la casa in cui abbiamo cresciuto i nostri figli fino ad ora. In sostanza, la consapevolezza di aver perso potere su di me le tira fuori la sua vera essenza meschina e calcolatrice, che nasconde di solito sotto una aura di persona distratta e accondiscendente, che non sta a guardare i dettagli. Manipolatrice senza scrupoli, fa una richiesta pretendendo che venga esaudita: ogni no che riceve è un insulto personale, per lei abituata a spremere il dipendente affettivo come un limone. Ho paura delle conseguenze che tutta questa assurda guerra fredda può avere sui figli: cerco di preservare la loro serenità emotiva, mentre la madre cerca di soddisfare le loro esigenze pratiche e consumistiche. So che alla lunga il mio impegno emotivo ed affettivo sarà utile ai ragazzi, tuttavia sono sfiancato dalla lotta quotidiana, la soffro mentalmente in maniera ancora eccessiva. Fortunatamente sto ancora lavorando col gruppo e con lo psicologo, il sostegno che ne traggo è fondamentale. Se ne sentite il bisogno fatelo subito, senza rimandare.
      Vi abbraccio tutte e tutti, le vostre storie lasciano increduli, come anche il vostro coraggio di tirarvi fuori dal limbo. Per il futuro, per l’amore sincero che sicuramente incontrerete, leggete se vi va un libro di John Gray dal titolo “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”. A me sembra delizioso.

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      1. Mi dispiace Guglielmo, purtroppo lei conosce bene l’interruttore per farti star male… E lo accende ogni qual volta vede che non riesce a manovrarti. Ecco perchè il no contact è l’unico vero modo per togliergli potere, ma purtroppo avendo dei figli non puoi applicarlo… Mi dispiace davvero tanto per la tua situazione. Purtroppo loro ci hanno studiato bene e sanno come fare per farci stare male… Era impressionante come nel periodo in cui per lui dovevamo essere solo amici, riusciva in un attimo a fare il bello e cattivo tempo, appena vedeva stavo meglio. Spero davvero che il lavoro che stai facendo ti porti a svincolarti dal suo potere. I tuoi bambini hanno la fortuna di avere accanto una figura forte e amorevole, sicuramente saranno in grado di vedere la differenza tra amore autentico e amore artificiale…

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      2. È proprio come dici: appena stai un po’ meglio, ti accorgi di qualcosa di inquietante, riprendi una attività tralasciata che ti porta un briciolo di gioia, ecco bella e pronta la nuova mazzata. A tempo debito ci vuole aria nuova, una persona accanto che sia degna di questo nome. Grazie per le tue parole affettuose. Qui non ci si conosce di persona, tuttavia alcuni dettagli che raccontiamo sono identici e puoi descriverli solo dopo averli vissuti sulla tua pelle. Io ho la fortuna di essere un uomo e anche piuttosto grosso, dunque certo non sono facile da aggredire fisicamente, infatti non è mai successo. Nemmeno in modo verbalmente violento, tutto sommato. Il lavorio subdolo, le menzogne a volte a mezza bocca a volte palesi, il bombardamento dell’autostima: sono tutti piccoli colpi che mi hanno penetrato il cervello lentamente. La confusione è stata tale da arrivare al punto di sentirmi in balia delle onde del mare agitato. Ho annaspato, ho bevuto, sono salvo ma convalescente. Questo blog è una ottima cura. A presto Sara. Fai buoni incontri.

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      3. Caro Guglielmo, hai tutta la mia comprensione. L unica nostra colpa è stata quella di aver amato sinceramente questi esseri malvagi senza renderci conto che un cuore non ce l hanno. Io mi dico sempre “io non sono come loro”. Noi tutti che scriviamo qui le nostre terribili storie, dobbiamo essere fieri di essere persone vere autentiche con buoni sentimenti. Coraggio e forza a tutti noi è quello che ci meritiamo. Un abbraccio.

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      4. Grazie anche a te, Mimma, per il sostegno. Chiunque si merita di più, qui, e lo incontrerà. Ti dico, io sapevo da tempo che si andava verso la fine: ho provato ad affrontare ogni questione senza ottenere risposte né interesse alcuno. Ho sospettato che avesse altri per la testa e cercato di farle assumere le proprie responsabilità. Manco morta. Quando è stata costretta a parlare, perché io la avvicinavo apposta con richieste di affetto e sesso, ha mentito, si è presa (le ho riconosciuto) un periodo per capire cosa succedesse nel suo cuore, lo ha usato per mentire ancora, prendermi in giro, trattarmi con una freddezza da cani a tu per tu, salvo poi fare la santarellina in occasioni pubbliche, ad esempio a casa dei suoi. Dopo due mesi di questo schifo le ho detto addio, altrimenti sarei diventato il fantasma di me stesso perché lei avrebbe continuato a lasciarmi in perenne ed inutile attesa per sempre, forse. Una cagna, con tutto il rispetto per i quadrupedi. Mi ha salvato il fatto che, in fondo, pur tra mille dubbi atroci, sono uno che non ha paura a prendere decisioni, anche fossero sbagliate. Questa era giusta, questa mi ha fatto paura da morire ma era giusta. Coraggio, quindi. Insieme siamo più forti. Sembra poco, leggere un incoraggiamento, ma non lo è e fa tanto tanto bene.

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      5. secondo me Guglielmo non dovresti scriverle….NON MI FAI Più VENIRE SENSI DI COLPA…le dai troppa importanza.Dovresti rispondere ai messaggi con frasi brevi senza aggiungere altro.Il loro gioco è proprio di farti partecipare ad una discussione obbligandoti con la provocazione.Tieni duro…a forza di farcela ce la faremo

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      6. Ciao Angy. So che hai ragione, cadere nelle provocazioni è poco sano e non caderci è un’arte: l’arte di salvarsi. Ci sto arrivando, serve tanto tanto tempo. Ti abbraccio.

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  14. Mi sorprendo sempre, quando leggo voi, mi sembra che abbiamo conosciuto tutte le stessa persona, e anche il vostro modo di essere è simile al mio … anche io ho sete di conoscenza d’animo, quando facevo qualche domanda in più sulle sue relazioni passate o il rapporto con i genitori o su come si sentisse, lui mi diceva “non psicanalizzarmi!” Subito un muro. Se raccontavo io, cambiava argomento. Leggevo che persone altamente empatiche e narcisi sono un connubio perfetto. Perchè quando veniamo in contatto con loro, improvvisamente troviamo un gap, non riusciamo a sentire cosa provano realmente, possiamo dare mille interpretazioni umane, ma nessuna logica. La nostra sete di conoscenza dell’altro ci portà così a voler capire, a scavare in cerca di sentimenti umani in loro…. E’ come se ci trovassimo in un deserto arido e cercassimo l’acqua. Dovremmo andare oltre… l’acqua non la troveremo mai… moriremo a forza di continuare a scavare in quel punto… ma ci ostiniamo incredule che non ci sia. Dobbiamo ammettere che abbiamo avuto un miraggio e andare oltre. Ecco loro sono un miraggio di umanità. Sembra che abbiano sentimenti umani,perchè imitano bene noi , ma non è così.

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  15. Guglielmo caro, nota bene che chi ti parla, trema ancora un po se il suo np le parla con un pochino di serenità, e cade nello sprofonda quando lui riprende la solita tiritera, non vali nulla, sei tu la stronza, e non proseguo perché sono sempre le solite menate, ogni tanto rinvigorite da nuove schifezze, è normale andare nello sprofondo quando ci attaccano, ci hanno ammaestrati così, così ci volevano, deboli e indifesi. Quando la devi contattare, permettiti di andare nello sprofondo, poi a casa o con l’aiuto di qualcuno, rivedi in una chiave umana quello che dice! Ma se tu mi trovassi piangente, e ti dico che mi hanno accusato di non potermi permettere lo sport dei miei figli, cosa mi diresti? “E allora? Gli darai altre cose, non hai mica ammazzato nessuno, non è mica un delitto! E allora?” Pensa che il mio np a quasi 50 anni si fa dare la paghetta dai suoi genitori, pensi mica che lo facciano di loro spontanea volontà? Che fosse il sogno della loro vita? Chissà quale balla è riuscito a vendergli! Io mi sto separando e a 55 anni mi devo trovare casa e lavoro, secondo te chi è meglio? Quando ero adolescente, mi sono lamentata tantissimo della scarsità di denaro della mia famiglia, eravamo tanti fratelli, c’era l’indispensabile, ma non il superfluo. Oggi sono grande, so com’è dura guadagnare soldi onestamente, i miei genitori, erano onesti. Stai sereno, i tuoi figli non ti giudicherà non mai! Ricorda loro tutte le volte che puoi, che se hanno problemi con la mamma, le probabilità che il torto sia dalla parte della mamma, è alta. Loro capiranno, e piano piano, cominceranno a farsi delle domande è finalmente potranno darsi delle risposte! Abbi fiducia, un passo alla volta ridere o un giorno della nostra innocenza perduta: non immaginavo esistessero persone così.
    Buon viaggio a tutti! E grazie di avermi aperto gli occhi.

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    1. Ciao Alba, un abbraccio anche a te. Io sono sereno e tranquillo nei confronti dei miei figli, non ho sensi di colpa né mi vergogno di non poter offrire loro lussi (uno sport da 1800 e passa euro l’anno direi che è un lusso). Io sono il loro riferimento affettivo, soprattutto ora che mi sto riprendendo. Li seguo con amore, gioco leggo rido scherzo parlo con loro, ho anche pianto con loro ed è servito ad essere veri e sinceri. Lei non può più ferirmi come prima, mi turba ma la respingo con forza.
      Tu sei turbata da lui, vero? Sei ancora con lui, se ho capito. Ora ti rimboccherai le maniche ed assaggerai il sapore della libertà. Facile a dirsi, realizzarlo è un grande impegno, specie per chi esce destabilizzato da una storia pesante. Data la tua educazione, immagino tu sappia vivere serenamente anche senza lussi, con onestà: la vita vera e semplice, insomma, quella delle persone comuni, quella di chi fa tutto ciò che può per essere, quella non patinata. Anche io amo ciò che non è artificioso, truccato, finto. Credo che da ora in poi i miei figli riceveranno una specie di doppia educazione, visto che la madre si è messa a fare la ventenne e non mi pare ci siano margini di dialogo, per ora. Ci sono molti aspetti su cui proprio non posso intervenire.

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  16. Questa mattina ero su You tube e tra i consigliati mi è comparso questo https://www.youtube.com/watch?v=E3M6Kh90VT0 .
    Erano mesi e mesi che non guardavo più video sul tema o leggo qualcosa oltre a a questo sito .
    Mi è venuto su un magone e non solo per la musica di sottofondo.
    Ho riascoltato questa lettera 5 volte e mi sono reso conto di quanto fossi ignorante. Quello che la lettrice del video dice è esattamente quello che ho vissuto io e credo molti di voi. Ma il paradosso beffardo è che la mia cara narcisa queste cose me le diceva in faccia non in modo cosi diretto ma nella sostanza era questo il suo amore per me o per chiuque altro sia stato nella sua orbita . ” Ti amo perchè mi fai sentire vive e imporate … ” Quindi non amo te ma me ….!!!!
    Vedete che livello di manipolazione ? Che maestria nell’incantare?

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    1. Grazie Yuri, è bellissima. Inquietante. Ognuno di noi potrebbe raccontarne mille, frasi e gesti atti solo e sempre a farti dubitare delle tue percezioni, delle tue idee, delle tue emozioni e di tutto te stesso. La mia ancora tenta in ogni modo di apparire santarellina, ma ha un veleno dentro che manco mille vipere possiedono. Quando è presente io faccio realmente fatica a controllarmi, mi scuote profondamente, sto male e voglio andarmene. Questo avveniva anche prima di separarsi, solo che non sapevo inquadrare la sensazione di fastidio; ora ne sono consapevole. Ragazze, ragazzi, ci meritiamo di frequentare persone che ci fanno sentire rilassati, al sicuro, ben voluti: se poi troviamo chi ci ama con tutto il cuore meglio ancora. Non so voi, ma io non ho fretta: ho bisogno di resettare mente e corpo, comprendere, accettare: prima o poi sarò pronto a riconoscere le buone vibrazioni, quelle che massaggiano l’anima. Buona notte ai compagni di avventura, ché la sventura la consideriamo ormai passata, vero?

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  17. Ciao a tutti. Ogni tanto torno a leggere questo Blog. Effettivamente posso essere capito, quando parlo degli oltraggi subiti, solo da voi, da specialisti in relazioni perverse e un pochino da amici che mi conoscono benissimo e che hanno una fiducia infinita in me.
    – Coltivo la parte sana della vita
    – analisi
    – contatto zero
    – leggo e studio molto
    Le dimensioni longitudinali del mio rapporto sono ridicole rispetto a quelle di alcuni di voi:

    – 5 mesi di storia
    – finita da 21 mesi
    – 9 mesi di contatto zero

    …eppure sussistono ancora danni psichici, incubi, sigarette a non finire e una vita che sembra ancora faticare a credere in sé stessa…

    Sono stupito dalla mia fragilità…non me ne vergogno…me ne rattristo.

    Una tempesta proiettiva di una manipolatrice mi ha scaraventato in un mondo di dolore irrisolvibile, il suo. Come unico significato positivo e reale di un simile rapporto c’è che forse ho capito come lei vive…mi sono arricchito della condivisione della sua condizione esistenziale difensiva e oscena…a tutta spesa di una scissione forse già preesistente del mio io, con cui ora devo fare i conti. Sono danneggiato.

    Ero una persona ricca di cose e, dopo aver conosciuto lei, ho ampliato ancora di più il mio mondo interiore.
    Devo riuscire solo a non perdermi, integrare il nuovo mondo con il vecchio e ricentrarmi. Forse il risultato sarà una bella cosa.
    Auguri a tutti.
    Brava Claudileia.

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    1. Tom, Jeff, Yuri, Guglielmo …. Non sapete quanto mi è’ utile leggere le vostre esperienze. Se non fosse per voi, avendo avuto poche esperienze con uomini sani , o per lo meno non narcisi , avrei condannato tutto il genere maschile. Invece è’ confortante leggere di uomini sensibili, che hanno provato attaccamento, che hanno ricordi emotivi, che hanno resistito agli sbalzi di umore della narcisa di turno, che non l’hanno considerata un oggetto, che si sono messi in discussione e ora con fatica riescono a provare amore per un altra persona. Se non fosse per voi non crederei più che l’uomo è’ in grado di amare. Sono certa riuscirete a ritornare integri e a far tesoro di questa esperienza per tornare ad amare con più consapevolezza. Tom hai scoperto anche tu di avere una ferita narcisistica? Penso che lavorare per guarirla sia la chiave per risolvere la nostra ossessione. Jeff come stai?

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  18. Ciao Tom, hai scritto più o meno una cosa molto simile a quello che ho scritto io in un altro post del blog, a proposito della durata del rapporto: a me è durato solo 6 mesi, con caratteristiche non propriamente comuni rispetto a ciò che ho letto, e ne sono passati 9. Eppure, come te, mi sento ancora perso e disgregato, e non riesco neppure a godere appieno di alcune cose belle che ultimamente mi sono successe (un nuovo lavoro, nuove conoscenze, il calore delle persone vicine etc). Sicuramente, come per te, pesa la mia fragilità alla quale si aggiunge soprattutto l’incapacità di capire completamente me stesso in relazione al rapporto che ho avuto e a non saper capire ancora certi meccanismi e atteggiamenti, sia miei che suoi.
    Un abbraccio

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  19. Ciao Jeff. Credo che ferme restando le due strutture diadiche della coppia molto dipenda dalla profondità dell’investimento sentimentale. Spero che tu non ci abbia creduto quanto me . I migliori auguri a te e ricambio l’abbraccio. Ciao.

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  20. Una riflessione per Angye: che veniamo crediti poco è naturale. Il materiale relazionale principale (compreso quello primario empatico non-verbale) è intriso di incertezza e il meccanismo schizo paranoide e depressivo che dalla nascita è lo strumento principale di organizzazione dell’esperienza e delle fantasie inconsce è, per eccellenza, il meccanismo più soggettivo che esista e per tanto è soggetto al massimo dubbio da parte di tutti. Il nostro dire ” lo stronzo non sono io!” è purtroppo la classica frase che contiene la massima dubitabilita’ al netto delle manipolazioni ambientali preventive del carnefice. Ho appreso di recente che addirittura lo stesso gaslighting (eccezion fatta per le sue forme più conosce, organizzate e di rilevanza criminologica) è psicoanaliticamente descritto come uno strumento relazionale arcaico di identificazione proiettiva di cui, in misura più o meno ampia o più o meno conscia, tutti facciamo uso. Se aggiungi che noi siamo recenti vittime di una spaventosa stimolazione proiettiva va da sé che il nostro giudizio obiettivo venga preso con le pinze da chiunque.
    Pensa solo al fatto che di tanto in tanto ci chiediamo ancor oggi quali siano i nostri dubbi su di noi all’interno della relazione perversa. Pensa soprattutto al fatto che, prima dello “smascheramento” della realtà, i primi a mettere in dubbio i nostri giudizi, percezioni e comportamenti eravamo NOI STESSI! …figuriamoci uno che osserva da fuori!
    Un mio conoscente ha detto che il Blog “artedisalvarsi” è un luogo in cui le persone ferite sono libere di sfogarsi parlando “proprio da persone ferite”. In questo ha emesso un giudizio eccessivo di chi è solito ragionare con il buon senso. Solo noi sappiamo che il luogo della verità è, nei nostri casi, lontano dal buon senso. Noi, per esempio, sappiamo che ci siamo messi in dubbio non tanto perché è buon senso farlo ma perché ci siamo trovati in una vita folle in cui ci è stato suggerito che i folli eravamo noi. Pazienza. Il sole splenderà a tempo debito. Il sole è nato per splendere. Noi siamo nati per crescere. Non incazziamoci…e la storia ci darà ragione.
    Un abbraccio.

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    1. Ciao Tom. Apprezzo le tue parole, tuttavia ti assicuro che sono incazzato nero. Sono ancora incazzato nero perché scoprire che esistono persone così stronze per me fu un trauma enorme anni fa, sul lavoro, ma poi scoprire di averne una nel letto è stato al limite delle mie forze: non so cosa mi abbia tenuto in vita, la scorsa estate, forse l’amore infinito per i miei figli. Ora va meglio eh, molto meglio, ma che fatica. E giuro che ancora sono incazzato nero: la guardo, nei rari inevitabili incontri, e non so cosa sia vero e cosa sia finto in ogni sua mossa e parola, ne esco turbato e scosso. È un essere inquietante, sono felice di essermela tolta dalle…….giornate, ma anche incazzato per i raggiri subiti e per i suoi continui tentativi di ulteriori raggiri. Verrà il giorno, non so dire quando, in cui torneranno ad avere il giusto valore nella nostra vita: il valore di una caccola appallottolata e gettata nel gabinetto ( scusate il francesismo).

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    2. Caro Tom,
      la tua riflessione ha del vero, però credo che la società debba diventare consapevole dell’esistenza di questi mostri, debba aprire gli occhi ed armarsi.
      Personalmente ritengo che gli educatori debbano essere formati ad individuare certi mostri. Quegli sfortunati bambini, figli di np, non possono lottare da soli, non possono avere la vita distrutta o semidistrutta da certi individui.
      Vero, il sole splenderà a tempo debito. Il sole è nato per splendere.
      Ma a volte le nubi sono troppo dense e portano uragani devastanti.
      Dopo la tempesta, spesso, non rimane più niente…. e ricostruire è difficilissimo e costosissimo.

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  21. Cavolo Guglielmo chiarisco subito. Il non incazziamoci era un: “non incazziamoci con gli esterni se dubitano a crederci”.
    Ci mancherebbe altro. Anzi massima stima per chi come te e a differenza mia ci ha fatto dei figli ed è obbligato ad averci a che fare.
    Un salutone.

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    1. Ricambio il tuo saluto e ne approfitto per chiedere venia perché a volte lascio scorrere le dita sulla tastiera con eccessiva disinvoltura. Sai cosa mi inquieta di me stesso, ancora? Il fatto di non riuscire a gettare fuori la rabbia con parole e gesti: quando mi è stata offerta questa possibilità, in terapia, ho subito un blocco inspiegabile, almeno per me. Il giorno in cui il blocco verrà abbattuto sarà una liberazione epocale. Ciao.

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  22. Sara: le percentuali danno ragione a te. Nel campo dei carnefici ci sono moooolti più uomini. Ma poco cambia. Io per esempio sto escludendo dalla mia agenda la ricerca o anche l’attenzione per il mondo femminile….e ci può stare…ma se pensassi che l’amore di tutte le donne fosse malato allora sarei matto. Il mondo è strapieno di gente sana.
    Le mie ferite narcisistiche? Pian piano le cucco tutte! Con un po di pazienza (e un po di soldi per l’analista).
    Un bacione.

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  23. Grazie Yuri, anche io ho sentito e risentito più volte la lettera del narcisista, ed ho visto tutto quello che ho sopportato, gestito, tollerato, lenito ecc. ecc. Subito mi sono lasciata prendere dallo sgomento, poi a furia di risentirà ho capito che era tutto vero quello che diceva! Che i miei occhi sognanti lo hanno nutrito, fatto sembrare una persona accettabile, sopportabile! Attraverso il mio amore incondizionato ha potuto soddisfare tutti i suoi sogni, attraverso la mia obbedienza si è creduto onnipotente, attraverso i miei sforzi per risolvere i suoi problemi si è creduto invincibile e disprezzandomi, chiamando mi stupida si è sentito migliore di me. È tutto vero, tutto questo è successo veramente: come posso amare ancora quest’uomo? Come posso soffrire ancora per averlo perso? Come posso essere triste invece di essere grata per aver aperto gli occhi? Poi ho capito che la mia tristezza era data dal fatto che non ho più nessuno da amare! Che vuoto! Eppure io ho saputo amare incondizionatamente e mi sono fatta bastare le briciole che gli cadevano dalle tasche! Quindi ho deciso che quello stesso amore lo girero’ a me. A me chiederò ” cosa posso fare per renderti felice?” Vuoi uscire, vuoi stare a casa, vuoi un massaggio, vuoi che sto zitta, vuoi che ti porto là, vuoi che ascolto la tua tristezza, vuoi che ti consolo, vuoi che ti dica che non è colpa tua ecc. ecc. Tutta l’energia che ho speso per lui, la posso convogliare verso i miei desideri, finalmente verso ,ed esclusivamente , quello di cui ho bisogno. COMPRENSIONE, PAZIENZA, ATTENUANTI, FIDUCIA E AMORE, TANTO AMORE, ME LO MERITO!
    Coraggio ragazzi, la nebbia sparirà

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    1. Carissima Alba, ecco il gran segreto di Pulcinella: riuscire a canalizzare la dedizione riservata a loro non solo a noi stessi, ma anche a chi ne ha bisogno, a chi ci ha sempre voluto bene, alle persone gentili che incontriamo strada facendo, a un progetto di lavoro, ecc. Solo così l’incantesimo (si fa per dire!) si rompe e riusciamo a vederli sotto una nuova luce. Ad un certo punto le persone depredate dalle loro risorse cominciano a comprendere di avere ancora tanta energia a disposizione e di riuscire a farne l’uso più adatto al loro benessere psico-fisico, quindi i rapporti diventano più appaganti e naturali perché lo scambio energetico è paritario quando le persone giocano a carte scoperte.

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    2. Ogni tanto vi rileggo, specie in giorni come questi,quando la sofferenza che provo dentro mi tormenta. I vostri consigli, la speranza che infondete con le vostre parole attenua un po’ il mio dolore. Voglio sperare che un giorno possiamo risplendere nuovamente e dimenticare tutto il male subito. Un abbraccio a tutti.

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      1. Ciao Mimma. Fai bene a rileggere commenti ed articoli e anche a scrivere di nuovo, quando ne hai più necessità. Capita anche a te di comprendere meglio certi dettagli, quando tratti di nuovo un argomento che per qualche giorno avevi tralasciato? A me capita: ora sto cercando di porre un limite anche a questo, solo per monitorarmi ed evitare di infognarmi in rimuginamenti deleteri: non voglio esagerare, insomma. Voglio dire che forse il limite giusto è ciò che serve a comprendere e poi stare meglio, cercando di evitare di dedicare tempo ed energie a figure losche ed inquietanti che ci hanno già fracassato abbastanza. Prendiamoci l’aria pulita per noi, la fogna lasciamola a loro.

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  24. Hai ragione Claudileia, non solo rivolta a noi, ma anche chi ci vedeva in difficoltà ma aspettava aprissimo gli occhi, hai ragione, a chi ne ha veramente bisogno……quante cose devo ancora ri – imparare.
    Ti ringrazio davvero tanto per le tue parole di fiducia e di conforto, non so se sarei riuscita a diventare consapevole senza il tuo forum. Grazie ancora e a buon rendere!

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  25. Ho due figli grandi – una femmina dolcissima e amorevole e un maschio con modalità simili a quelle del padre che essendo andato da poco in pensione è tornato! Il maschio è non cambiato ma peggiorato! Non ha nessun rispetto per me – conservo suoi messaggi deliranti che mi lasciano basita e incredula! prima del ritorno di suo padre riuscivo a tenerlo entro certi limiti adesso non più ed è successo che sia stata aggredita da tutti e due! Per fortuna mia figlia abita in un’altra città e mi consola sapere che è al sicuro con un marito che le vuole bene- sono tornata da uno psichiatra che mi aveva aiutato in passato e che mi aveva fatto aprire gli occhi -Ma che fatica capire che naturalmente aveva ragione! Adesso sono andata per lui – per capire come aiutare mio figlio ma dice che non posso fare nulla -l’unica speranza è che si tratti di un nevrotico ma non avendolo visto ho paura che questa volta si sbagli.Scrivo per avere un po’ di conforto -è durissimo vedere il proprio figlio che ami nonostante tutto e che non puoi smettere di amare rivoltarsi contro di te – per questo non c’è salvezza!

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    1. Buongiorno a tutti e a te Guglielmo. Sono d accordo con quello che scrivi. Capita spesso anche a me di evitare di leggere articoli sul tema per non pensarci troppo, per non ripercorrere brutti ricordi. So di aver vissuto con un essere malvagio scoprendo questa patologia solo da un anno, ora mi resta solo accettare questa dura realtà ed andare avanti. Grazie ancora per il supporto. Un abbraccio a tutti.

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    2. Ciao Melisenda. Mi dispiace che tu subisca il trattamento che racconti: non so che età abbia tuo figlio, non so come mai tuo marito è tornato, so che tu hai certamente diritto ad una vita dignitosa e chiunque ti tratti in modo violento e irrispettoso merita sicuramente di essere allontanato. Penso di non esagerare. Allontanato, con le buone o con le cattive. Tanto non cambierà mai, e chi se ne frega se è un figlio: non è un ruolo che gli consente di dimostrarsi bestia senza subire conseguenze. Liberati di loro, prima possibile, a mio parere le cose non possono che peggiorare. Più ci si ribella più questi cagnacci rincarano la dose. In bocca al lupo, tienici informati.

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    3. Carissima Melisenda, se si tratta di aggressione fisica non ci sono vie di mezzo e la cosa va denunciata. Provare a dialogare con persone violente, indipendentemente se sono i nostri genitori, un partner o un figlio già grande è assolutamente controproducente e potrebbe essere anche pericoloso. Se tuo figlio è cresciuto in una realtà in cui ti vedeva subire degli abusi del tuo marito senza che ci fosse una tua reazione è difficilissimo stabilire (a seconda dell’età) se ha copiato e incollato i modi del padre oppure se ha un disturbo della personalità. Non comprendo perché parli di un ritorno del padre… Lo avevi allontanato? Vi aveva abbandonato?

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      1. Violenza fisica non c’è stata solo promessa ma da parte di mio marito che lavorava in un’altra città e da dove ho dovuto andarmene per le continue umiliazioni- ma la mia è una storia incredibilmente lunga e credevo unica poi ho trovato questo blog e ho capito tutta la sua banalità! Viviamo tutti e tre nello stesso stabile ma appartamenti separati- come tutti gli psicopatici sa cosa mi ferisce di più e di qualsiasi cosa si tratti la usa contro di me che sia anche suo figlio.Sono vissuta con quell’uomo per 35 anni subendo le peggiori umiliazioni arrangiandomi su tutto salvo essere sempre avvisata di aver sbagliato tutto! Tutte le altre vessazioni che vengono descritte le ho provate compresi i silenzi angoscianti ,non mi diceva nemmeno cosa avevo fatto e le stesse modalità le usava anche con i figli forse solo per ferirmi- andarmene non è possibile ma adesso da mio marito sono psicologicamente libera-vorrei solo salvare mio figlio riuscire a capire se ha dei sentimenti ma non posso parlare con lui perché anche cercando le parole provoco ire che non capisco da dove arrivano -Mi manca di rispetto anche se ho imparato ad invitarlo ad andarsene nel suo appartamento tutte le volte che esagera – non serve-ha un rancore profondo contro di me – mi accusa di essere una cattiva madre -può essere -ma l’unica certezza è aver fatto meglio che potevo e cercato di difenderli dalla violenza del mostro che davanti al maschio mi gridava : lo odio non capisci che lo odio! -Poveri figli miei ! Avrei dovuto andarmene ma non ci sono riuscita eppure ho sempre avuto un carattere forte che con tanta fatica ho fatto riemergere dalla melma dove mi ero ficcata. Adesso il mostro vecchio non mi fa più paura e forse l’ha capito anche lui , pochi giorni fa mi ha detto che sa che il giocattolo si è rotto!questo mi fa ben sperare-ma non perde occasione per usare mio figlio come una mazza per bastonarmi e trattandolo come un amico del bar ! Qualche volta- Ma dura poco- lo capisce anche lui che il padre non è a posto – mi pare di aver a che fare con un adolescente – per poco dopo buttarmi addosso lo stesso giudizio gridando o mandandomi messaggi che faccio vedere anche a mia sorella- qualche volta ho paura di essere io la matta per tutte le volte che me lo sono sentita dire da parte di tutti e due e ho bisogno di lei e anche di mia figlia per capire – c’è poco da capire! I miei figli hanno più di trent’anni sono più che adulti ma quello che ha sofferto di più la mancanza affettiva del padre è il ragazzo -spero che si tratti di un copia e incolla- lo spero così tanto!da parte mia c’è sempre un atteggiamento accogliente fin tanto che non mi offende , poi passato qualche giorno sembra tutto dimenticato bisogna far finta di nulla riempirlo di elogi che non bastano mai per esplodere anche se solo gli si dice la stessa cosa due volte perché sono matta e pesante!

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      2. Carissima Melisenda, tuo figlio non è più “un ragazzo” ma un uomo grande che vive da solo e che immagino abbia una sua indipendenza economica. Il modo come ti tratta, tante volte alleandosi al padre come un vecchio amico da bar per ferirti, addirittura inviandoti degli SMS paradossali con parole ben ragionate pur di farti stare male mi fa pensare che provi piacere nel maltrattarti. Se tuo figlio non ti chiede scusa è perché non ha sensi di colpa o rimorsi di coscienza, altrimenti sarebbe già andato per conto suo da un professionista. Ecco perché lo psichiatra che ti ha consigliato ha detto che non c’era niente da fare: tuo figlio non soffre per il suo comportamento e quindi non avverte il bisogno di essere ‘salvato’ né da te né da nessun’altro. Capisco che il quadro è desolante, ma hai comunque una figlia affettuosa e diametralmente opposta, il che vuol dire che hai tutte le carte in regola per non addossarti tutte le responsabilità di questo mondo per come le cose sono andate con tuo figlio. Inutile dire che ti serve un distacco mentale e aggiungerei anche fisico da entrambi, tanto dal padre quanto dal figlio che non è più un bambino bisognoso di cure, ma un uomo adulto che sa perfettamente la differenza tra il bene e il male. Allontanati, se hai la possibilità di farlo. Anche andare a vivere in un’altro palazzo è già qualcosa!

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  26. Gli ho chiesto di nn cercarmi più e sono 3 settimane che nn è presente più nella mia vita, ma dalla testa e dal cuore non riesco a mandarlo via. Purtroppo riesco ancora a vedere cosa pubblicano lui e la sua nuova ragazza ed è vedendo le foto in cui sn felici e sorridenti mi chiedo se nn sia davvero io l’unica persona ad essere malata, perché la loro felicità, il loro rapporto sembrano così reali e sereni. E se mi fossi convinta del suo essere narcisista solo per giustificare comportamenti causati da me, dalle mie mancanze? La sua felicità mi distrugge, nn posso credere che chi ha fatto tanto male venga ripagato con un bel rapporto ed io stia ancora su un letto a piangere per lui perché lo amo e invidio la sua nuova ragazza, così bella, giovane e felice all’inizio pensavo che fosse solo la sua fase di bombing ma ormai va avanti da due anni questa storia. Mi sento una fallita e nn riuscirò mai a perdonarmi per tutto ciò che gli ho permesso di farmi. Ma allo stesso tempo soffro perché vorrei essere io quella ragazza accanto a lui. Le sta dando tutto…da me ha solo preso fino a lasciarmi vuota. Come può una persona avere il potere di ridurmi così? Perché glielo ho permesso? Scusate per lo sfogo

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    1. Ciao Nya, leggo la tua sofferenza e mi sento partecipe. Posso assicurarti che passerà, posso dirti che ci vuole parecchio tempo e che questo tempo è soggettivo (dipende da molti fattori quali il carattere, il lavoro che si fa per superare il lutto, l’aiuto sincero che si riceve etc..), posso dirti che di sicuro il no contact totale fa benissimo ed accorcia il recupero, posso dirti che qui troverai conforto e condivisione, puoi leggere molte storie ed ognuna avrà punti in comune con la tua: posso dirti tante cose, tuttavia credo tu non abbia bisogno di consigli, in fondo. Sai che la molla deve scattare dentro di te e che ciò accadrà a tempo debito. Claudileia ripete spesso che il dolore serve, questa fase serve assolutamente ed è verissimo. Ciò che davvero sento di dirti, non a mo di consiglio, è che a me ha fatto benissimo frequentare percorsi di gruppo: ne organizzano ovunque, costano poco, i temi possono essere l’autostima o l’affermazione di sé, la comunicazione assertiva o la coppia: si è in gruppo, si condividono storie simili, c’è molta solidarietà senza giudizio alcuno, si ride insieme, si piange insieme, si ascolta e si è ascoltati. Per chi viene da traumi relazionali tutto ciò è favoloso. Ti auguro tutto il bene possibile.

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    2. Carissima Nya, se sta insieme a questa ragazza da 2 anni ed è così felice, come mai sei stata tu a chiedere di non essere più cercata? Perché non è partito da lui allontanarti dalla sua vita, giacché aveva trovato la sua anima gemella? Risposta: perché un narcisista perverso non è mai contento delle sue “cose”. È tutto un fatto di apparenza. Ancora credi a ciò che le persone pubblicano sui social? Tempo fa ero su un centro benessere con mio marito e siamo rimasti sbalorditi da una giovane coppia che si faceva i selfie all’interno. La ragazza non ha fatto metà del percorso perché era bella truccata, quindi niente sauna e niente doccia, ecc. Mi è venuta una gran tristezza per loro, per questa incapacità di vivere il momento e di doverlo documentare per ESISTERE agli occhi degli altri. Da quel momento è partita una profonda riflessione su me stessa che mi ha portato a cancellarmi dai social. Cara Nya, andare a sbirciare la loro vita nuoce ulteriormente la tua autostima. Chi è davvero felice custodisce la propria felicità come la cosa più preziosa che ha, su questo non ci piove! Un abbraccio forte e cerca di stare alla larga di tutto ciò che lo ricordi o difficilmente guarirai le tue ferite.

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  27. Guglielmo, grazie per la tua risposta. Spero che tutto questo dolore faccia scattare la famosa molla che mi aiuti ad andare avanti, vivo in stand by da anni. Come se avessi perso identità, eppure mi ritenevo una persona forte…come è stato brutto scoprirsi cosi fragili. Ti ringrazio per i consigli che mi hai dato, ne farò tesoro.
    Grazie Claudileia per la tua risposta. Lui mi cercava soltanto per elogiarla e farmi sentire inferiore a lei (purtroppo ci è riuscito) e mi chiedeva di vederci per stare insieme perché (e qui arriva lo squallore) non poteva fare sesso troppo spesso con la sua fidanzata perché altrimenti avrebbero sciupato la magia del rapporto, ovviamente dopo questa “motivazione” ho evitato ogni incontro. Ha sempre affermato di nn aver bosogno di me perché la sua fidanzata era migliore, sia fisicamente che caratterialmente, e che se avesse voluto gli sarebbe bastato alzare il telefono per trovare qualcuna con cui divertirsi. Sò bene che mi fa solo male guardare ciò che pubblicano e che dietro l’apparenza, c’è ben altra sostanza, ma la loro “apparenza” mi appare così reale da arrivare a pensare che forse aveva ragione lui…ero io ad essere pessima.

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    1. Santo Cielo, cara Nya!!! Ho letto bene? Non poteva fare troppo sesso con l’altra per non ‘sciupare la magia del rapporto’ e quindi cercava te? 😑 Che follia! Solo le mente perverse possono partorire ‘motivazioni’ simili. A questo punto immagino che cerchi altre donne, magari anche a pagamento, pur di non sciupare la magia del suo rapporto! Ti sei liberata da un mostro. Punto e basta. Da mettersi in ginocchio e ringraziare al buon Dio per la forza che ti ha dato di dare un calcio nel deretano dell’individuo. Apparenza e soltanto apparenza, illusione ottica e squallore puro, ecco da cosa ti sei liberata! Alleluia.

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  28. Buongiorno Claudileia,buongiorno a tutti.Torno con immenso piacere sul blog pur non avendolo lasciato mai.Ho sempre seguito con attenzione i post altrui ma per un periodo ho deciso di ascoltare… Inutile dire che mi ritrovo ancóra nei racconti di tutti coloro che hanno vissuto o vivono una relazione con questi disgraziati.
    Oggi posso dire di sentirmi molto meglio rispetto a qualche mese fa.Della mia n/p non ho piú notizie ne piú ne ho cercate.Ho ripreso a fare ció che facevo prima e soprattutto a coltivare passatempi,hobby e passioni che avevo praticamente tralasciato.Ho ricominciato a vedere i colori della vita ma a guardare la stessa da fuori sotto un altro aspetto.Per certi versi scoprire che ci sono persone cosí malvagie che ci circondano mi fa paura,ma allo stesso tempo mi ha dato l’occasione di capire dinamiche a me sconosciute…osservandomi.
    I tempi di ripresa dall’aver avuto a che fare con “questi qui” in effetti alla fine sono soggettivi.Parlo comunque di storie dove non ci sono figli di mezzo o vincoli familiari.Per quanto mi riguarda sono nella fase di indifferenza con riserva.Nel senso che a lei mi capita di pensarci come se fosse un entitá che non fa parte degli esseri umani.Farsi rovinare la vita ma soprattutto credere in un futuro con questi sbarellati mentali é davvero un autogol clamoroso…
    Quando la nebbia si dirada e riesci a vedere i contorni di tutto lo schifo che ti hanno riservato ti senti veramente un ingenuo babbeo.Solo il ricordare di aver vissuto il terrore,in attesa del risultati relativi all’HIV al quale mi sono sottoposto dopo,mi auto ferisce nel modo piú spaventoso,soprattutto pensando di averle presentato i miei di esami,all’inizio,in segno di mio profondo rispetto.E qui invito tutte le “vittime” come me a preservarsi la salute prima di tutto,perché a loro non gliene importa assolutamente nulla,visto che sono capaci di saltare da un letto all’altro anche in un solo giorno,e naturalmente privi di alcuna precauzione.
    Non perdete tempo,lasciatevi curare dai giorni che passano e che guariranno le vostre ferite,voltandovi indietro sempre di meno,fino a quando avrete la coscenza di esservi regalati al niente in persona.Un sincero abbraccio a tutti.

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    1. Carissimo Franco, infatti, la scoperta della vita promiscua che fanno queste persone è un trauma molto più duro di un semplice tradimento. Si tratta pur sempre di qualcuno che abbiamo idealizzato e trattato come l’essere più importante e prezioso che avevamo tenuto tra le braccia. Scoprire che non danno alcun valore al corpo che abbiamo tanto amato e che uno vale l’altro è sconvolgente ma, allo stesso tempo, ci fa capire il quanto era grossa la nostra illusione sul reale valore di questi soggetti. La maggior parte delle vittime/prede/complementari raramente sa dei rischi che corre, perché convinta che certe bassezze e la degradazione del corpo appartengano a persone e realtà molto lontane dalla propria. Non sanno che i soggetti n.p. giocano a roulette russa con loro corpo e con quello altrui per la pulsione di morte e il fatalismo che è intrinseco nella loro personalità. Essere usciti da una pseudo storia così orrenda in piena salute è una fortuna immensa, ne sono assolutamente convinta. Un abbraccio anche a te!

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  29. Mi riuscirebbe troppo lungo riassumere la mia storia di convivenza pluridecennale con un n.p., basti pensare che avevamo 15-16 anni e ora ne abbiamo 66-67!
    Per questo intervengo a spizzichi e bocconi sui vari argomenti, perché di esperienza ne ho accumulata sulla materia psicopatici, soffrendone tantissimo e condizionando la mia vita.
    La racconterò la mia lunga storia, ma dovrete pazientare… Parto dalla fine: ora sto curando una malattia che mi rende quasi invalida e che prenderà molto del mio tempo. Non escludo che questa malattia sia la conclusione di anni di sopportazione accanto a un marito n.p.
    Non sono una donna mite, non sono una donna forte (e’ un complimento che si fa alla donna per dirle: “arrangiati”), non sono stupida e non sono spaventosamente intelligente. Sento di essere una donna che si è sempre chiesta il perché succedesse una determinata cosa. Che, pur avendo delle ingenuità dovute all’età e all’inesperienza, pur soffrendo come un cane, si è fatta delle domande, ha voluto leggere dei libri e in se stessa. Ho passato anche io la/le fasi di curiosità morbosa sul perché gli n.p. sono così (ne ho avuti diversi tra familiari e amori), ma ora anche questo blog mi ha reso più disincantata.
    Infatti con mio marito sono diventata spietatamente ironica, gli dico: tu pensi di essere pazzo? Ebbene, lo sei, hai l’amigdala piccola! Non puoi farci nulla, sei limitato!
    Perché lui si compiace della sua pazzia, dell’essere cattivo, del non avere paura (che è un sentimento).
    Ma allora mi chiederai: perché stai ancora con lui? Non sono una donna d’altri tempi, sono una donna senza tempo. Ho passato periodo peggiori, adesso riesco a gestire di più il mio rapporto con l’n.p. storico.
    Non è per abitudine che ci sto, non ne sono più innamorata da quarant’anni, non lo desidero da trenta, fare all’amore con lui mi causa crisi di pianto. Il mio corpo lo ha respinto e criticato ben presto.
    Ma allora perché sto ancora con lui? Perché lui dice di amarmi e perché ho avuto un paio di esperienze deludenti con altri n.p. (uno in particolare), che mi hanno lasciata in questo limbo affettivo verso gli uomini. Non è che ne soffra adesso, ho tanto amore per tutti gli altri esseri viventi e il Creato. Tempo fa, sofferente per l’instabilità e il sadismo altalenante di mio marito, decisa a volerlo lasciare, l’ho prima trascinato a una terapia di coppia. Che a lui, dopo un’iniziale resistenza, è piaciuta tanto, come se fossimo andati al cinema o a un concerto. Lacrime e singhiozzi irrefrenabili da parte mia, aria contrita da parte sua. Morale, la terapeuta alla fine delle 24 sedute mi ha chiesto: perché non lo lascia? Non ricordo nemmeno quello che ho risposto.
    Dopo un po’, a causa di disturbi psichici che mi limitavano l’esistenza, ho iniziato a prendere degli ansiolitici, che ho eliminato gradualmente in questi giorni, ritrovando me stessa, abbastanza lucida e meno passiva, nonostante gli effetti collaterali del cortisone che devo assumere per la sopraggiunta patologia reumatica.
    Non me lo domando nemmeno, ma forse me lo chiederete voi: perché sto ancora con mio marito n.p.?

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    1. Cara Nicole, ciò che provi per tuo marito è irrazionale. Non lo sai nemmeno tu. Ci sono donne che hanno bisogno di un sentimento alto, elevato e nobile dall’uomo che hanno accanto per poterlo amare e dare il meglio di loro stesse, altrimenti scelgono la solitudine. Direi che è il mio caso, perché se avessi scelto una persona che fa a pezzi la mia autostima quotidianamente questo blog non esisterebbe e nemmeno i miei altri scritti. Direi che non sarebbe nato il mio terzo e ultimo figlio, perché a quel punto la mia mancanza di fiducia nell’umanità sarebbe totale. Tu ben sai com’è fatto tuo marito e ti sei rassegnata al fatto che stare con lui oppure senza è la medesima cosa, quindi perché affrontare magari una battaglia legale per dargli un calcio nel sedere dopo una vita assieme? Soprattutto ora che stai combattendo per la tua salute? Una cosa è combattere contro una malattia grave avendo accanto una persona che ti sostiene, un’altra ben diversa è dover sopportare chi la minimizza e sottovaluta, minando il tuo benessere psicofisico e aggravando il tuo stato. Cara Nicole, per i soggetti n.p., più male stai meglio si sentono loro. Se è questo il tuo caso non ti chiedo banalmente perché non lo lasci ma quale colpa credi di dover espiare ancora? Non aver dubbi che la tua risposta servirà a tante persone. Un abbraccio fortissimo e tanta forza, cara.

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      1. Cara Claudileia, grazie della risposta. E’ troppo lunga la mia storia per averla potuta esaurire nella mia precedente lettera, infatti già mi proponevo di intervenire con altri fatti, senza seguire un percorso cronologico.
        Devo precisare che la vita con mio marito non è un inferno quotidiano, per fortuna, ma è composta da episodi piacevoli, dove ci ritroviamo come una coppia storica, ore dove ognuno se ne sta nel suo spazio (che non disdegno) e momenti di crudeltà gratuita, da parte sua. Sono questi ultimi e le ferite lasciate dal mostro che è stato in passato che mi annichiliscono. Oggi egli non mi tradisce, i figli sono grandi e non ci sono botte e superficialità per loro. Spero di avere salvato i miei due ragazzi, li ho difesi con le unghie e con i denti. Con loro ho un dialogo e critichiamo il nostro n.p. con compassione e ironia. Esiste un qualche equilibrio, devo solo fare chiarezza in me.
        Ora voglio parlarti della mia famiglia di origine e il quadro ti sarà un poco più chiaro. Mio padre era forse un n.p. Dopo una giovinezza da dongiovanni, sui trent’anni ha avuto una conversione religiosa, ha incontrato mia madre, una ragazza pura e semplice, e ha messo su una famiglia numerosa. Negli anni cinquanta la vita era difficile un po’ per tutte le famiglie. Mio padre, e mia madre, misero al mondo un figlio all’anno, pur non avendo delle sicure basi economiche. L’immaturità di mio padre, i dettami di un padre spirituale che pretendeva non si usasse alcun metodo contraccettivo e la totale dipendenza di mia madre da suo marito hanno posto le basi per future tragedie. Convinta di agire a favore di una educazione cristiana, mia madre attendeva il marito al rientro la sera per riferirgli le nostre marachelle, più o meno gravi. Le botte di mio padre arrivavano così a freddo, dopo una giornata di angoscia in attesa del temporale. La punizione mi sembrava più un atto di rabbia per averlo importunato a fine giornata, piuttosto che un metodo educativo. Avevo la netta sensazione che mio padre avesse dei figli preferiti, in genere l’aspetto fisico gradevole era un requisito importante. Io sono la maggiore e ho ricordi che altri miei fratelli non possono avere. Una volta sentii mio padre definire goffo un mio fratellino più piccolo, l’espressione esatta fu “cafone”, che è molto peggio, perché vuol dire poco raffinato, poco signorile. A un bimbetto! Mio fratello fu abusato da un pedofilo, che tra l’altro molestò anche me. Forse per questo aveva un atteggiamento “incartato”, le sopracciglia ad accento circonflesso e un sorriso che ti chiedeva scusa. Mio padre non capì nulla di questo piccolino. Morale: mio fratello è morto di overdose.
        Un’altra mia sorella è morta giovanissima per una cardiopatia che si sarebbe potuta curare, se solo avesse avuto vicino l’attenzione dei suoi genitori. Invece i miei, dopo avere attuato un metodo educativo rigoroso nei miei confronti, vietandomi di vedere il mio ragazzo, ritirandomi dagli studi e relegandomi in casa per quattro anni (finché non ho iniziato a lavorare), con le tre figlie adolescenti più piccole si sono “sbracati”. Cioè le hanno affidate, minorenni, a fidanzati, che le hanno portate con sé. Il fidanzato della mia sorellina cardiopatica era bravo, da medico la portò a fare una visita specialistica, che accertò avrebbe dovuto fare una cura di penicillina e operarsi a ventuno anni. Ma mia sorella lo lasciò e se ne andò al Nord a vivere da sola, trascurandosi del tutto. Io avevo già una mia famiglia, anch’io al Nord, e non sapevo di questi problemi di mia sorella, non me ne parlò mai, nonostante ci fosse una buona intesa tra di noi e ci incontrassimo nelle feste più importanti. Lei adorava i suoi nipotini. Non mi risulta che i miei abbiano fatto i diavoli a quattro per mia sorella, che non sapessero nulla della sua patologia. Possibile che l’ex fidanzato medico non li abbia informati? Non ci credo. È più probabile che l’abbiano lasciata al suo destino perché ribelle e soprattutto perché erano incapaci di autentica empatia e senso pratico. Sono stata anche io madre di un adolescente problematico, molto problematico e per di più con un padre violento, ma ho fatto di tutto per avere un dialogo.
        Non ho mai visto mia madre intervenire nei metodi educativi violenti di mio padre, anzi una volta si misero entrambi a picchiarmi. Che stupidità!
        Riconosco come scusante al comportamento di mio padre l’essere rimasto orfano a undici anni, l’essere stato messo in collegio, l’essere stato maltrattato dai fratelli più grandi e, non per ultimo, avere avuto un padre di cui non ha quasi mai parlato. Anche mia madre ha avuto la sua dose di genitori patologici.
        Tutto sommato, dopo tali premesse, sono una sopravvissuta, grazie anche a una nonna paterna, che con me ha avuto il buon senso di criticare l’operato di mio padre e di mia madre, allentando la tensione.
        Con queste premesse come avrei potuto trovare un uomo equilibrato? Non ho termini di paragone sani. Ho avuto delle cotte, fin da ragazzina, superate senza rimpianti (ero già impegnata con il mio futuro marito) e una sbandata dopo i trent’anni per un n.p. (che per certi tratti mi ricordava mio padre) ancora peggio di mio marito. Dopo di che, leccandomi le ferite, non mi sono più innamorata.
        Grazie del tempo che mi dedichi, cara Claudileia. Spero che le mie storie possano servire.

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  30. Grazie e grazie ancora per le parole che scrivi. Mi fai sentire meno sola e meno stupida per la sofferenza che provo da quando me ne sono liberata sebbene purtroppo, per motivi lavorativi, siamo obbligati a incontrarci. Sono stati 8 mesi meravigliosi e poi l’ inferno. Umiliazioni, offese, centinaia di richieste. E poi la freddezza e il distacco, intervallati da piccoli momenti di rinnovata tenerezza che mi impedivano di andare via.
    E ora che finalmente sto trovando un uomo semplice, che forse mi vuole bene, sincero….io vedo il male ovunque e non sono in grado di fidarmi. Spero solo di riuscire a lasciarmi andare in questa nuova storia che alla fine mi merito. Perché mi merito un uomo normale, magari più povero, meno affascinante e strabiliante, ma sincero e capace di provare sentimenti verso di me. Vorrei solo poter condurre la vita come ho sempre desiderato: una semplice e quieta vita familiare con qualcuno a cui voler bene.

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    1. Carissima Aglaia, non aver dubbi che ce la farai alla grande. Un uomo magari “più povero, meno affascinante e strabiliante” potrebbe essere in realtà il più ricco e desiderabile, basterebbe magari un sincero cambio di prospettive dalla tua parte. L’uomo potente e affascinante è colui che desidera anche il cervello di una donna e ne va fiero di averla accanto proprio perché sa di avere tra le mani una creatura unica. Abbraccio forte!

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  31. Stamattina non riuscivo ad alzarmi….mi sentivo come paralizzata….pesante….come se il mio corpo non fosse mio…i pensieri di notte mi aggrediscono” ti scriverò in futuro, ora ciao”…..quattro anni….tutto quello che ho vissuto…..finita così….un barattolo nella sua dispensa….”stai lì magari in futuro…dovessi averne voglia…”…ci penso e non riesco a non pensarci, e quando ci penso…a tutto quello che ho lasciato accadesse…alle suppliche…alle umiliazioni…alle bugie….mi fa male dappertutto è un male fisico….e mentalmente il dolore che sento me lo immagino come la lama di un coltello che incide….e allora resisto all’impulso di farlo, di farmi male per sentire meno dolore. È possibile soffrire in questo modo.per una persona? Mai successo nella mia vita….Ma questo dolore credo non sia in fondo per aver perso LUI…no…questo dolore è per aver perso me stessa…per essermi persa per LUI, in LUI..e ora di me rimane solo un’anima agonizzante…..questo dolore è per me…..per quello che di bello c’era in me….di puro, di amabile, di vitale…che amando LUI di un amore assoluto oltre il senso del limite e del dignitoso….ho lasciato fosse calpestato e violato con brutalità.
    Ora mi sento così:violata e sconfitta….
    Poi mi sono alzata per i miei figli che devo salvaguardare da tutta questa schifezza…..e ho fatto quello che dovevo fare sforzandosi di sorridere e di esserci….ma.non ci sono …io mi sono persa….
    Scusate lo sfogo….ho bisogno di parlarne con chi c’è già passato…..

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    1. Carissima Elisa, tutte le persone che ci sono passate hanno avvertito fisicamente il dolore di aver perso “qualche pezzo”. Tu hai vent’anni di meno di questa persona ed è proprio questo il motivo per cui ti ha ferita così profondamente: perché odia la tua vitalità, la tua giovinezza, i tre figli ancora piccoli e la soddisfazione che futuramente ti daranno. “Ti scriverò in futuro, ora ciao.” vuol dire proprio questo: odiare questo futuro che appartiene a te e non più a lui, una persona che HA GIÀ FATTO LE SUE SCELTE, tra le quali quella di vivere il più a lungo possibile per umiliare e distruggere la vita di più donne possibili, preferibilmente sposate, fidanzate, conviventi e con figli. Senza questi requisiti, questa persona non si avvicina neanche di una donna. Spero davvero che tu comprenda in via definitiva che questo individuo è sempre stato così e che finirà i suoi giorni della stessa maniera. Tu non hai perso il meglio di te. Ciò che hai costruito negli anni è stato grazie a chi sei. Grazie a chi sei hai messo al mondo tre creature che hanno bisogno di te. Comprendo perfettamente che i figli non bastano per ripristinare la tua femminilità calpestata, tuttavia ti permettono di avere i piedi ben saldi a terra durante il processo di ricostruzione del tuo essere donna. Ciò che stai vivendo è superabile alla grandissima, basta ricavare TUTTA la forza che hai in corpo per cominciare a curarti dal corpo alla mente e viceversa. Una cosa dipende dall’altra e quindi è il momento di scegliere da quale parte cominciare. Mi hai scritto di avere una terapeuta, quindi affidati ai suoi consigli per tagliare definitivamente i cavi che ti leggano a questa persona. Sei libera di portare questi commenti, le mie risposte, tutto ciò ti aiuterà a superare. Un abbraccio enorme.

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  32. Si, ecco bell’articolo.
    Persone negative, manipolatori, crudeli, capaci di tutto per trarne vantaggio.
    Ma credete che queste persone siano felici di comportarsi così?
    Ovunque si leggono articoli sugli effetti negativi del disturbo narcisistico della personalità che si ripercuote in tutti gli ambiti, da quello lavorativo, familiare, sentimentale ma da nessuna parte si legge come potere risolvere il problema di queste persone, di noi affetti da questo grave disturbo.
    Se parallelamente a scrivere come riprendersi da un rapporto di mesi con un narcisista manipolatore parlaste di come cercare di guarire da decenni di disturbo probabilmente alcuni di noi guarirebbero facendo meno vittime.

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    1. Guarire dal narcisismo patologico NON È POSSIBILE, si possono unicamente attenuare alcuni sintomi e a seconda dell’età. Nemmeno il miglior terapeuta al mondo potrebbe farlo, ecco perché nessun professionista serio spreca il suo tempo scrivendo articoli che promettono di guarire gente che non vuole essere “guarita”, persone che si recano in terapia solo quando costrette dagli altri, che mentono in terapia per farsi belle oppure che cercano di dimostrare di essere migliori dei terapeuti, provando a manipolarli. Ecco cosa fanno i narcisisti appena superano le loro “crisi”: tornano a manipolare peggio di prima, stavolta grazie ai “consigli” che hanno appreso in terapia MENTENDO. Se sei un/a narcisista in crisi, vuol dire soltanto che sei al corto di nutrimento narcisistico, cioè, NON CI SONO ABBASTANZA ADORATORI, di modo che questa normalità ti mette in “crisi”. Questo blog è fatto da chi e per chi ha già dato fin troppa comprensione e affetto, da chi e per chi ha visto ogni soluzione miseramente fallire… Non è certamente posto per un/a narcisista “in crisi” che domani non si ricorderà nemmeno di aver scritto qui. Buon anno e se troverai un terapeuta che afferma di poter guarire una persona affetta da questo disturbo a livello patologico e perverso – come viene raccontato qui – facci sapere subito che lo segnaliamo all’albo.

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    2. Leggo questo post come una provocazione. Tuttavia evitare di cadere nelle provocazioni è uno degli insegnamenti che trae chi esce da una relazione con un/una narcisista maligno. Che tu sia ciò che dici o meno a me non interessa, come non mi interessa la sorte di chi davvero lo è. Dopo i traumi subiti, l’unica salvezza è dare per assolutamente certo che quella persona (si fa per dire) non esiste: se vive o meno a me non interessa, se mangia, ama, lavora, soffre a me non interessa. Non mi interessa come non mi interessa ciò che non esiste, né più né meno. Salvato me stesso da un mostro vero e proprio, ciò che mi interessa è dare un piccolo contributo a chi ancora non ha avuto la possibilità di aprire gli occhi. Di chi glie li ha tenuti chiusi sbeffeggiandolo in faccia proprio non mi interessa nulla.

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      1. Faccio la voce fuori dal coro e mi trovo interessata alla posizione di Giubergia.
        Ho terminato da qualche mese una relazione con quello che credo un narcisista patologico e con cui continuo ad avere contatti regolari per motivi di lavoro. Formalmente non ci siamo mai lasciati: in realtà ci siamo presi una pausa di comune accordo dato che i litigi erano diventati ingestibili. Ma intanto ho raggiunto dei livelli tali di rabbia accumulata che simulo nella mia testa dei litigi con lui in cui riesco a dirgli tutte le risposte che non sono stata in grado di dargli al momento opportuno e finisco per non riuscire a trattenere le urla. Urlo da sola difendendomi da un lui immaginario che simulo davanti. Ho passato le ultime due settimane senza riuscire a combinare nulla: non sono disperata ma non trovo entusiasmo nelle cose. Fino a poco tempo fa non sapevo cosa fosse un NP, poi cercando informazioni sul mio malessere, mi sono imbattuta nell’abuso narcisistico e sono rimasta sbalordita da quanto le nostre interazioni venissero descritte nei minimi dettagli dagli articoli che andavo leggendo: l’esaltazione e la devozione iniziali e poi la caduta, le denigrazioni, il farmi sentire sempre in competizione con chiunque, il mio non essere mai perfetta, il contraddirsi continuo, le versioni alternative della sua realtà, il creare appositamente situazioni conflittuali per mettermi in difficoltà e farmi apparire come una squilibrata, il giurarmi che sono e rimarrò sempre l’unica e allo stesso tempo lo sminuirmi professionalmente con qualsiasi altra donna lavori con lui o flirtare in modo imbarazzante davanti a me. E tutto il resto che voi tutti conoscete. Informarmi e leggere testimonianze come le vostre (grazie a tutti!) mi ha aiutato molto per arrivare a capire che non ero pazza e tutte le manipolazioni e i ricatti emotivi non erano frutto della mia fantasia. Credo andrò comunque da un qualche professionista perché questa rabbia mi sta paralizzando.
        Premetto che non ho nessuna intenzione di tornare con lui e attualmente neanche ne sento la mancanza. Volevo però riprende quanto diceva Giubergia e dire che io l’ho visto soffrire e, nei nostri litigi, ho visto più volte la sua fragilità. In tre anni ho avuto modo di studiare i suoi comportamenti e in alcune circostanze avevo imparato a tenergli testa. Ho visto che quando riuscivo a rendergli la vera immagine di sé, ne rimaneva profondamente turbato e addolorato. Arrivava a volte anche a chiedere scusa e darmi ragione, anche se la volta dopo ricominciava. Io ho visto tutta la sua fragilità e insicurezza. Ho visto le sue insonnie, le tachicardie, il suo sentirsi in continuazione inadeguato. Secondo la mia esperienza i NP non sono mostri, sono esseri terribilmente fragili e dolenti che addentano indiscriminatamente tutto quello che hanno intorno per proteggersi.
        Con questo non lo giustifico. Io lo voglio fuori dalla mia vita e non riesco neanche a provare compassione per lui in questo momento. Sarà che nella tragedia sono stata più fortunata e il mio NP non ha mai raggiunto gli episodi terribili che vedo scritti in alcuni commenti, ma ha ammesso di stare male e ha cominciato ad andare in terapia. Non so se possa funzionare. Ma dalla terapia io ho ottenuto una cosa che mi ha fatto molto bene quando ci siamo rivisti: è stato in silenzio ad ascoltare quello che avevo da dire. E ho potuto elencare, almeno in parte, quello che mi aveva fatto soffrire del nostro rapporto. Sapevo benissimo che non mi ascoltava veramente, e infatti il mese dopo abbiamo di nuovo ferocemente litigato. Ma il poter esprimere la mia realtà e la mia verità, senza che venisse negata, mi ha fatto immensamente bene. Mi sono sentita proprio liberata, meno confusa. E’ come se per la prima volta nel rapporto la mia voce avesse potuto esistere davvero.

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      2. Cara Artemis, hai scritto “credo andrò comunque da un qualche professionista perché questa rabbia mi sta paralizzando.”. Questo “comunque” un po’ mi spiazza perché non ho mai sconsigliato la terapia individuale, anzi! Ci sono molti professionisti che utilizzano il blog come fonte di informazione, o lo indicano ai loro pazienti. Ora, qual’è la questione sollevata: il fatto che tu l’abbia visto soffrire e che la sua sofferenza fosse decisamente reale e non una simulazione. La tua sensazione era giusta perché possono “soffrire” per se stessi, ovvero quando si accorgono che l’immagine idealizzata per la quale hanno duramente lavorato è a rischio e che il controllo sulla TUA vita potrebbe sfuggirgli. Quello che tu hai identificato come la fragilità di un pulcino si tratta di uno stato regressivo talmente fugace che i migliori terapeuti non riescono a far granché, poiché subito viene sostituito dal tipico senso di onnipotenza che caratterizza il disturbo, per quel “e chi ha bisogno di te?” che rende faticosissima e praticamente IMPOSSIBILE ogni forma di terapia. Si tratta di una sofferenza che – come ha scritto una lettrice qualche giorno fa -“svanisce al primo culo che si voltano a guardare”, talmente affiora superficialmente e di rado. Attenta a un’altra cosa: gli psicopatici e narcisisti perversi piangono a comando e possono aprire la fontana degli occhi QUANDO VOGLIONO. Sono attori nati che lanciano il proprio figlio al rogo e poi piangono: non perché si rendono conto di aver commesso una atrocità, ma perché la carne è venuta troppo dura per essere mangiata. Non farti manipolare da un tipo di sofferenza che non rispecchia i normali meccanismi che permettono a un essere umano di crescere e di elevarsi a tal punto da provare – almeno – a non far del male a nessuno. Il prezzo da pagare sarebbe per te troppo alto. Lui ADDIRITTURA è riuscito ad ascoltarti con attenzione, mi scrivi che L’HA FATTO PER LA PRIMA VOLTA DOPO ANNI… Ma va? Non credi che in un rapporto NORMALE è il minimo che una persona debba fare quando davvero vuole bene all’altra? Io non so quanti anni abbia lui, perché per provare a creare DAL NULLA una parvenza di EMPATIA in un cervello altamente compromesso ci vogliono ANNI e un/a professionista che sappia ciò che fa. Il punto è che i più bravi professionisti vengono scartati da loro. Già. Che gusto c’è andare da uno che non pensa per te ma ti insegna a pensare? Oh, ma quanto spreco di soldi inutile! Molto meglio usarlo per portare a cena la nuova bambolina…

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  33. Buonasera,
    Vorrei prima di tutto ringraziare per l’articolo, ne ho letti tanti sull’argomento da quando ho realizzato quello che mi era successo ma è il primo a cui mi sento di rispondere. È un po’ una consolazione per me leggere che quel vuoto che ho provato non è stato causato da una mia debolezza personale ma che sia un effetto comune dopo una relazione del genere. Premetto che sono molto giovane e che la relazione che ho vissuto ha avuto una grande importanza per me anche perché era la prima. Accettare di averlo perso è la cosa più difficile che abbia mai fatto e solo ora che lo vedo con occhi nuovi riesco a farmi davvero una ragione di come è finita. La domanda che vorrei fare all’autrice dell’articolo è: dopo che si è data così tanta fiducia a qualcuno che invece mi ha preso in giro, come è possibile tornare ad amare di nuovo? Incontro spesso persone nuove e mi rendo conto che non voglio davvero una nuova relazione, nonostante siano passati mesi cerco tra la gente qualcuno che mi faccia sentire come quando stavo con lui. È possibile guarire del tutto? Amare di nuovo?

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  34. Io ho passato un’inferno, per due anni. Un’inferno nel quale sono ricaduta, dopo un anno, dopo essere scappata perchè sull’orlo dell’esaurimento nervoso. Eppure sono tornata, da lui, l’ho cercato di nuovo io, perchè la chimica e le emozioni che c’erano fra di noi erano talmente forti che mi risucchiavano inevitabilmente e mi sembrava che nessun altro fosse alla sua altezza. E lui ne ha approfittato ignobilmente, si è completamente rivelato…non ha voluto che ci rimettessimo insieme segregandomi nel ruolo di una , non so nemmeno io come chiamarla, amica/ amante che poteva bidonare all’ultimo minuto, a cui concedeva le briciole del suo tempo, che veniva sempre per ultima dopo amici e bar. ( aveva il vizio del bere, ha perso l’auto dopo essere stato fermato, due anni fa, per guida in stato di ebbrezza) Se osavo protestare spariva, per giorni, non mi rispondeva al telefono, addirittura lo spegneva quando provavo a chiamarlo. Lui diceva che non voleva che ci rimettessimo insieme perchè non eravamo compatibili, perchè litigavamo sempre. ( abbiamo convissuto per 9 mesi ma io mi arrabbiavo spesso e volentieri per i suoi comportamenti crudeli e inconcepibili) Mi denigrava, mai un complimento ( mentre con le altre si sbrodolava di frasi carine) , faceva il confronto con le sue ex che invece erano molto più permissive di me. Insomma ero io quella che non capiva, quella che aveva la colpa del fallimento della nostra storia. Allora sono diventata una persona orribile, come lui, per non farmi vedere debole…lo bidonavo, uscivo con i miei ex, non gli rispondevo al telefono e questo funzionava, riuscivo a tenerlo in pugno. Ma soffrivo orribilmente perchè mi rendevo conto che era assurdo, che più che una storia d’amore sembrava una gara a chi schiacciava prima e in modo più crudele l’altro. Quando mi sono sentita soffocare dall’ansia e dal dolore ho detto basta. Sono andata a casa sua e gli ho vomitato in faccia tutto il mio dolore. Lui ha detto che andava bene la nostra rottura perchè era stufo, e perchè tanto con me non sarebbe mai tornato perchè avremmo di nuovo litigato, come in passato. Poi è andato a fare la spesa. Mi sono sentita libera, come da anni non mi sentivo. Poi mi sono sentita morire di dolore..speravo si facesse vivo e mi chiedesse perdono ma ovviamente lui è sparito. Non sapevo di avere a che fare con narcisista , eppure per tutto il tempo in cui sono stata con lui sapevo che non stavo vivendo una relazione normale…lui si è completamente rivelato dopo che l’ho lasciato e poi sono ritornata. In quel lasso di tempo mi sono sentita orribilmente manipolata, mi sono sentita in gabbia, insicura, su di un baratro, costretta ad accettare tutto quello che voleva lui. Adesso sono single e la mia paura più grande è quella, in futuro, di incappare in un altro come lui..

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  35. Grazie della risposta Claudileia e per il tempo che ci dedichi: davvero lo trovo molto prezioso.
    Continuo qui la discussione. Non ho avuto la percezione che in questo blog si sconsigliasse un aiuto professionale, anzi proprio il contrario. Per me la situazione è ancora piuttosto recente e non ho ancora una comprensione definitiva di cosa sia successo. Non conoscendo il narcisismo, credevo che la mia rabbia e la mia frustrazione fossero sentimenti comprensibili dopo la fine di un rapporto intenso e turbolento e che sarebbero passate gradualmente con il tempo. Poi, dopo aver letto tutte queste testimonianze, e la difficoltà che hanno tutti per uscire da queste situazioni, ho cominciato a credere che questo rapporto possa aver inciso su di me in maniera molto più profonda di quanto io non mi renda conto.
    Io credo di aver bisogno di un professionista, anche per avere conferma della mia visione e per avere indicazioni su come comportarmi. Dovrò continuare a lavorare con lui per tutto l’anno. Possiamo farlo a distanza, senza necessità di incontrarci. Per il momento ho limitato le conversazioni con lui ad argomenti riguardanti esclusivamente il lavoro, non raccontandogli più niente della mia vita. E sto diventando sempre più dura e assertiva, imponendogli delle condizioni binarie: o così o niente. Ho imposto che qualsiasi accordo preso venga messo in forma scritta, per impedire che poi successivamente possa distorcere le cose o cambiare versione dei fatti. Insomma, cerco di ridurre al minimo la sua libertà di azione.
    Poi mi guardo agire dall’esterno e mi accorgo che non mi piacerebbe avere a che fare con una persona che si comporta come sto facendo io. Ho spesso l’impressione di esagerare. E una persona estranea che mi vedesse agire così, penserebbe sicuramente che sono ossessiva. Ormai mi impongo anche su questioni marginali sulle quali, in una situazione normale, chiunque soprassederebbe. Inoltre, in questo periodo non riesco ad essere performante. Qualsiasi compito, anche quelli più banali, mi pesa tantissimo e posso metterci una settimana per un lavoro che richiederebbe mezza giornata. Chiunque dovesse giudicare dall’esterno, indicherebbe me come il problema.
    Quando lui ha cambiato di colpo il suo atteggiamento nei miei confronti (dico solo che un giorno, di punto in bianco, ha deciso che non voleva più che avessi gesti affettuosi verso di lui in pubblico. E fino al giorno prima dovevo tenerlo a bada perché mi stava sempre addosso, ma letteralmente addosso!), stava vivendo un momento molto difficile sul lavoro, con problemi abbastanza seri e persone che gli hanno voltato le spalle. E per lungo tempo ho accettato il suo comportamento perché credevo che fosse una sorta di burnout, uno stato nel quale si ritrova il cinismo, la mancanza di empatia, la freddezza e il distacco, una visione alterata della realtà, l’insonnia e l’ansia continue. Ne avevamo anche parlato.
    Tu però parli di “crisi” del narcisista e io non posso negare, del resto, che abbia chiari atteggiamenti manipolatori, e non solo con me. Eppure degli atteggiamenti manipolatori si possono anche trovare in una persona semplicemente immatura emotivamente che, in un momento di estrema debolezza, non ha le risorse per reagire. Mia madre ad esempio, durante un periodo diciamo, per semplificare, di depressione, accecata dal dolore, andava avanti per ricatti emotivi, insulti, negazione della realtà, veri e propri dispetti e cattiverie. Poi la situazione è tornata alla normalità ed ha smesso.
    Sinceramente, credo che la cosa più difficile per me in questo momento è non riuscire ad avere una visione chiara delle cose, non riuscire a capire dove sia la verità e come devo interpretare il tutto. Alzo la voce per imporre la mia verità e poi mi sembra di avere esagerato e di fargli del male gratuito. E allo stesso tempo mi riconosco perfettamente in tutte le descrizioni di abuso narcisistico che ho trovato in giro (l’unica cosa che non ha fatto mai è andare e venire in continuazione o sparire nel nulla). Sono piuttosto confusa.

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  36. Finalmente leggo delle voci fuori dal coro quì e non autocommiserazione che aiuta solo a tenere aperta la ferita e a deprimere. Mi sono allontanata dal mio ex narcisista patologico, ero arrivata all’autodistruzione perchè i narcisisti erano 3, lui e i figli… non ho mai sentito la necessità di spiarlo dopo aver detto ciao, come leggo spesso, visto che me ne ha causati di problemi, sono felicissima di non aver più nente a che fare. Ero fragile in un momento particolare quando lo conobbi. Non capisco quelle persone che, nonostante i loro narcisisti gli abbiano rovinato la vita e la salute, ancora restano imbambolati dal corteggiamento precostruito, finto.. Amatevoi stessi, non autocommiseratevi cercando consensi da altre persone, confronto si .. ma non compatitevi. Non dite forza coraggio, a parole son bravi tutti. REAGITE CON I FATTI! Amate voi stessi solo così vi circonderete di persone sane, il bisogno attira questi malati che si nutrono della vostra energia e della vostra sofferenza, sono loro da compatire non voi. Imparate ad amarvi, incominciate un percorso di crescita personale.

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  37. Claudileia Lemes Dias
    10 maggio 2018 alle 3:24

    Cara Artemis, hai scritto “credo andrò comunque da un qualche professionista perché questa rabbia mi sta paralizzando.”. Questo “comunque” un po’ mi spiazza perché non ho mai sconsigliato la terapia individuale, anzi! Ci sono molti professionisti che utilizzano il blog come fonte di informazione, o lo indicano ai loro pazienti. Ora, qual’è la questione sollevata: il fatto che tu l’abbia visto soffrire e che la sua sofferenza fosse decisamente reale e non una simulazione. La tua sensazione era giusta perché possono “soffrire” per se stessi, ovvero quando si accorgono che l’immagine idealizzata per la quale hanno duramente lavorato è a rischio e che il controllo sulla TUA vita potrebbe sfuggirgli. Quello che tu hai identificato come la fragilità di un pulcino si tratta di uno stato regressivo talmente fugace che i migliori terapeuti non riescono a far granché, poiché subito viene sostituito dal tipico senso di onnipotenza che caratterizza il disturbo, per quel “e chi ha bisogno di te?” che rende faticosissima e praticamente IMPOSSIBILE ogni forma di terapia. Si tratta di una sofferenza che – come ha scritto una lettrice qualche giorno fa -“svanisce al primo culo che si voltano a guardare”, talmente affiora superficialmente e di rado. Attenta a un’altra cosa: gli psicopatici e narcisisti perversi piangono a comando e possono aprire la fontana degli occhi QUANDO VOGLIONO. Sono attori nati che lanciano il proprio figlio al rogo e poi piangono: non perché si rendono conto di aver commesso una atrocità, ma perché la carne è venuta troppo dura per essere mangiata. Non farti manipolare da un tipo di sofferenza che non rispecchia i normali meccanismi che permettono a un essere umano di crescere e di elevarsi a tal punto da provare – almeno – a non far del male a nessuno. Il prezzo da pagare sarebbe per te troppo alto. Lui ADDIRITTURA è riuscito ad ascoltarti con attenzione, mi scrivi che L’HA FATTO PER LA PRIMA VOLTA DOPO ANNI… Ma va? Non credi che in un rapporto NORMALE è il minimo che una persona debba fare quando davvero vuole bene all’altra? Io non so quanti anni abbia lui, perché per provare a creare DAL NULLA una parvenza di EMPATIA in un cervello altamente compromesso ci vogliono ANNI e un/a professionista che sappia ciò che fa. Il punto è che i più bravi professionisti vengono scartati da loro. Già. Che gusto c’è andare da uno che non pensa per te ma ti insegna a pensare? Oh, ma quanto spreco di soldi inutile! Molto meglio usarlo per portare a cena la nuova bambolina…
    Illuminante questo commento.. Verissimo , non li guarirà mai nessuno e sarai sempre tu la stupita, la pazza o la malata, semplicemente perchè pensi con la tua testa o perchè ti fai aiutare

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  38. Ciao Claudia grazie per i vostri articoli, ho appena lasciato mio marito narcisista dopo tre anni ho capito che tutto questo matrimonio era una finzione,ho bisogno di aiuto e di consigli per favore posso avere un vostro contatto grazie

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